Partiamo dall’inizio: 

La richiesta della cliente che giunge un po’ inaspettata. La “stagione” calda sta per terminare, i giochi sono fatti e stiamo già pensando ai nuovi pacchetti per il 2020. E invece Pamela deve festeggiare un traguardo importante quanto meraviglioso: i suoi primi 30 anni! Quindi mettiamoci all’opera!

Ecco la prima mail:

Mi chiamo Pamela e a novembre compirò 30 anni. Mi è stato consigliato da amici di visitare il vostro sito e l’idea di offrire una giornata diversa e più dinamica ai miei amici mi alletta molto. Una mia amica mi ha parlato di un vostro tour proposto riguardante una caccia al tesoro con pranzo e mi piacerebbe pianificare questa idea. Verosimilmente la data in cui festeggerò sarà domenica 10 novembre. Il numero di persone sarà tra le 12 e le 15 persone. Potrei avere delle indicazioni e un preventivo approssimativo?

Ok partono i pensieri, l’occasione è importante e la responsabilità che sento di creare un programma adeguato e che rispecchi le aspettative va di pari passo.

Certo il pranzo in cantina con caccia al tesoro è uno dei nostri “bestseller”, andiamo sul sicuro, ma ci sembra il caso di riempire ancora di più la giornata per renderla davvero indimenticabile.

Serve qualcosa di originale, non il solito pacchetto preconfezionato (che a dire il vero non ricordo di avere proposto! 😆 ), qualcosa di speciale che possa lasciare gli amici “a bocca aperta”.

Pamela parla di qualcosa di dinamico: bene, ce l’ho! Proposta, mail, contro-mail, preventivo, conferma e arriva il gran giorno (che poi era esattamente ieri!)

Descriviamo la giornata dunque.

 

Si comincia da un aperitivo, mi pare giusto. Ma il solito aperitivo? Eh no, proprio no! Lo prepariamo sul campanile del Duomo di Alba! Un’esperienza certo non per tutti che richiede uno sforzo organizzativo non indifferente: il campanile sarà riservato per Pamela e i suoi amici per un paio d’ore. Una brava, ma soprattutto allegra e simpatica guida accompagna la comitiva fino in cima passando attraverso la stretta scala che usavano le maestranze quando l’hanno costruito. Qualcuno soffre un po’ questi scalini un po’ angusti, ma il passaggio è breve e dà solo qualche brivido affrontato alla grande da tutto il gruppo. Non si poteva scegliere momento migliore: in Duomo c’è la Messa e da una piccola apertura, a 2 a 2, possiamo vedere le persone in chiesa e sentire i canti della Messa: un’emozione unica!

Arriviamo in cima davanti allo skyline della Città delle 100 Torri, la nebbia non ci lascia vedere proprio tutto ma è comunque un panorama estremamente suggestivo. Ascoltiamo la guida e qualche spiegazione sulle Langhe e su Alba per procedere con il primo brindisi proprio lassù! La giornata non era delle più calde visto il periodo, e quindi per l’aperitivo completo passiamo alla sala del Museo ai piedi del campanile: un museo per Pamela e i suoi amici con un gustoso apertivo: vini locali, salumi e formaggi artigianali per un assaggio di Langa e Roero.

Essendo un gruppo piuttosto avventuroso, abbiamo pensato di procedere degnamente la giornata con una Escape Room roerina! Eh sì, non ci sono solo nelle grandi città, ne abbiamo una in piena regola dalle nostre parti! Pare l’esperienza sia stata divertentissima e che tutti i partecipanti ne siano usciti incolumi (questa era la mia preoccupazione e quella di Pamela!). Tutto perfetto quindi, ma non posso proprio svelare altri particolari, altrimenti che Escape sarebbe???

Va bene l’avventura, ma non dimentichiamo che da queste parti gli ospiti che arrivano, non possono trascurare l’assaggio delle nostre specialità!

