Robiola piemontese

Somiglianze?

Mi sono imbattuta in questa bella intervista fatta a Carlin Petrini dal Corriere della Sera e mi sono immedesimata nella sua filosofia e nel suo modo di concepire il “business”.

I Piemontesi, il Piemonte in genere, terra schiva che non ama apparire. Terra che con una grande operazione di marketing si trova oggi al centro della ribalta con i suoi paesaggi premiati dall’Unesco. Ma che conserva angoli ancora intatti e genuini.

SlowDays: I giorni lenti. Che si assaporano. Da godere ogni momento.

Perché ho voluto affiancarlo a Carlin Petrini, a Cheese? Esageroma nen! Non mi voglio montare la testa! Ma sento profondamente questo pensiero e lo applico nel mio piccolo al mondo dei viaggi.

Ho sentito dire che i turisti stranieri non capiscono, non hanno una grande cultura vinicola e gastronomica. Ho visto applicare prezzi esagerati per sfruttare il momento. Ho visto arrivare bus di turisti allineati e grupponi che quasi di corsa percorrevano Alba. E mi sono sentita estranea a tutto questo.

Amo le piccole cose, gli angoli genuini, i cibi artigianali dove l’amore del produttore si sente ad ogni boccone, amo i vini e le cantine dove il produttore ti parla del suo vino come se fosse il suo bambino.

Carlin Petrini

Carlin Petrini e Bra

Carlin è rimasto con i piedi per terra. Vive nella sua Bra e nonostante sia andato a cena con il Principe Carlo e parli al telefono con il Papa, dice “esageroma nen”, non esageriamo, non montiamoci la testa!

Cheese, nel 2019, aperto dal 20 al 23 di settembre, porta a Bra produttori da tutto il mondo. Il tema è Naturale è possibile! Perché per fare il formaggio bastano 3 ingredienti: Latte, caglio e sale. Ma purtroppo l’industria snatura questo processo. E poi lo rivestono con imballaggi e lo spingono con il marketing. Ma l’essenza, molte volte, la perdono!

Vieni in Piemonte?

Questa è l’essenza che vorrei che chi viene in Piemonte si portasse a casa, racchiusa nei suoi ricordi: un profumo, uno sguardo, un sapore che parlano di mondi antichi vissuti nel presente.

E adesso smetto perché devo andare a lavorare: Cecilia vuole il suo Addio al nubilato, Mike vuole cantine non troppo famose per il suo Tour dei Vini e Angelo vuole fare un regalo ai suoi genitori per i 50 anni di matrimonio.

A presto su questo stesso canale!

L'Alta Langa che ti addolcisce la giornata!

Oggi sono andata a scoprire un mondo meraviglioso: Il mondo delle api e del loro straordinario prodotto, il miele.

A casa, quando ero piccola, era arrivato un libro sul mondo delle api. Molte volte ho visto documentari ed anche trasmissioni che parlavano di questi piccoli ed operosi insetti. Ho sempre saputo che erano una specie che si organizzava in maniera complessa. Ma oggi li ho visti con occhi completamente diversi.

Ho visto le api attraverso le parole, gli occhi, il lavoro e le emozioni che mi hanno trasmesso Sandra e Agnese, Angela, Massimo e Lorenzo. Mi hanno raccontato le api con lo stesso amore e con la conoscenza che deriva dal lavoro quotidiano con le “loro api”.

esperienza miele langhe
esperienza miele langhe

L’Alveare, un condominio, un oggetto oppure un organismo complesso?

Le api si fondono in un organismo più complesso, l’Alveare. L’alveare potremmo credere si tratti di un semplice “oggetto”. No! Attraverso il racconto di Massimo l’alveare è diventato un organismo con un cervello, un apparato digerente, un apparato riproduttore e la capacità di rigenerarsi e di riprodursi.

In maniera leggera ci ha raccontato di Api Regine che non comandano, di api che durante la loro vita seguono un cammino formativo e lavorativo che le porta ad eseguire tutti i compiti all’interno di questa creatura che si chiama Alveare.

