Oggi voglio raccontarti di un altro prodotto straordinario del nostro Piemonte: Il Formaggio

L’occasione che mi spinge a parlarti di questo argomento è l’avvicinarsi della straordinaria manifestazione CHEESE.

Questo evento si tiene ogni due anni. A Bra, cittadina della provincia di Cuneo dove è nato il movimento SlowFood di Carlin Petrini (ma ve ne parlo un’altra volta!)

Dunque ti accenno qualcosa di Cheese, ma in relatà ti parlerò di formaggi piemontesi. Sì perché Cheese è l’apoteosi del formaggio. E’ la vetrina dove i produttori da ogni continente portano i loro prodotti e si fanno conoscere. E’ un evento straordinario che ad ogni appuntamento cresce e si sviluppa.

Il titolo è Cheese, le forme del latte. La città di Bra diventa un mercato in ogni suo angolo e gran parte dei ristoranti della zona omaggiano questo prezioso prodotto, antico e sempre più apprezzato!

Quando: 20-23 settembre 2019 (evento biennale)

Ma parliamo dell’argomento che mi sta a cuore:

I formaggi italiani ed ancor di più i formaggi piemontesi.

In Italia abbiamo una varietà che ci colloca tra i primi produttori al mondo proprio per le tante tipologie di formaggi vaccino, ovino e caprino. Ed il Piemonte rispecchia questa caratteristica. Praticamente in ogni valle troverai piccoli e grandi caseifici con le loro specialità. Formaggi della tradizione e formaggi anche con un pizzico di innovazione. Tutti caratterizzati dall’ottima materia prima

Ti racconto qualcosa dei formaggi che amo di più

Iniziamo dal Gorgonzola DOP, il nome non ti deve ingannare: si chiama come la città lombarda ma il grosso della produzione arriva dalla provincia di Novara. Poi possiamo ormai vantarci del Grana Padano DOP e di suo “figlio diletto” il Valgrana. Ottimo il Bra e straordinario il Castelmagno. Io vado matta per le varie tume, di cui in particolare devo ricordare quella di Roccaverano.

Ci sono poi formaggi come il Raschera, il Taleggio, il Bruss, le robiole che diventano un piatto principale e molte volte un ottimo sostituto della carne.

Noi piemontesi, ed ancora di più noi che viviamo nelle Langhe abbiamo una predilezione per i formaggi che si integrano con i nostri piatti caldi invernali. La polenta concia, gli gnocchi alla bava, il risotto al raschera oppure al castelmagno, i tomini grigliati, la pasta al gorgonzola ed ogni piatto dove il formaggio fuso scatena il suo gusto!

Ti ho invogliato? Bene, sappi che organizzo Tour gastronomici dove i formaggi incontrano i vini della zona e dove li possiamo accompagnare anche a conserve preziose ed intriganti come la Cugnà!

Se hai voglia di “ubriacarti” di formaggio non devi mancare alla manifestazione Cheese 2019 ma sappi che qui troverai formaggi ottimi in ogni stagione. Parola di golosa del formaggio.

7 giorni per visitare un territorio unico! I consigli di Claudia

Una vacanza nelle Langhe?

Le Langhe negli ultimi anni si sono affermate come meta turistica di tutto rispetto. Viaggiatori da tutto il mondo hanno cominciato a conoscerle, scoprirle e amarle.

Si dice che un viaggio ha sempre 3 momenti principali: quando lo sogni, quando lo vivi e quando poi lo ricordi.

Cominciamo a sognarlo…con qualche idea concreta!

Un po’ di geografia: le Langhe sono un territorio collinare che si trova a circa un’ora da Torino e a 2 ore da Milano, dal mare della Liguria e dai laghi del Nord Piemonte.