E allora procediamo verso la terza e ultima tappa nel Roero! Ormai sono quasi le 2 del pomeriggio e l’appetito nonostante l’aperitivo c’è! Abbiamo prenotato per Pamela e i suoi amici una bella cantina nel Roero dove, si sa, i vini sono eccellenti e l’ospitalità è quella genuina tipica della zona. Un bel pranzo-merenda condito di allegria e vini bianchi e rossi tipici chiudono la giornata alla grande. Non poteva mancare una bella torta artigianale e un bel brindisi a un compleanno fuori dagli schemi, proprio come voleva la festeggiata.

Tornando a casa giusto il tempo per un Whatsapp

Ciao Claudia ! Stiamo tornando a casa !! Grazie davvero di tutto siamo stati benissimo

Missione compiuta, quindi. Ancora tanti auguri Pamela per i tuoi bellissimi 30 e per una vita splendente come i tuoi occhi!

compleanno nelle langhe

Guarda qui il video dell’esperienza!

Non poteva mancare nel nostro blog un articolo sul mitico Tartufo Bianco d’Alba!

La stagione è quella giusta, o meglio, diciamo che da questa settimana (siamo a metà ottobre) fino a fine novembre entriamo nel periodo in cui i tartufi sono davvero i migliori, i più profumati e gustosi.

Perché l’autunno è la stagione migliore per il tartufo?

Perché fa freddo di notte, perché c’è umidità nell’aria e quindi il prezioso fungo ipogeo matura lentamente e dà quindi il meglio di sé all’assaggio.

Che poi si sa è tutta una questione di profumo: prova ad assaggiare un tartufo con il naso chiuso, se ne andrà metà del piacere o forse di più!

A questo punto qualcuno si chiederà se è proprio degno di tanta fama, dopotutto è poi solo profumo o quasi…beh io dico di sì! Quel profumo inconfondibile che non mi azzarderò a paragonare a nient’altro per paura di sminuirlo, è qualcosa di inebriante, quasi magico…e quindi almeno una volta all’anno vale la pena pagarne il costo! Si vive una volta sola, no?

Ecco veniamo subito alle dolenti note: quanto costa il Tartufo Bianco d’Alba nella sua stagione migliore? Il prezzo è variabile, dipende dall’annata, questo si sa e anche dalla pezzatura: più i tartufi sono piccoli o rotti, meno costano. E’ ragionevole pensare che si aggiri intorno ai 300/350 euro l’etto. Durante la Fiera del Tartufo tende ad aumentare perchè c’è più richiesta!

Ma quanto è un etto di tartufo? Quanto tartufo è necessario grattare per un piatto?

Diciamo che una bella e generosa grattata sta intorno ai 6/7 grammi, quindi se il tartufo costa 300 euro l’etto, il nostro piatto ricco ci costerà dai 18 ai 21 euro. Ovviamente se scegliamo uno dei tanti ristoranti in zona Langhe, Roero e Monferrato, dobbiamo aspettarci cifre un po’ più alte.

E a quali piatti abbiniamo il tartufo?

Il tartufo ha un profumo elegante e sofisticato oltre che inconfondibile: è molto importante non coprirlo con gusti forti in abbinamento; per questo i piatti preferiti e più consigliati sono le classiche tagliatelle all’uovo (i “tajarin”, magari le tipiche ricette 40 tuorli) o semplicemente con un uovo al padellino (il mio abbinamento preferito!). C’è chi lo ama con la carne cruda, ma io penso che con i piatti caldi dia il meglio…gusto personale ovviamente! Lo trovo strepitoso anche con la fonduta.

Quale vino in abbinamento al tartufo?

Diciamo che per l’abbinamento comanda il piatto su cui lo “grattiamo”, quindi sicuramente con i rossi importanti e corposi tipici delle Langhe andiamo sul sicuro!

Ma alla fine perché il tartufo è così caro? Ed il Tartufo bianco d’Alba ancora di più?

Sicuramente il marketing ha fatto la sua parte nella valorizzazione del tartufo, ma il motivo è sicuramente anche la sua rarità e la difficoltà nel trovarlo. Quello di Alba perchè ha un profumo decisamente intenso e riconoscibile.