Le abbiamo viste sciamare attraverso il bosco, mentre il racconto proseguiva ed abbiamo seguito i fuchi nella loro danza per la riproduzione.

Tutto in maniera divertente e fluida. Con qualche piccolo pettegolezzo a rendere piacevole la scienza!

L’Apiario. Dove abitano le api. In fondo al sentiero delle more.

Con Lorenzo e Massimo abbiamo visitato l’apiario. Abbiamo visto come vivono all’interno dell’Alveare. Ci ha presentato l’Ape Regina, ci ha fatto notare la meraviglia architettonica del favo.

Agnese e Sandra, due minute, energiche e sorridenti ragazze (figlia e madre!) sono le regine del laboratorio. Alle prese con macchine che permettono loro di ottenere un miele di alta qualità. Non devono più combattere con arnie pesanti perché aiutate da questa stupenda macchina acquistata da poco e che ci conferma la fiducia in questa loro grande sfida: Dare al Miele dell’Alta Langa la dovuta visibilità e l’onore di non dover competere con miele di dubbia provenienza.

Alla scoperta del mondo delle api

Il gran finale. La dolcezza del miele che conquista il palato.

Alla fine, la degustazione dei loro straordinari prodotti preparata con amore da Angela: Il miele amarognolo di castagno, il chiaro miele di acacia (pochissimo in questo anno terribile per le api!), il profumato miele di tiglio, la melata ricca di Sali minerali e gusto intenso. Ma poi i derivati, le caramelle balsamiche al miele, le castagne al miele, i biscotti lavanda e miele…  Avete capito che non riuscivo più a smettere di assaggiare?

Ovviamente il formaggio di pecora, la tuma, con un goccio di miele di castagno… mi ha colpito al cuore!

Ed ecco che mi viene in mente che un percorso così è una delle scoperte che la nostra zona può proporre. A chi? Alle famiglie, a chi ama capire cosa mangia, a chi rispetta la natura o, semplicemente, ai “golosi consapevoli”!  E così ho inventato una nuova categoria da coccolare.

Angela, Massimo, Lorenzo, Sandra e Agnese, nelle loro giornate intense sapranno comunicarvi la loro passione per le api e per il miele.

Chiedimi informazioni e potrò costruire per te un viaggio sensoriale nell’alta Langa. Non te ne pentirai!

degustazione miele langa
Real Chiesa di San Lorenzo

Il mio lavoro mi ha cambiata. Sono sempre stata curiosa ed ho sempre amato viaggiare “nel dettaglio”. Per intenderci non farò MAI 7 capitali in 7 giorni!

Oggi ho approfittato di un amico di famiglia, appassionato di arte e di storia che abita a Torino e che mi ha “rivelato” un segreto. Ma te ne parlo tra poco. Andiamo con ordine.

La Real Chiesa di San Lorenzo

Permettetemi di dire che l’Italia è letteralmente affollata di arte e di bellezza. E che il Genio di chi ha vissuto in questa terra durante i secoli scorsi ci ha regalato enormi ricchezze. Che purtroppo, a volte, non conosciamo e non valorizziamo a sufficienza!

Un piccolo cenno alla storia di Torino

Torino, fine del ‘500. Torino era una piccola città che non raggiungeva i 20,000 abitanti. Pochi edifici notevoli: il Duomo, il Palazzo del Vescovo. Una piccola chiesa medioevale, Santa Maria ad Praesepem, oggi inglobata nell’attuale Chiesa di San Lorenzo. Trasformata nell’Oratorio della Addolorata oggi la vediamo come atrio di San Lorenzo.

Emanuele Filiberto, fa il voto di erigere una Chiesa in onore di San Lorenzo,  in ricordo della vittoria di San Quintino. Non riesce a adempiere il suo voto per mancanza di fondi. Quindi decide di dedicare a San Lorenzo la piccola chiesa di cui ti ho parlato. Ma che diventa importante perché espongono, in ottobre del 1578, la Santa Sindone. Si era voluto trasferirla a Torino da Chambery per agevolare il viaggio del cardinale Carlo Borromeo, che aveva fatto voto di andare a piedi a venerare la santa reliquia. Sicuramente c’era interesse a far diventare Torino un centro importante!