Le Langhe sono un territorio molto conosciuto per gli straordinari vini come Il Barolo e il Barbaresco e per i prodotti gastronomici di eccellenza, come il Tartufo Bianco d’Alba e le nocciole “tonde e gentili”, passando per i formaggi e le tantissime ricette tipiche (vitello tonnato, insalata russa, bagna cauda, primi e secondi per tutti i gusti, il bunet…).

Una vacanza in Piemonte può essere davvero un’esperienza indimenticabile, soprattutto se avrai modo di conoscere le persone del posto con le loro tradizioni e storie da narrare.

Cosa fare quindi durante una vacanza nelle Langhe?

Innanzitutto dovrai scegliere dove dormire. Ci sono moltissime strutture per tutte le tasche e per tutti gusti! Dal piccolo B&B a conduzione familiare all’hotel di lusso.

Se non hai un’auto a disposizione il mio consiglio è senza dubbio quello di soggiornare ad Alba, in modo da poter uscire alla sera e sperimentare i diversi ottimi ristoranti e avere negozi e servizi a disposizione.

Inoltre da Alba è più facile raggiungere i mezzi per gli spostamenti.

Se invece hai l’auto si aprono moltissime possibilità: soggiornare in collina vista vigneti è un po’ il sogno di tutti quelli che vogliono visitare le Langhe. Ma non pensare sia un sogno “costoso”: ci sono bellissime strutture con ottimi prezzi in luoghi semplicemente meravigliosi, con panorami mozzafiato. Ci sono anche strutture di lusso (anche se si tratta di un lusso sempre ben integrato nell’ambiente) con Spa, ristoranti di pregio e tutti i comfort.

In base a quello che vuoi fare e alle tue esigenze è importantissima la scelta del luogo dove soggiornare.

Nella zona ormai è anche presente un’ampia scelta di appartamenti vacanza magari adatti alle famiglie o a chi vuole essere più autonomo e indipendente.

Visto che l’unica cosa che manca nelle Langhe è il mare (anche se è raggiungibile in meno di 2 ore!), nei mesi estivi, si potrebbe scegliere una struttura con piscina…ce ne sono moltissime!

Nei mesi estivi la temperatura può essere abbastanza calda, quindi la piscina può essere un’ottima idea così come decidere per un soggiorno in Alta Langa dove le temperature diventano più fresche, soprattutto alla sera e al mattino.

Ma veniamo al dunque…cosa puoi fare durante la tua vacanza nelle Langhe?

Veramente di tutto! Certo può non essere facile organizzare esperienze particolari e personalizzate, ma se riuscirai a farlo la tua vacanza prenderà tutto un altro sapore!

Voglio provare ad accompagnarti giorno per giorno lungo questo viaggio.

Per il primo giorno

ti consiglio un giro in auto, in autonomia o con una guida della zona, nel cuore della Langa del Barolo dichiarata recentemente patrimonio Unesco per i paesaggi vitivinicoli. Comincia subito il nostro viaggio nell’enogastronomia piemontese: non potrai perdere qualche sosta per visitare le straordinarie cantine storiche della zona, magari partendo da quella in cui è nato il Barolo, senza tralasciare alcune realtà piccole e familiari che ti daranno tutto il sapore e il calore dell’ospitalità contadina.

Un bel pranzo con vista non può mancare nel primo giorno di scoperta.

Dopo aver ben mangiato e ben bevuto, il secondo giorno lo dedicherei a un po’ di movimento: una bella pedalata su e giù per le colline della zona del Barbaresco, ovviamente senza rinunciare a qualche tappa golosa! Se ti spaventano le salite, ti consiglio senza dubbio una bella e-bike, così lo sforzo non supererà il piacere di godersi il paesaggio.

Qualcosa di culturale per il terzo giorno?