Da questo punto di vista, un’esperienza davvero unica è quella di accompagnare un “trifolao” e il suo cane (detto anche tabui) alla ricerca del prezioso fungo, magari alle prime luci dell’alba. E’ emozionante assistere all’eccitazione del cane che annusa tutt’intorno e si precipita in tutti gli anfratti alla ricerca del tartufo. Molto interessante scoprire tutte le tecniche di addestramento dei cani e capire come si estrae il tartufo, che ovviamente non deve rompersi.

Ecco, questa è la dimensione del tartufo che mi piace di più: l’idea di restituirlo a quello che è, un prodotto naturale, della terra, che non è solo un bene di lusso per le tavole degli chef di tutto il mondo (questo aspetto viene dopo), ma un profumatissimo fungo che cresce sottoterra solo in determinate condizioni e zone e per questo diventa raro e prezioso.

Un prodotto che ci racconta di “trifolao” di lingua madre piemontese e di cani che capiscono solo quella “lingua”, di un rapporto simbiotico tra questi ultimi e il loro padrone e soprattutto di ecologia e ambiente. Eh sì, perché finché ci sarà il tartufo vorrà dire che la natura non è ancora sconfitta. Il tartufo nasce e cresce solo nei boschi ed è solo preservandoli che potremo ancora gustarci questa meraviglia della natura. Il tartufo ha in sé un animo semplice e contadino, molto meno sofisticato di tanti prodotti gourmet…alla fine a “lui” basta un uovo al padellino per dare il meglio di sé!

Potrei raccontare ancora molte cose riguardo al mondo del tartufo, delle piante che ne favoriscono la formazione e delle zone in cui si può trovare; delle varie tipologie più e meno pregiate…. ma vorrei lasciare un po’ di mistero, un mistero profumato proprio come il Tartufo bianco d’Alba!

Se vuoi scoprire tutto su questo mondo, partecipa a una esperienza esclusiva di ricerca con pranzo finale con degustazione di tartufo biancoti garantisco che sarà indimenticabile!

Guarda il nostro video per ispirarti!

 

 

 

Parlare di nocciole delle Langhe in tempo di vendemmia?

Lo so che siamo tutti pronti per parlare di vendemmia, di come è stata questa annata per il Nebbiolo che diventerà poi Barolo; siamo pronti per la Fiera del Tartufo e per i grandi eventi autunnali delle Langhe, ma oggi voglio fare un passo indietro.

Un giorno per scoprire la Sacra di San Michele. Un’ora e venti dalle Langhe e venti minuti da Torino!

Dedico i mesi estivi ad ampliare i miei orizzonti e sono convinta che per farlo non serva allontanarsi poi tanto da casa.

Si dice sempre che “i locali” sono quelli che conoscono meglio il proprio territorio, ma vorrei lanciare una provocazione: “E’ poi così vero?” . Certo un “locale”, un abitante del posto saprà consigliarti un buon ristorante, magari darti ottimi consigli pratici su come evitare il traffico, ma siamo poi proprio sicuri che abbia visitato e approfondito i luoghi “imperdibili” del suo territorio? Beh, io penso proprio di no! Alla veneranda età dei miei 40 e qualcosa anni, ho deciso proprio oggi di visitare quella assoluta meraviglia della Sacra di San Michele, in provincia di Torino, alle porte della Val di Susa.

Non ringrazierò mai abbastanza il mio lavoro perché mi stimola (obbliga?) ad andare in esplorazione prima di proporre nuove mete. Altrimenti troppo spesso ho rimandato visite straordinarie.

A proposito di guide locali

Il mio mestiere mi ha anche insegnato che “con la guida è meglio”, proprio tutta un’altra esperienza! E quindi ho chiesto a Valentina, un’esperta e simpatica guida che abita ai piedi della Sacra di farmi da cicerone.

La giornata era spettacolare ma c’è da dire che la Sacra di San Michele mostra il proprio fascino anche avvolta dalla nebbia o coperta dalla neve! Ho già voglia di fare un salto su in inverno, magari per la Messa di Natale celebrata nell’Abbazia…non so immaginare l’atmosfera incredibile che si potrebbe respirare lassù!