Durante la vera e propria creazione della città di Torino, delegata ad Ascanio Vittozzi, nascono il Palazzo Ducale, Piazza Castello e vari edifici con facciate sempre eleganti ed ordinate.

Finalmente con Vittorio Amedeo I, nel 1634, si comincia la costruzione della chiesa di San Lorenzo, per estinguere il voto fatto da Emanuele Filiberto. Architetto Carlo di Castellamonte. Due anni dopo il lavoro viene assegnato a Guarino Guarini che la porta a termine. Non la facciata che non sarà mai costruita.

Veniamo alla costruzione della Chiesa

Il progetto è complicato da vari “problemi”. Praticamente la Chiesa non aveva modo di prendere luce da nessun lato. Era infatti inglobata tra la vecchia Chiesa, che non poteva essere abbattuta, Palazzo Chiablese e le case dei Teatini. Quindi una Chiesa che non poteva avere finestre!

Ecco che il Genio entra in azione: Una Chiesa che avrebbe preso la luce solo dalla sua Cupola. Un capolavoro che sarebbe stato più alto dei palazzi circostanti.

Altra idea geniale è stata quella di “vendere” le Cappelle all’interno della Chiesa alle famiglie importanti. Con una azione di marketing (mi perdoneranno i puristi della storia dell’arte!) degna di uno dei nostri attuali migliori consulenti. Per essere presenti nella Chiesa dove sarebbe stata custodita la Sindone,  costruita dalla famiglia reale… i notabili pagano  profumatamente e rifiniscono con sfarzo ben sei Cappelle all’interno della Chiesa.

Il segreto della Chiesa di San Lorenzo

Guarino Guarini, l’architetto a cui dobbiamo la Chiesa di San Lorenzo era un abile architetto, anche appassionato di astronomia.

Le Cappelle che stano ai quattro angoli della Chiesa hanno nel centro un oblò, che questa mattina mi è stato detto che si chiama Oculo.

Gli oblò delle cappelle sono bui e durante quasi tutto l’anno possono passare inosservati.  Due volte l’anno, all’Equinozio di Primavera e d’Autunno, verso mezzogiorno, la luce solare entra dalla cupola in alto e colpisce l’oblò accanto all’altare. Magicamente o, sarebbe meglio dire, ingegnosamente appare un affresco segreto. Lo stesso gioco di luci con relativa apparizione di un altro affresco si verifica nell’oblò della cappella opposta a quest’ultima.

Due volte l’anno e siamo proprio nei giorni giusti. Questa meraviglia dura una decina di giorni e dobbiamo approfittare delle giornate soleggiate per vederla!

Giochi di Luce

Se non riuscite a passare nella Chiesa di San Lorenzo durante questi magici giorni, ricordate comunque di notare i giochi di luce che appaiono quando il sole splende in cielo: Arcobaleni che si formano sulle varie statue vi faranno rimanere a bocca aperta.

San Lorenzo Giochi di luce

Archeologia industriale

Per chiudere in bellezza la nostra visita a Torino, un pranzo veloce,  ma volevo visitare anche un altro posto che mi incuriosiva. Le Officine Grandi Riparazioni.

Un complesso industriale di fine Ottocento nel cuore di Torino. La loro storia affianca Torino per circa un secolo. A inizio anni ’90 la chiusura ed il rischio di demolizione.  Nel 2013 la Fondazione CRT acquista l’edificio ed inizia un’opera notevole di ristrutturazione.

Nasce così all’interno della Cattedrale della storia industriale di Torino uno spazio interessantissimo. Architettura di avanguardia con un rispetto notevole nel preservare il fascino della vecchia industria.

Uno spazio molto grande che diventa ogni settimana sede di eventi, mostre ed iniziative di tutti i tipi. Vale la visita!

Nel ristorante/bistrò al suo interno piatti interessanti in uno spazio che appaga la vista … ed il palato!

