La mia pretesa non è quella di fare concorrenza alle grandi guide! Voglio solo raccontarti quello che ho visto finora e quello che amo e che inserisco nei Tour che offro ai miei amici/ospiti/clienti.
Lo aggiornerò con le mie nuove scoperte!

Una tua cara amica si sposa!

Tu ed il gruppo più affiatato di amiche della sposa,  decidete che è giusto festeggiare insieme e quindi si parte con i preparativi!

Uno dei passi più importanti per decidere al meglio il filo conduttore di un addio al nubilato è la definizione del luogo dove si svolgerà, o “location”  🙂

Langhe Roero e Monferrato: Una vacanza in Piemonte. Una vacanza in un sito Unesco!

Allora, partiamo dalle basi:

  • Dormire ad Alba oppure nei dintorni?
  • Quanto tempo è necessario per visitare le Langhe, il Roero ed il Monferrato?
  • In quale periodo si godono di più le vacanze in queste zone?

Questa mattina ho sentito nominare Gelindo…  ed ho cominciato a chiedermi chi fosse e cosa rappresentava questo personaggio natalizio piemontese!

In Piemonte, nell’antichità, il solstizio d’inverno era festeggiato in onore del Sole e e di Mitra,

dio che derivava dalle Legioni Romane arrivate fino qui. Giulio Cesare lo ricorda nel “De bello gallico”. A Pollenzo, Susa, Ivrea, Benevagienna, Asti, ecc. si trovano tracce di adorazione a queste divinità. Sicuramente c’era molto “profano” in questi festeggiamenti, con bevute eccessive e trasgressioni!

Dopo l’avvento del cristianesimo ci sono ancora tracce di queste adorazioni, ad esempio in Val d’Aosta, Val Pellice e Valli Occitane dove si continuava ad addobbare gli alberi come dalle tradizioni celtiche.

 

Nella provincia “Granda” si viene soprattutto per l’enogastronomia di livello.

Ormai siamo conosciuti nel mondo per i nostri piatti tipici e per il prezioso contributo del Re Tartufo. E’ una cucina ricca e molto apprezzata dai turisti di tutto il mondo. E noi siamo orgogliosi di essere conosciuti per certe prelibatezze. Ma vi voglio svelare un segreto (che non è un segreto!) ed è l’utilizzo di un legume “povero” che arriva dalla tradizione antica piemontese: I ceci

Il Monferrato lo devi scoprire, perchè è una perla nascosta!

L’avevo già detto di essere innamorata del Monferrato? Sì sicuramente! Questo non toglie nulla all’amore che ho per le Langhe e all’affetto che provo per il Roero, ma il Monferrato è per me sempre una sopresa!

In questo blog, si racconta tanto di Langhe e di Piemonte…ma qualche volta si parla anche di me, Claudia, l’ideatrice di SlowDays.

Mi piace definirmi una consulente locale ma anche un’artigiana del viaggio e siccome la fine dell’anno é tipicamente un momento di bilanci, sento il bisogno di tracciare i confini di quello che faccio.

Dolcetto o scherzetto?

Per i piemontesi, ed in special modo per la provincia di Cuneo, questa frase potrebbe essere intesa in modo molto diverso. E sicuramente non sarebbe abbinata ad una festa di bambini in maschera!

Che autunno è, senza le castagne?!?

I boschi si colorano di giallo e marrone, i vigneti di arancione e bronzo e le colline? Assorbono tutte le sfumature che derivano da questi caldi colori e danno vita ad uno spettacolo emozionante per il cuore e rilassante per la mente. Oltre alle foglie che cambiano colore, le protagoniste di questa stagione, l’autunno, sono proprio le castagne, che grazie al loro color marroncino contribuiscono a dar vita a questa carica di energia che si spande per tutta la campagna langarola! Quante tipologie di castagne conoscete? Oggi vi spiego alcune caratteristiche e alcuni luoghi dove trovarle, ma vi do anche qualche consiglio su come utilizzarle in cucina 😉 In primo luogo, vi è una differenza sostanziale da sapere: la castagna è il frutto selvatico del castagno, mentre il marrone proviene da alberi coltivati. Le castagne non hanno una pezzatura grande, sono maggiormente schiacciate da un lato, con buccia resistente e polpa saporita, mentre il marrone è più grande, ha una buccia striata e polpa dolce.

Di non solo pane  viviamo… ma anche di VINO! Eh… Che vini nelle Langhe!

Andiamo avanti nella nostra storia di vini eccellenti!   Dopo il Barolo, vi voglio parlare di un altro Rè, il Barbaresco!