La Sacra di San Michele si può raggiungere in tanti modi, anche a piedi ripercorrendo i passi dei pellegrini. Noi abbiamo scelto di fare solo l’ultimo pezzettino, ma già da quello si intuisce l’enorme lavoro e l’estrema fatica che può essere stata fatta per erigere la Sacra e intuire un frammento della fatica dei pellegrini che percorrevano e percorrono quei sentieri ombrosi nel silenzio e nella preghiera

La Sacra di San Michele è maestosa, da lì si gode un panorama spettacolare, quasi si vede tutto il Piemonte! Non si smette di chiedersi come si possa essere costruita una tale imponente meraviglia a quell’epoca senza i mezzi a nostra disposizione (è stata costruita tra il 983 e il 987).

La linea retta che collega le Abbazie dedicate a San Michele. Un mistero?

La storia, l’arte e l’architettura sono qualcosa di grandioso e che ci fa sentire piccoli. Veniamo a sapere che la Sacra di San Michele si trova lungo una linea retta immaginaria che collega l’Irlanda con Gerusalemme passando per la Francia, l’Italia e la Grecia; una linea che collega tutti i santuari dedicati a San Michele.

Parlando della Sacra si parla di Giulio Cesare, della storia di Italia, dei Savoia, dei rapporti con la Francia…un tuffo nella storia.

Tanto ci sarebbe da dire sulla sua fondazione, sulla sua storia, sapere di quando è caduta in disgrazia e per 2 secoli nessuno se ne è occupato: tutte informazioni reperibili qui e là, ma meglio ancora attraverso una bella visita guidata. Ma la cosa che consiglio è di andarci il prima possibile sia che siate piemontesi che turisti di passaggio. Lo so, noi parliamo sempre di Langhe, di vini e di eccellenze gastronomiche, ma la Sacra si trova a 20 minuti da Torino e a un’ora e qualcosa da Alba: non si deve perdere! Non fate come me che ho aspettato 40 e qualcosa anni!

Avigliana ed i suoi Laghi come gran finale di giornata

Beh per non smentirmi, anche in questo caso ho deciso di completare il mio SlowDay con un’altra visita. A completamente perfetto della visita mattutina, niente di più slow di un pranzetto in riva al lago e una passeggiata intorno ai bellissimi laghi di Avigliana, quello piccolo e quello grande. Tanti locali affacciati sul lago perfetti all’ora dell’aperitivo o per una cenetta romantica…ma perché non passarci qualche giorno da queste parti? Io lo consiglio senza alcun dubbio! Parliamone!

 

 

Il Ferragosto ormai è passato, per molti le vacanze sono appena finite, mentre per altri sono già un lontano ricordo… ma perché disperare quando anche in autunno si possono progettare dei magnifici viaggetti?

La Richiesta

L’Autunno 2017, per Slowdays, era stato un momento topico. Gli eventi avevano stupito e affascinato tante persone e l’affluenza era stata veramente pazzesca. E chi si dimentica quella sensazione di sorpresa, ma allo stesso tempo di frenesia per gestire tutte le richieste.

Oltre agli eventi, ovviamente, il discorso è stato simile per gli Slowdays organizzati su misura.

E il racconto di oggi comincia da una semplice mail. Un congresso, colleghi che vogliono godersi il resto del tempo con un Tour tra vino e Langhe, in posti unici evitando le trappole per i turisti. Insomma, un pacchetto completo.

Oltre 10 persone, in giro per il Piemonte? Non si può chiedere di meglio!

Il Tour nelle Langhe, Vini e Tartufo, con i colleghi

Difficile scegliere quando si tratta del Piemonte. Tante unicità, tante particolarità e davvero ogni singolo luogo meriterebbe di essere raccontato.

Per gli amici colleghi, però, si è scelta una zona ben precisa: il Barolo.

A bordo di un pullmino da 15 posti, con una guida locale, ecco che il viaggio comincia. Da Barolo a La Morra, ancora a Serralunga d’Alba e Castiglione Falletto, il gruppo ha potuto visitare – e degustare – diverse prelibatezze dei posti.

Il vino però non è solo da degustazione, ma anche il protagonista del pranzo dalla storica Gemma, a Roddino, simbolo di chi si avventura nelle Langhe e vuole assaporare le tipicità del posto.