Non c’è che l’imbarazzo della scelta! Alba è una citta medioevale con origini romaniche e testimonianze della sua storia sono presenti nel centro storico ma anche nel sottosuolo: se soggiorni da queste parti vale senz’altro una visita ad Alba sotterranea. Oppure potresti prendere un comodo treno per Torino (ce ne sono a tutte le ore) per visitare una città bellissima e ricca di storia e monumenti: ti consiglio un bel tour guidato tra le golosità torinesi come il gianduiotto e il bicerin

E poi cos’altro? Ti piacerebbe imparare i segreti della cucina tradizionale piemontese? Un bel corso di cucina allora è quello che ti consiglio per il quarto giorno! Ma mi raccomando assicurati di poter mettere le “mani in pasta” e di poter gustare dopo il corso quelle che hai preparato con un buon bicchiere di vino!

corso di cucina

Ti consiglio per il quinto giorno

un salto nel Roero, l’altra faccia del territorio Unesco: il paesaggio cambia anche se dista pochi chilometri dalle Langhe, aumentano i boschi e i frutteti e diminuiscono i vigneti. Il Roero è il paradiso delle attività outdoor: passeggiate più semplici e trekking impegnativi, mountain bike, passeggiate a cavallo e soprattutto tanta storia e natura

A spasso nei sentieri del Roero

Soprattutto in estate non si può perdere una visita a qualche zona dell’Alta Langa: piccoli borghi, case in pietra, noccioleti, allevamenti di capre e pecore per la produzione di eccellenti formaggi, ma soprattutto tantissima pace e tranquillità. E siamo già al sesto giorno….e non ho nemmeno parlato del Monferrato con le cattedrali del vino e le dolci colline, della possibilità di noleggiare una Vespa per guidare lentamente tra paesaggi incantevoli, di qualche passeggiata a cavallo nei boschi, degli aperitivi al tramonto vista vigneti….

Ognuno di questi “giorni” meriterebbe un post! Penso proprio che presto ci saranno approfondimenti…c’è troppo da raccontare!

Sono certa di averti fatto venire voglia di passare più di un solo weekend nelle Langhe e dintorni!

Scrivimi per creare insieme la tua vacanza su misura!

Perché una passeggiata nelle Langhe dovrebbe essere diversa da altre passeggiate?

Diciamo che camminare è proprio un movimento Slow e quindi si identifica perfettamente con la filosofia del mio piccolo Tour Operator.

Diciamo che camminare nelle Langhe è un’esperienza completa, appagante e molto coinvolgente, proprio come l’accento che cerco di mettere nelle esperienze di SlowDays.

Diciamo poi che attraversare certi paesi, ammirare certi paesaggi, sorprendersi quasi ad ogni angolo, rendono il camminare un esercizio molto gradevole… proprio come il lavoro che svolgo con SlowDays!

Ecco perché il camminare nelle Langhe ed il lavorare con SlowDays hanno per me un fascino particolare.

Metti una passeggiata che può attraversare vigneti curati, boschi, piccoli borghi e costeggiare castelli ed antiche case ben ristrutturate. Poi, come intermezzo, siediti in un bar di paese insieme a qualche persona del luogo che parla di lavoro e del clima bizzarro, oppure, scegli una cantina e fermati a degustare un vino amato e curato.

Scegli un percorso che segua la tua voglia di salire e scendere e scegli la lunghezza del tuo camminare.

In ogni percorso che sceglierai potrai avere un magnifico cocktail di emozioni e sapori e ti porterai a casa un senso di pace e di appagamento.

Se poi sei un curioso esploratore, allora potresti addirittura fare un magnifico ed indimenticabile percorso a tappe! Ogni notte in un paese diverso, lasciando che i tuoi piedi ti portino passo dopo passo attraverso a queste meraviglie. Ed alla sera una tavola imbandita sempre nuova da scoprire. In questo caso dovrai decidere tu quanti sono i giorni che vorrai dedicare a rimettere in pace il tuo corpo e la tua mente. Ti assicuro che alla fine della tua vacanza sarai rigenerato e ti porterai negli occhi della mente il senso del vivere Slow!

Qualche idea?