 

Torino può essere l’inizio oppure la fine di uno splendido Tour in Piemonte. I miei contatti li hai? Scrivimi e potrò aiutarti a creare il tuo Tour ed i tuoi luoghi segreti!

Un piccolo assaggio della visita

Oggi voglio raccontarti di un altro prodotto straordinario del nostro Piemonte: Il Formaggio

L’occasione che mi spinge a parlarti di questo argomento è l’avvicinarsi della straordinaria manifestazione CHEESE.

Questo evento si tiene ogni due anni. A Bra, cittadina della provincia di Cuneo dove è nato il movimento SlowFood di Carlin Petrini (ma ve ne parlo un’altra volta!)

Dunque ti accenno qualcosa di Cheese, ma in relatà ti parlerò di formaggi piemontesi. Sì perché Cheese è l’apoteosi del formaggio. E’ la vetrina dove i produttori da ogni continente portano i loro prodotti e si fanno conoscere. E’ un evento straordinario che ad ogni appuntamento cresce e si sviluppa.

Il titolo è Cheese, le forme del latte. La città di Bra diventa un mercato in ogni suo angolo e gran parte dei ristoranti della zona omaggiano questo prezioso prodotto, antico e sempre più apprezzato!

Quando: 20-23 settembre 2019 (evento biennale)

Ma parliamo dell’argomento che mi sta a cuore:

I formaggi italiani ed ancor di più i formaggi piemontesi.

In Italia abbiamo una varietà che ci colloca tra i primi produttori al mondo proprio per le tante tipologie di formaggi vaccino, ovino e caprino. Ed il Piemonte rispecchia questa caratteristica. Praticamente in ogni valle troverai piccoli e grandi caseifici con le loro specialità. Formaggi della tradizione e formaggi anche con un pizzico di innovazione. Tutti caratterizzati dall’ottima materia prima

Ti racconto qualcosa dei formaggi che amo di più

Iniziamo dal Gorgonzola DOP, il nome non ti deve ingannare: si chiama come la città lombarda ma il grosso della produzione arriva dalla provincia di Novara. Poi possiamo ormai vantarci del Grana Padano DOP e di suo “figlio diletto” il Valgrana. Ottimo il Bra e straordinario il Castelmagno. Io vado matta per le varie tume, di cui in particolare devo ricordare quella di Roccaverano.

Ci sono poi formaggi come il Raschera, il Taleggio, il Bruss, le robiole che diventano un piatto principale e molte volte un ottimo sostituto della carne.

Noi piemontesi, ed ancora di più noi che viviamo nelle Langhe abbiamo una predilezione per i formaggi che si integrano con i nostri piatti caldi invernali. La polenta concia, gli gnocchi alla bava, il risotto al raschera oppure al castelmagno, i tomini grigliati, la pasta al gorgonzola ed ogni piatto dove il formaggio fuso scatena il suo gusto!

Ti ho invogliato? Bene, sappi che organizzo Tour gastronomici dove i formaggi incontrano i vini della zona e dove li possiamo accompagnare anche a conserve preziose ed intriganti come la Cugnà!

Se hai voglia di “ubriacarti” di formaggio non devi mancare alla manifestazione Cheese 2019 ma sappi che qui troverai formaggi ottimi in ogni stagione. Parola di golosa del formaggio.

7 giorni per visitare un territorio unico! I consigli di Claudia

Una vacanza nelle Langhe?

Le Langhe negli ultimi anni si sono affermate come meta turistica di tutto rispetto. Viaggiatori da tutto il mondo hanno cominciato a conoscerle, scoprirle e amarle.

Si dice che un viaggio ha sempre 3 momenti principali: quando lo sogni, quando lo vivi e quando poi lo ricordi.

Cominciamo a sognarlo…con qualche idea concreta!

Un po’ di geografia: le Langhe sono un territorio collinare che si trova a circa un’ora da Torino e a 2 ore da Milano, dal mare della Liguria e dai laghi del Nord Piemonte.