Lo stomaco pieno non deve però distrarre. Sì il vino degli incantevoli posti sopracitati, ma le particolarità della zona del Barolo non sono sicuramente limitate a queste. I borghi sono maestosi e i loro castelli ancora di più.

Pensate sia finita qui? No, avete poca fantasia!

La Fiera del Tartufo è stato il momento conclusivo di questo tour. Dopo essere passati da Monforte d’Alba, una visita alla città di Alba, al suo splendido centro storico e poi la tanto attesa fiera.

Insomma, il vino e la tradizione culinaria sono sempre intersecati alla storia e alla bellezza delle piccole località piemontesi, tra Langhe, Roero e Monferrato.

Ah, prima che me ne dimentichi, i pullmini di Slowdays sono a disposizione, scriveteci!

Il momento topico dell’estate – oltre le ferie – è sicuramente Ferragosto. Se è vero che nelle località di mare è usanza riversarsi in spiaggia e adoperarsi per un buon barbecue, è altrettanto vero che le alternative ci sono e come!

Per il nostro territorio, il Piemonte, Ferragosto è tempo di sagre e di eventi, che conciliano il clima festoso alla storia dei posti fino alle tradizioni culinarie più pure.

E, dunque, perchè non dare qualche spunto su ciò che il Piemonte offre per Ferragosto?

Sei curioso, hai l’agenda ancora vuota, cerchi qualche consiglio o, più semplicemente, vuoi curiosare qua e là? Bene, sei nel posto giusto.

Sei ansioso, perciò, di scoprire di cosa si tratta? Ecco, abbiamo raccolto quattro sagre e feste piuttosto particolari che si svolgeranno il 15 Agosto, in Piemonte!

Festeggiamenti di San Magno 2019

Siamo a Mondovì, in provincia di Cuneo, precisamente Frazione San Biagio. Il caso ha voluto che si trattasse proprio di un luogo piuttosto vicino a quello di cui abbiamo parlato nel precedente articolo.

I Festeggiamenti di San Magno sono una festività tipica del posto, si svolge dal 10 al 15 Agosto e associa a particolari momenti folkloristici iniziative per tutte le età.

La giornata di Ferragosto rappresenta l’ultimo atto di questa storica manifestazione in un luogo veramente incantevole. Per il programma dell’evento potete cercare l’omonimo evento su Facebook. Tra la ristorazione ed un Dj Set, potrete unire la tradizione culinaria al divertimento!

Sì, ma dove si svolge? Siamo in una delle zone più storiche del Piemonte, Mondovì, precisamente Frazione San Biagio. Un punto celebre per lo storico monastero omonimo, la cui fondazione risale addirittura a oltre 1000 anni fa, posto a circa 450 metri sul livello del mare.

E sì, non è un paese particolarmente abitato, infatti conta di soli 70 abitanti, eppure merita di essere conosciuto…

Frazione San Biagio - Piemonte
Gnocchi

Sagra dello Gnocco – Rocca Canavese (To)

Non è difficile capire chi sia il protagonista di questa sagra, ma sarebbe opportuno conoscerlo meglio.

Già, perchè dal 13 al 16 Agosto, a Rocca Canavese, si svolgerà la Sagra dello Gnocco con quest’ultimo protagonista da assaporare con una grande varietà di sughi locali.

Lo gnocco è una tipicità della zona e sarà presente in quasi tutte le specialità durante il Pranzo di Ferragosto. Ma conosci il tipo di pasta?

Ne abbiamo accennato qualcosa, raccontando della ricetta degli “Gnocchi al Castelmagno“, ma, stavolta, a Rocca Canavese avrete la possibilità di provare più di un solo abbinamento – e magari di raccontarcelo -.

Rocca Canavese è un comune di poco meno di 2000 abitanti, situato a 420 metri sul livello del mare, e spicca per il suo valore storico. Infatti, visitando il paese, è possibile vedere opere realizzate addirittura nell’XI secolo, oltre al campanile romanico nel cimitero e, ancora, un ponte di oltre 300 anni fa.

Non entriamo nel merito, ma si tratta di una sagra che congiunge la qualità culinaria alla storia del luogo, perciò sarà sicuramente un grande evento!