Una passeggiata intorno a Barolo con il suo castello ed i suoi preziosi Crus. Una puntata a Monforte con le sue ripide salite tra case eleganti ed i cortili sorprendenti. Serralunga ed il suo imponente castello che ti osserva mentre cammini. La Morra, vivace e colorata come la sua Cappella del Barolo. Castiglione Falletto, autentica terrazza dominata dal castello. Novello che ha saputo ritrovare e rilanciare un antico vitigno.

Ti lascio qualche fotografia che potrà farti gustare questa bellezza

ti aspetto per organizzare la tua vacanza Slow. Scegliendo per te e con te il percorso che più si addice alla tua personalità ed il ritmo che vuoi imprimere alle tue giornate: Adagio, Andante o Vivace.

A breve troverai qualche Tour per chi ama camminare: Lasciami la tua mail e ti terrò aggiornato! 

Segui questo link per chiedere informazioni e lasciarmi la tua mail!   Contatti

Ricette piemontesi: parliamo di contaminazioni…culinarie!

Alcuni giorni di festa, il freddo che sembra non volere ancora andare via e qualche ora da dedicare alla cucina. Ecco gli ingredienti di questo articolo!

 Insalata russa: certamente piemontese! O no?

C’è chi racconta che in Italia, nel Settecento, si parlasse di insalata genovese e che fosse un piatto amato dagli aristocratici liguri. Molti altri invece sostengono che l’insalata russa SIA PIEMONTESE. Ed io voglio crederci!

Perché si chiama russa?

Forse l’origine non deriva dal fatto che l’insalata russa fosse proprio russa. Ho trovato qualche cenno al fatto che si chiamasse così perché il servizio era “alla russa”, e cioè che tutti i piatti fossero serviti in tavola insieme. Io vi do la ricetta che ho scritto anni fa sul mio quaderno di ricette!

Insalata russa alla piemontese: la ricetta originale

Ingredienti

  • 1 tazza di maionese (fatta con i tuorli, poco olio di oliva, olio di semi, sale e limone!)
  • 2 patate
  • 3-4 di carote
  • 1 scatola di piselli teneri (io compro quelli surgelati e li faccio bollire. Se preferite potete usare quelli già cotti.
  • 7-8 pezzi di sottaceti, tritati fiissimi
  • 1 scatoletta di tonno (io preferisco il tonno in vetro, ma era per darvi la misura)
  • olio extra vergine di oliva q.b.
  • sale q.b.

 Preparazione

Cuocete le verdure separatamente. Devono essere ben morbide. Quando saranno raffreddate unitele agli altri ingredienti (sminuzzate il tonno!) e mescolate accuratamente aggiustando di sale ed aggiungendo qualche cucchiaio di olio EVO. Alla fine, aggiungete la maionese, tenendone qualche cucchiaiata per guarnire. Mescolate ancora bene. Appiattite e livellate l’insalata russa. Stendete un velo di maionese e fate “le guarnizioni”. Piselli, qualche spicchio di carota, una fetta di uovo sodo serviranno a fare qualche bel disegno!

 

Altro piatto “mitico” della cucina piemontese? Il vitello “tonnato”!

 

Alzi la mano chi non ha assaggiato il vitello tonnato! Se siete stati in Piemonte, impossibile!

Dire antipasto in Piemonte e dire Vitel Tunè è quasi la stessa cosa! In Italia però si contano molte versioni di questo piatto: Lombardia, Veneto, Emilia dicono di essere depositarie della storia di questo piatto. Ma Wikipedia (e già anche Wikipedia si è scomodata!) dice che è piemontese, e quindi bando alle chiacchiere, è piemontese!

Partiamo dal fatto che è un piatto strano! La carne mescolata al pesce non è proprio usuale. E poi, se pensiamo che il Piemonte, il mare, proprio non ce l’ha!

Il vitello tonnato, quando è nato prevedeva una salsa a base di acciughe e capperi. Le acciughe ed i capperi erano il frutto degli scambi con la Liguria. E nasce da questi scambi questa idea … così buona!