Le Langhe sono un territorio molto conosciuto per gli straordinari vini come Il Barolo e il Barbaresco e per i prodotti gastronomici di eccellenza, come il Tartufo Bianco d’Alba e le nocciole “tonde e gentili”, passando per i formaggi e le tantissime ricette tipiche (vitello tonnato, insalata russa, bagna cauda, primi e secondi per tutti i gusti, il bunet…).

Una vacanza in Piemonte può essere davvero un’esperienza indimenticabile, soprattutto se avrai modo di conoscere le persone del posto con le loro tradizioni e storie da narrare.

Cosa fare quindi durante una vacanza nelle Langhe?

Innanzitutto dovrai scegliere dove dormire. Ci sono moltissime strutture per tutte le tasche e per tutti gusti! Dal piccolo B&B a conduzione familiare all’hotel di lusso.

Se non hai un’auto a disposizione il mio consiglio è senza dubbio quello di soggiornare ad Alba, in modo da poter uscire alla sera e sperimentare i diversi ottimi ristoranti e avere negozi e servizi a disposizione.

Inoltre da Alba è più facile raggiungere i mezzi per gli spostamenti.

Se invece hai l’auto si aprono moltissime possibilità: soggiornare in collina vista vigneti è un po’ il sogno di tutti quelli che vogliono visitare le Langhe. Ma non pensare sia un sogno “costoso”: ci sono bellissime strutture con ottimi prezzi in luoghi semplicemente meravigliosi, con panorami mozzafiato. Ci sono anche strutture di lusso (anche se si tratta di un lusso sempre ben integrato nell’ambiente) con Spa, ristoranti di pregio e tutti i comfort.

In base a quello che vuoi fare e alle tue esigenze è importantissima la scelta del luogo dove soggiornare.

Nella zona ormai è anche presente un’ampia scelta di appartamenti vacanza magari adatti alle famiglie o a chi vuole essere più autonomo e indipendente.

Visto che l’unica cosa che manca nelle Langhe è il mare (anche se è raggiungibile in meno di 2 ore!), nei mesi estivi, si potrebbe scegliere una struttura con piscina…ce ne sono moltissime!

Nei mesi estivi la temperatura può essere abbastanza calda, quindi la piscina può essere un’ottima idea così come decidere per un soggiorno in Alta Langa dove le temperature diventano più fresche, soprattutto alla sera e al mattino.

Ma veniamo al dunque…cosa puoi fare durante la tua vacanza nelle Langhe?

Veramente di tutto! Certo può non essere facile organizzare esperienze particolari e personalizzate, ma se riuscirai a farlo la tua vacanza prenderà tutto un altro sapore!

Voglio provare ad accompagnarti giorno per giorno lungo questo viaggio.

Per il primo giorno

ti consiglio un giro in auto, in autonomia o con una guida della zona, nel cuore della Langa del Barolo dichiarata recentemente patrimonio Unesco per i paesaggi vitivinicoli. Comincia subito il nostro viaggio nell’enogastronomia piemontese: non potrai perdere qualche sosta per visitare le straordinarie cantine storiche della zona, magari partendo da quella in cui è nato il Barolo, senza tralasciare alcune realtà piccole e familiari che ti daranno tutto il sapore e il calore dell’ospitalità contadina.

Un bel pranzo con vista non può mancare nel primo giorno di scoperta.

Dopo aver ben mangiato e ben bevuto, il secondo giorno lo dedicherei a un po’ di movimento: una bella pedalata su e giù per le colline della zona del Barbaresco, ovviamente senza rinunciare a qualche tappa golosa! Se ti spaventano le salite, ti consiglio senza dubbio una bella e-bike, così lo sforzo non supererà il piacere di godersi il paesaggio.

Qualcosa di culturale per il terzo giorno?