Street Food Festival – Sauze D’Oulx (To)

Un evento che, invece, ha come prima data proprio il giorno di Ferragosto è lo Street Food Festival, a Sauze D’Oulx, in provincia di Torino.

È una manifestazione organizzata dall’AICI (Associazione Italiana Cuochi Itineranti) che, come intuibile, vaga da città a città e, stavolta, ha raggiunto la Val di Susa.

Specialità da ogni dove, accompagnate da birre artigianali saranno il leitmotiv delle giornata organizzate e, per seguire la programmazione, è sufficiente visitare la pagina dell’evento.

Interessante è il luogo scelto; tu conosci Sauze d’Oulx?

Il nome del comune è in lingua occitana, fu tradotto durante l’epoca del fascismo in “Salice d’Ulzio” – traduzione forzata, in realtà “sauze” indicava semplicemente la zona rocciosa – ed è situato nella Val di Susa a ben 1500 metri di altitudine.

La sua notorietà è ovviamente legata alla vicinanza con importanti centri sciistici e di sport invernali, basti pensare che rappresenta, per estensione geografica, la seconda meta del circuito della Via Lattea – comprensorio sciistico italiano -.

Una località abbastanza turistica, quanto storica, e in punto che sicuramente approfondiremo nei prossimi articoli. Associare questo luogo alla sorprendente cucina dei cuochi itineranti è sufficiente per convincerti ad andare.

Sauze d'Oulx - Piemonte
Santuario Castelmagno

Festival di Occit’Amo – Castelmagno (Cn)

Ultimo, non per importanza, è il Festival di Occit’Amo che giunge alla sua data finale proprio il 15 di Agosto, a Castelmagno ed anche qui tocchiamo un argomento dell’ultimo periodo.

Castelmagno è un posto storico del Piemonte e il Festival concluderà il suo percorso proprio nel comune dell’omonimo e celebre formaggio.

Il programma, stavolta, è più ampio ed è dedicato a chi ha voglia di scatenarsi! Dalle ore 9 Trekking negli Alpeggi di Castelmagno che terminerà alle 16, al Santuario di San Magno – in foto qui a destra -, dove avrà inizio il concertone di Lou Dalfin e l’esibizione del funambolo Andrea Loreni.

Insomma un mix di singoli eventi che regalerà davvero spettacolo, ad una quota di altezza non proprio indifferente; parliamo infatti di 1800 metri di altitudine!

Partecipare al Festival vi permetterà, dunque, di unire lo spettacolo – che già da solo merita di essere visto – alla particolarità di un paese a quasi 2000 metri di altitudine sul livello del mare.

Ci auguriamo che i nostri consigli vi siano di aiuto, noi, per il resto ci vediamo al prossimo contenuto.

La Richiesta

La mia casella mail è sempre di compagnia, si aggiorna costantemente e le richieste sono veramente tante e varie. Nessuno, però, mi aveva mai chiesto aiuto per organizzare i suoi Slowdays nella speranza di ricevere la fatidica proposta di matrimonio.

Mi spiego. Circa un anno fa, Denise mi contatta per organizzare un Weekend Romantico – puoi vedere le nostre proposte qui – e così mi sono messa all’opera.

Parlando, perchè chi mi conosce ormai sa come lavoro, cerco di capire cosa vorrebbero vedere durante il loro weekend. E così è venuto fuori un dettaglio che ha reso tutto più bello, ache per me. Denise ed il suo fidanzato avrebbero passato due giorni romantici insieme e lei, segretamente, sperava che arrivasse … la richiesta di matrimonio!

A questo punto il loro weekend aveva assunto una veste romantica ed anche intrigante! Ed anche con Denise, come spesso capita, si era creato un legame particolare.

In due giorni abbiamo disegnato insieme un pacchetto speciale. Ogni istante della giornata doveva essere particolare. Le Langhe hanno il pregio di rendere tutto molto romantico!

Preparato il programma nel dettaglio, glielo spedisco, e resto in attesa degli sviluppi!

Gli Slowdays per il Weekend Romantico

Denise partiva da Bergamo, insieme al suo fidanzato. Appena arrivati hanno posato le valigie in un piccolo hotel fuori città, per poi cominciare ad assaporare le eccellenze enogastronomiche piemontesi.