Vitel tunè voleva dire vitello “conciato”. Si dice che il tonno sia stato aggiunto dopo, come ingredienti, forse proprio per un errore derivato dal nome!

La MAIONESE? Sì o No?

Diciamo che nel tempo è stata aggiunta la maionese per creare la salsa tonnata, buonissima peraltro, che oggi conosciamo. Qualche purista la rinnega assolutamente. A me piace in entrambe le ricette. Anzi, mi piace da impazzire anche il panino con il vitello tonnato! Provare per credere…!

La Bagna Càuda: la salsa piemontese che arriva dalla Francia!

La salsa a base di sale olio e acciughe era conosciuta ed amata dai mercanti. Ma solo “i poveri” la amavano. Oggi è diventata un piatto quasi ricercato e si sono addirittura creati i “Bagna Cauda Day”!

Come nasce questo piatto?

E’ il piatto collettivo. Il piatto della festa. Si condivide l’allegria perché “si bagna” tutti insieme. Era il piatto per festeggiare la fine della vendemmia. Ma i contadini lo amavano anche …  a colazione! Sì, perché se ti sei svegliato alle tre del mattino, hai sistemato la stalla, munto le mucche, raccolto un po’ di verdura nell’orto… puoi anche fare colazione con la bagna cauda ed una bella fetta di pane!

È una ricetta piemontese? No, direi del Monferrato e delle Langhe

Sembra che le sue origini siano in Provenza. Salse a base di acciughe, molto simili, si raccontano già nei secoli passati.

I commercianti del Monferrato, quando andavano in Francia a rifornirsi di sale ed acciughe hanno assaggiato e quindi “importato” anche questo splendido piatto!

La nostra tradizione ha aggiunto le verdure e l’ha fatta diventare un “intingolo”!

Gli ingredienti e la ricetta della bagna cauda

Ora ti racconto la nostra ricetta (per 4 persone)

  • una testa e mezza di aglio
  • olio quanto basta
  • 200 grammi di acciughe “mature”, devi chiedere così!
  • Latte, un pezzetto di burro

Sfiletta e pulisci le acciughe.  Lessa l’aglio nel latte fino a quando diventa poltiglia. Aggiungi la noce di burro. Metti i filetti di acciughe e lavorali sempre sul fuoco, fino a farli ridurre in crema. Versa l’olio a filo fino alla consistenza desiderata. Deve poi cuocere circa 30 minuti a fuoco bassissimo!

Servila in tavola con belle fette di pane casereccio e le verdure pulite. Scaldala ogni tanto oppure metti in tavola un fornelletto per tenerla calda durante tutto il pasto.

Una buona Barbera, per me, è l’accompagnamento migliore!

Se vuoi venire ad assaggiare questi ed altri ottimi piatti piemontesi, ti aspetto per aiutarti ad organizzare il tuo Tour ideale! Tra cantine, passeggiate per smaltire, ristoranti e panorami, non ti sentirai mai sazio!

Via alla pagina dei nostri Tour per avere ispirazione. Ma ricordati che noi creiamo Tour personalizzati!

 

Langhe o Roero? Due facce del sito Unesco che comprende anche il Monferrato. Territori vicini ma molto diversi. Accomunati dalla tradizione della buona cucina e dagli ottimi vini. Ma non solo! Ma questa volta vorrei parlarvi di Roero.

Siete in vena di notti indimenticabili? Allora dovete scegliere Guarene!

Potreste anche dormire in un Castello! Carlo Giacinto Roero, signore di Guarene, fu colui che volle il castello sul finire del Settecento. Oggi fa parte della catena Relais & Chateux.   Anche se non lo sceglierete per dormire, sicuramente dovrete affacciarvi alla balconata per poter aver il colpo d’occhio su oltre 60 chilometri di territorio. Al suo interno anche un ristorante!