Non c’è che l’imbarazzo della scelta! Alba è una citta medioevale con origini romaniche e testimonianze della sua storia sono presenti nel centro storico ma anche nel sottosuolo: se soggiorni da queste parti vale senz’altro una visita ad Alba sotterranea. Oppure potresti prendere un comodo treno per Torino (ce ne sono a tutte le ore) per visitare una città bellissima e ricca di storia e monumenti: ti consiglio un bel tour guidato tra le golosità torinesi come il gianduiotto e il bicerin

E poi cos’altro? Ti piacerebbe imparare i segreti della cucina tradizionale piemontese? Un bel corso di cucina allora è quello che ti consiglio per il quarto giorno! Ma mi raccomando assicurati di poter mettere le “mani in pasta” e di poter gustare dopo il corso quelle che hai preparato con un buon bicchiere di vino!

corso di cucina

Ti consiglio per il quinto giorno

un salto nel Roero, l’altra faccia del territorio Unesco: il paesaggio cambia anche se dista pochi chilometri dalle Langhe, aumentano i boschi e i frutteti e diminuiscono i vigneti. Il Roero è il paradiso delle attività outdoor: passeggiate più semplici e trekking impegnativi, mountain bike, passeggiate a cavallo e soprattutto tanta storia e natura

A spasso nei sentieri del Roero

Soprattutto in estate non si può perdere una visita a qualche zona dell’Alta Langa: piccoli borghi, case in pietra, noccioleti, allevamenti di capre e pecore per la produzione di eccellenti formaggi, ma soprattutto tantissima pace e tranquillità. E siamo già al sesto giorno….e non ho nemmeno parlato del Monferrato con le cattedrali del vino e le dolci colline, della possibilità di noleggiare una Vespa per guidare lentamente tra paesaggi incantevoli, di qualche passeggiata a cavallo nei boschi, degli aperitivi al tramonto vista vigneti….

Ognuno di questi “giorni” meriterebbe un post! Penso proprio che presto ci saranno approfondimenti…c’è troppo da raccontare!

Sono certa di averti fatto venire voglia di passare più di un solo weekend nelle Langhe e dintorni!

Scrivimi per creare insieme la tua vacanza su misura!

Perché una passeggiata nelle Langhe dovrebbe essere diversa da altre passeggiate?

Diciamo che camminare è proprio un movimento Slow e quindi si identifica perfettamente con la filosofia del mio piccolo Tour Operator.

Diciamo che camminare nelle Langhe è un’esperienza completa, appagante e molto coinvolgente, proprio come l’accento che cerco di mettere nelle esperienze di SlowDays.

Diciamo poi che attraversare certi paesi, ammirare certi paesaggi, sorprendersi quasi ad ogni angolo, rendono il camminare un esercizio molto gradevole… proprio come il lavoro che svolgo con SlowDays!

Ecco perché il camminare nelle Langhe ed il lavorare con SlowDays hanno per me un fascino particolare.

Metti una passeggiata che può attraversare vigneti curati, boschi, piccoli borghi e costeggiare castelli ed antiche case ben ristrutturate. Poi, come intermezzo, siediti in un bar di paese insieme a qualche persona del luogo che parla di lavoro e del clima bizzarro, oppure, scegli una cantina e fermati a degustare un vino amato e curato.

Scegli un percorso che segua la tua voglia di salire e scendere e scegli la lunghezza del tuo camminare.

In ogni percorso che sceglierai potrai avere un magnifico cocktail di emozioni e sapori e ti porterai a casa un senso di pace e di appagamento.

Se poi sei un curioso esploratore, allora potresti addirittura fare un magnifico ed indimenticabile percorso a tappe! Ogni notte in un paese diverso, lasciando che i tuoi piedi ti portino passo dopo passo attraverso a queste meraviglie. Ed alla sera una tavola imbandita sempre nuova da scoprire. In questo caso dovrai decidere tu quanti sono i giorni che vorrai dedicare a rimettere in pace il tuo corpo e la tua mente. Ti assicuro che alla fine della tua vacanza sarai rigenerato e ti porterai negli occhi della mente il senso del vivere Slow!

Qualche idea?

Una passeggiata intorno a Barolo con il suo castello ed i suoi preziosi Crus. Una puntata a Monforte con le sue ripide salite tra case eleganti ed i cortili sorprendenti. Serralunga ed il suo imponente castello che ti osserva mentre cammini. La Morra, vivace e colorata come la sua Cappella del Barolo. Castiglione Falletto, autentica terrazza dominata dal castello. Novello che ha saputo ritrovare e rilanciare un antico vitigno.