Cominciando da un sorprendente pranzo in cantina, passando per le degustazioni, nel pomeriggio e la mattina seguente, fino alla cena dell’ultimo giorno. Denise mi ha detto che il loro weekend era stato perfetto.

Siete curiosi? E’ arrivata la richiesta di matrimonio? Eh già, l’ho chiesto anch’io! Sì, curiosoni, la richiesta di matrimonio è arrivata!

In Piemonte avevamo una figura particolare si chiamava “bacialè”. Era una persona saggia del paese che combinava i matrimoni. Quasi mi sento una sorta di bacialè digitale!

Un anno dopo…

Appello alle amiche di Denise: Se organizzate da queste parti il suo Addio al Nubilato sarò contenta di farvi un trattamento speciale! In fondo sono “il bacialè”!

Scopriamo Vinadio e la Valle Stura

Quest’ultimo fine settimana, ho potuto trascorrere un’intera giornata in una zona non molto nota ai turisti ma davvero ricca di storia e fascino: Vinadio.

Vinadio è un piccolo comune di circa 600 abitanti, in provincia di Cuneo, situato a circa 900 metri di altitudine, ma la cui estensione territoriale è talmente ampia da risultare la seconda, in Piemonte, dopo Alessandria!

Faccio un passo indietro però…

Una passeggiata lungo il fiume Stura

Il viaggio comincia da Alba: poco meno di 2 ore in macchina sono sufficienti per raggiungere Vinadio.

Una visita ai mercatini sul posto e poi, in attesa del pranzo, ecco un momento veramente rilassante: la passeggiata lungo il fiume Stura.

Valle Stura - Vinadio

Infatti, il comune si trova nell’incantevole Valle Stura, la quale è attraversata dall’omonimo fiume. Consiglio a tutti di immergersi in questo verde che libera la mente e scaccia via i pensieri e lo stress accumulato durante tutta la settimana.

Nel vivere questa tranquillità, però, non ci si può dimenticare dell’orario perché per vedere tutto abbiamo solo un giorno questa volta! Dunque, si va a pranzo…

Un Pranzo veloce con la specialità di Vinadio e della Valle Stura

Se non vuoi perdere nemmeno un’ora di tempo per riprenderti, devi anche accettare di non esagerare a pranzo.

Quindi mi sono dedicata all’assaggio della specialità del posto: i cruset con sugo di porri! Beh non proprio una cosa leggera, ma si sa che la montagna mette appetito!

Cruset di Vinadio - Valle Stura

I cruset sono una pasta fatta a mano tipica della Valle Stura e, più che raccontarli, preferisco mostrarli e consiglio anche di assaggiarli. Sono deliziosi!

Ovviamente, un buon piatto merita un degno accompagnamento, perciò un vino rosso, corposo, è la soluzione ideale…lo sai vero che il vino rosso in montagna migliora?

Da qui in poi, comincia il viaggio nella vera e propria storia di Vinadio e, inevitabilmente, del Piemonte stesso.

Nel Forte di Vinadio: tra museo e storia

Dopo pranzo è ora di dirigersi alla scoperta del Forte di Vinadio, la meta di questa fantastica giornata.

Il Forte di Vinadio, detto anche Forte Albertino, è stato eretto nel 1834 da Carlo Alberto di Savoia per la sua posizione strategica. Infatti, la Valle Stura congiunge il Piemonte con la Francia, pertanto era l’ideale per controllare i confini.

Pur avendo un ruolo così importante, non è mai stato realmente fulcro di guerre e conflitti, ma è stato adibito alle esercitazioni.

È impressionante, e lo dico per le sensazioni che mi ha suscitato, come inizi a diventare così chiara l’immagine di come fosse la vita del soldato. A oltre 1000 metri di altitudine, con la fatica e il freddo, sicuramente una vita dura e difficile.

Altrettanto suggestiva è la galleria con tutti i nomi dei caduti nella Prima e nella Seconda Guerra Mondiale. Lascio parlare il video, stavolta.