Ma non temete, le sistemazioni per dormire sono tante e per tutte le tasche.

Una visita la merita sicuramente il ristorante di Davide Odore, Io e Luna. Chef che apprezzo in modo particolare per il suo concetto di cucina a tutte le ore!

Cosa vedere nel Roero?

Magliano Alfieri, altro “terrazzo” sul territorio

Il suo castello seicentesco è di nuovo un antico maniero che merita una visita.   In questo castello visse anche Vittorio Alfieri, scrittore, per qualche tempo. Oggi ospita 3 musei:  Arti e Tradizioni Popolari, Cultura del Gesso e Museo del Paesaggio. 

Canale, “capitale del Roero”

Ci sono particolarmente affezionata perché fa parte in maniera molto stretta della mia famiglia!

A Canale ci potete venire per le pesche in piena estate, per l’Arneis e la Favorita (vini bianchi ormai molto conosciuti anche tra i turisti stranieri), per il suo mercato del martedì oppure…  per la splendida Enoteca del Roero. Qui trova anche sede il Ristorante di Davide Palluda: potrete vederlo dalla sala mentre cucina dai sapienti oblò che si aprono sul suo regno.

Govone

Non poteva mancare il castello anche in questo bel paesino del Roero. E non poteva mancare la vista sulle vallate sottostanti. Il paesino è diventato ormai famoso perché a Natale diventa Il Magico Paese del Natale!

Ma durante tutto l’anno è gradevole passeggiare nei giardini del suo Castello Barocco (sede del Municipio e di frequenti mostre)

Cherasco

Capitale delle lumache e dell’antiquariato. Ristoranti che dedicano molti piatti a questo particolare ingrediente ed allevamenti curati e molto quotati di lumache.

Per l’antiquariato invece dovete controllare il calendario perché quasi una volta al mese Cherasco diventa sede del Mercato dell’Antiquariato e del Collezionismo!

 E siamo arrivati a Bra.

Nel 2019, ed ogni due anni, Bra è letteralmente invasa dalla manifestazione Cheese. Non potete mancarla! Dal Venerdì sera al lunedì sera compreso, formaggi di ogni tipo e da ogni angolo del mondo.

Ma Bra è anche salsiccia!  E poi, Bra è la culla di SlowFood, movimento che ha rivoluzionato il concetto del Fast food! Ed è una bellissima cittadina ricca di botteghe, angoli suggestivi e pasticcerie spettacolari.

S1, S2, S3….

Nel Roero si viene anche per le passeggiate con distanze da regolare a piacere. Con sentieri ben tracciati che vi conducono attraverso paesaggi aspri, dolci pianori e boschi.

Completamente diverso dalle dolci colline delle Langhe. E siamo solo a pochi km di distanza!

Passeggiando potrai scoprire le rocche e magari fermarti in una bella cantina a degustare e a visitare i “crutin” scavati nel tufo; a chi ben osserva non sfuggirà la presenza dei fossili lungo le pareti delle Rocche. Suggerisco di fermarsi nei pressi di un ciabot per gustare una merenda.

Cosa ti posso dire? Una vacanza da queste parti, di pochi o tanti giorni, non sarà mai banale e non ti annoierà mai! Parola di roerina!

 

Oggi ti voglio parlare di Alba. Non ti voglio invitare nelle Langhe o nel Roero o nel Monferrato. Non voglio che tu vada a spasso per le colline.

Il miglior compagno di viaggio per esplorare le Langhe è uno dei libri della scrittrice Maria Tarditi

Quando si viaggia, quando si visitano posti nuovi o semplicemente si cammina su stradine di campagna/montagna

A Monale c’è Raffaele, che si prende cura delle sue caprette un po’ dispettose, ma con il loro latte produce formaggi pluripremiati!

In una di queste giornate anticipatamente primaverili, mi sono messa in macchina per andare a conoscere Raffaele, titolare dell’azienda agricola Cascina Aris.