Ti lascio qualche fotografia che potrà farti gustare questa bellezza

ti aspetto per organizzare la tua vacanza Slow. Scegliendo per te e con te il percorso che più si addice alla tua personalità ed il ritmo che vuoi imprimere alle tue giornate: Adagio, Andante o Vivace.

A breve troverai qualche Tour per chi ama camminare: Lasciami la tua mail e ti terrò aggiornato! 

Segui questo link per chiedere informazioni e lasciarmi la tua mail!   Contatti

Ricette piemontesi: parliamo di come si integrano i popoli attraverso la cucina!

Alcuni giorni di festa, il freddo che sembra non volere ancora andare via e qualche ora da dedicare alla cucina. Ecco gli ingredienti di questo articolo!

 Insalata russa: certamente piemontese! O no?

C’è chi racconta che in Italia, nel Settecento, si parlasse di insalata genovese e che fosse un piatto amato dagli aristocratici liguri. Molti altri invece sostengono che l’insalata russa SIA PIEMONTESE. Ed io voglio crederci!

Perché si chiama russa?

Forse l’origine non deriva dal fatto che l’insalata russa fosse proprio russa. Ho trovato qualche cenno al fatto che si chiamasse così perché il servizio era “alla russa”, e cioè che tutti i piatti fossero serviti in tavola insieme. Io vi do la ricetta che ho scritto anni fa sul mio quaderno di ricette!

Insalata russa alla piemontese: la ricetta originale

Ingredienti

  • 1 tazza di maionese (fatta con i tuorli, poco olio di oliva, olio di semi, sale e limone!)
  • 2 patate
  • 3-4 di carote
  • 1 scatola di piselli teneri (io compro quelli surgelati e li faccio bollire. Se preferite potete usare quelli già cotti.
  • 7-8 pezzi di sottaceti, tritati fiissimi
  • 1 scatoletta di tonno (io preferisco il tonno in vetro, ma era per darvi la misura)
  • olio extra vergine di oliva q.b.
  • sale q.b.

 Preparazione

Cuocete le verdure separatamente. Devono essere ben morbide. Quando saranno raffreddate unitele agli altri ingredienti (sminuzzate il tonno!) e mescolate accuratamente aggiustando di sale ed aggiungendo qualche cucchiaio di olio EVO. Alla fine, aggiungete la maionese, tenendone qualche cucchiaiata per guarnire. Mescolate ancora bene. Appiattite e livellate l’insalata russa. Stendete un velo di maionese e fate “le guarnizioni”. Piselli, qualche spicchio di carota, una fetta di uovo sodo serviranno a fare qualche bel disegno!

 

Altro piatto “mitico” della cucina piemontese? Il vitello “tonnato”!

 

Alzi la mano chi non ha assaggiato il vitello tonnato! Se siete stati in Piemonte, impossibile!

Dire antipasto in Piemonte e dire Vitel Tunè è quasi la stessa cosa! In Italia però si contano molte versioni di questo piatto: Lombardia, Veneto, Emilia dicono di essere depositarie della storia di questo piatto. Ma Wikipedia (e già anche Wikipedia si è scomodata!) dice che è piemontese, e quindi bando alle chiacchiere, è piemontese!

Partiamo dal fatto che è un piatto strano! La carne mescolata al pesce non è proprio usuale. E poi, se pensiamo che il Piemonte, il mare, proprio non ce l’ha!

Il vitello tonnato, quando è nato prevedeva una salsa a base di acciughe e capperi. Le acciughe ed i capperi erano il frutto degli scambi con la Liguria. E nasce da questi scambi questa idea … così buona!

Vitel tunè voleva dire vitello “conciato”. Si dice che il tonno sia stato aggiunto dopo, come ingredienti, forse proprio per un errore derivato dal nome!

La MAIONESE? Sì o No?