All’interno dello stesso Forte, inoltre, è possibile visitare il museo, “La Montagna in Movimento“. In questo caso il tema centrale riguarda la storia della montagna stessa e dei suoi abitanti, con leggerezza e con la voglia di trasmettere tutto alle nuove generazioni.

Museo "Montagna in Movimento" - Forte di Vinadio

Infatti, particolarmente interessante, è l’App scaricabile, dedicata alla caccia al tesoro, ma anche il tono con il quale si racconta la storia del posto.

Io non aggiungo altro, la mia giornata è stata stupenda e potrei scrivere ancora tanto, ma il mio obiettivo rimane sempre quello di incuriosire a conoscere anche posti meno noti del Piemonte, eppure così affascinanti.

Ti aspetto per il prossimo contenuto e grazie per aver letto!

Le origini del Castelmagno

Hai mai sentito parlare del Castelmagno? È un celebre formaggio piemontese, una regione che ben si sposa con la filosofia del “cheese” e che, nella stessa cultura culinaria, ricopre un ruolo piuttosto rilevante.

Prima del prodotto e dei vari, squisiti, abbinamenti, vorrei soffermarmi sulla simpatica prima rilevanza storica di questo alimento.

Siamo nel 1277. Al piccolo comune di Castelmagno viene richiesto, di lì in avanti, un canone annuale di una certa cifra da corrispondere al marchese di Saluzzo. Di quanto denaro si parla? Nessuno! La somma sarebbe stata corrisposta in quantità di Castelmagno.

In effetti, com’era facile intuire, il formaggio prende il nome dal comune di produzione, un piccolo paese di soli 61 abitanti, d’altra parte siamo oltre i 1000 metri di altitudine! A parte l’incantevole Santuario – in foto qui sulla destra -, è tappa di tanti appassionati di trekking che puntano a proseguire verso l’alto (ad esempio, la pista “Curnis Aouta”).

Santuario Castelmagno
Formaggio Castelmagno DOP

Il prodotto

Il Castelmagno DOP è un formaggio a pasta semidura, grasso/semigrasso di breve o media stagionatura.

Come detto, la sua origine storica risale a oltre mille anni addietro, la cui produzione avveniva proprio nell’omonimo paese, a oltre 1000 metri di altitudine.

Si tratta di un prodotto con un sapore intenso, piuttosto riconoscibile e che rappresenta un must della cucina piemontese. Difficilmente, chi viene in Piemonte può rinunciare ad assaggiarlo e, proprio a riguardo, Slowdays si sta attrezzando per rendere disponibile anche questo tipo di esperienza, ma non anticipiamo altro…

Disponendo di una sua importante consistenza, può essere anche mangiato autonomamente, senza alcun accompagnamento, così come, ovviamente, può essere abbinato a primi piatti e a vini corposi – un Nebbiolo non guasterebbe affatto… -.

La ricetta: Gnocchi al Castelmagno

Gli abbinamenti con il Castelmagno sono molteplici, ma è impossibile non citare la combinazione per eccellenza: gli Gnocchi al Castelmagno.

Si tratta di una pietanza tanto semplice quanto irresistibile e chiunque venga in Piemonte non può rinunciare ad assaggiarla. Ma quali sono gli ingredienti e come si realizza?

Lo gnocco è un “semplice” gnocco di patate, realizzato con farina, ovviamente patate, e uova. Sono serviti con una crema composta da castelmagno e panna ed è una ricetta proprio tipica della Valle Grana, nella zona di produzione del Castelmagno stesso.

Da lì, la bontà e la facilità di preparazione ha condotto questo piatto a divenire tradizione del Piemonte e ad essere riproposto nei principali ristoranti presenti nell’intera regione.

Se per caso dovessi averti incuriosito, ti lascio un link per la ricetta qui, ma a breve potresti ricevere anche un altro tipo di sorpresa…

Infatti, un mio desiderio personale si sta trasformando in realtà: vorrei che sempre più persone avessero la possibilità di conoscere le principali ricette tradizionali piemontesi e, soprattutto, imparare a realizzarle da chi le tramanda da generazioni. Perciò, se hai gradito questo contenuto, scrivici e rimani aggiornato su questo nuovo pacchetto in elaborazione…

Gnocchi al Castelmagno