Prima di giungere a destinazione, ho fatto una sosta a Monale, un piccolo comune in provincia di Asti di circa 1.000 abitanti.

Davvero un posticino delizioso, dove cielo e boschi, stradine di campagna e natura, convivono insieme allegramente!

A coronare questo bucolico paesaggio, un Castello, il Castello di Monale, non aperto al pubblico per visite guidate, ma le cui sale sono adibite a sontuose location per matrimoni / bed & breakfast. Un luogo da tenere in considerazione per turisti in cerca di soggiorni rilassanti, immersi nella pace della campagna.

Ho ripreso, quindi, il mio giro, destinazione: Cascina Aris! La stradina da percorrere è tutta curve, sale piano piano, fino ad arrivare sul cucuzzolo della collina. Appena scesa dalla macchina, ho avuto la sensazione di essere atterrata su un altro pianeta: un posto incantevole, con una vista magnifica e tanti prati verdi attorno all’azienda agricola.

Raffaele mi ha accolto a braccia aperte e subito mi ha fatto fare un giro per conoscere tutti i suoi animali… e credetemi, anche loro erano abbastanza ansiosi di fare la mia conoscenza, si sono accorti subito che era arrivata un’“estranea” nel loro territorio ? !

La popolazione della Cascina è molto variegata: capre, cavalli, maiali, oche… ed anche un simpatico cagnolone!

La sensazione di essere atterrata in un luogo diverso è continuata, sembrava di essere in una piccola Arca di Noè, ma senza gli elefanti e le giraffe! Raffaele alleva i suoi animali con passione e per ogni specie ne rispetta l’etologia e le caratteristiche.

Le caprette sono animali davvero curiosi, chi l’avrebbe mai detto che passano il tempo a farsi i dispetti tra di loro e a litigare, hanno davvero una testa dura… allora, Raffaele mi racconta, che tiene separate quelle più “vivaci” e in vena di crear scompiglio, ma a poco serve, perché anche dopo un mese di allontanamento, ricominciano a litigare e a belare tra di loro. E chi se lo immaginava che le capre avessero un temperamento così forte?

La stagionalità per Raffaele è molto importante!

Raffaele segue la stagionalità per quanto riguarda la mungitura delle sue capre, non forza la produzione del latte in rispetto dei suoi animali e dell’ambiente circostante. E questo lo porta a dei grandi risultati: infatti, i suoi formaggi vincono tantissimi premi in tutta Italia, come il “Premio Roma”, dove il formaggio Ciuffettino ha vinto il primo posto o il premio “Crudi in Italia”, in cui la Caciotta di capra si è classificata prima!

I maiali vengono tenuti liberi, in modo che possano girare nei boschi attorno alla Cascina. Vengono inoltre nutriti con i residui della lavorazione del latte delle capre, insomma ecologia ed economia circolare da 10 e lode!

Ed è arrivato il momento più atteso: quello della degustazione di salumi e formaggi, delizie per il palato!

Mentre assaggiavo tutte quelle cose così buone (e anche genuine), pensavo tra me e me “Ecco, perché hanno vinto tutti quei premi…”, un motivo doveva pur esserci! Tra un assaggio e l’altro, Raffaele mi ha mostrato il suo piccolo laboratorio, dove crea tutte le sue prelibatezze: tantissime tipologie di formaggio per essere un’azienda agricola a conduzione familiare! Quanto impegno e quanta dedizione, Raffaele è sicuramente un eccellente produttore di formaggi caprini con tutte le carte in regola!

Il mio giro è proseguito in quel di Portacomaro… ma questa è un’altra storia!

Al prossimo post!

Ma quanto è bello andare in giro per le colline langarole… in e-bike!

C’erano una volta quattro svizzeri che partendo da Basilea si ritrovarono ad Alba per festeggiare il compleanno del loro caro amico, che compiva 10 magnifici lustri ? !