Diciamo che nel tempo è stata aggiunta la maionese per creare la salsa tonnata, buonissima peraltro, che oggi conosciamo. Qualche purista la rinnega assolutamente. A me piace in entrambe le ricette. Anzi, mi piace da impazzire anche il panino con il vitello tonnato! Provare per credere…!

La Bagna Càuda: la salsa piemontese che arriva dalla Francia!

La salsa a base di sale olio e acciughe era conosciuta ed amata dai mercanti. Ma solo “i poveri” la amavano. Oggi è diventata un piatto quasi ricercato e si sono addirittura creati i “Bagna Cauda Day”!

Come nasce questo piatto?

E’ il piatto collettivo. Il piatto della festa. Si condivide l’allegria perché “si bagna” tutti insieme. Era il piatto per festeggiare la fine della vendemmia. Ma i contadini lo amavano anche …  a colazione! Sì, perché se ti sei svegliato alle tre del mattino, hai sistemato la stalla, munto le mucche, raccolto un po’ di verdura nell’orto… puoi anche fare colazione con la bagna cauda ed una bella fetta di pane!

È una ricetta piemontese? No, direi del Monferrato e delle Langhe

Sembra che le sue origini siano in Provenza. Salse a base di acciughe, molto simili, si raccontano già nei secoli passati.

I commercianti del Monferrato, quando andavano in Francia a rifornirsi di sale ed acciughe hanno assaggiato e quindi “importato” anche questo splendido piatto!

La nostra tradizione ha aggiunto le verdure e l’ha fatta diventare un “intingolo”!

Gli ingredienti e la ricetta della bagna cauda

Ora ti racconto la nostra ricetta (per 4 persone)

  • una testa e mezza di aglio
  • olio quanto basta
  • 200 grammi di acciughe “mature”, devi chiedere così!
  • Latte, un pezzetto di burro

Sfiletta e pulisci le acciughe.  Lessa l’aglio nel latte fino a quando diventa poltiglia. Aggiungi la noce di burro. Metti i filetti di acciughe e lavorali sempre sul fuoco, fino a farli ridurre in crema. Versa l’olio a filo fino alla consistenza desiderata. Deve poi cuocere circa 30 minuti a fuoco bassissimo!

Servila in tavola con belle fette di pane casereccio e le verdure pulite. Scaldala ogni tanto oppure metti in tavola un fornelletto per tenerla calda durante tutto il pasto.

Una buona Barbera, per me, è l’accompagnamento migliore!

Se vuoi venire ad assaggiare questi ed altri ottimi piatti piemontesi, ti aspetto per aiutarti ad organizzare il tuo Tour ideale! Tra cantine, passeggiate per smaltire, ristoranti e panorami, non ti sentirai mai sazio!

Via alla pagina dei nostri Tour per avere ispirazione. Ma ricordati che noi creiamo Tour personalizzati!

 

Langhe o Roero? Due facce del sito Unesco che comprende anche il Monferrato. Territori vicini ma molto diversi. Accomunati dalla tradizione della buona cucina e dagli ottimi vini. Ma non solo! Ma questa volta vorrei parlarvi di Roero.

Siete in vena di notti indimenticabili? Allora dovete scegliere Guarene!

Potreste anche dormire in un Castello! Carlo Giacinto Roero, signore di Guarene, fu colui che volle il castello sul finire del Settecento. Oggi fa parte della catena Relais & Chateux.   Anche se non lo sceglierete per dormire, sicuramente dovrete affacciarvi alla balconata per poter aver il colpo d’occhio su oltre 60 chilometri di territorio. Al suo interno anche un ristorante!

Ma non temete, le sistemazioni per dormire sono tante e per tutte le tasche.

Una visita la merita sicuramente il ristorante di Davide Odore, Io e Luna. Chef che apprezzo in modo particolare per il suo concetto di cucina a tutte le ore!

Cosa vedere nel Roero?

Magliano Alfieri, altro “terrazzo” sul territorio

Il suo castello seicentesco è di nuovo un antico maniero che merita una visita.   In questo castello visse anche Vittorio Alfieri, scrittore, per qualche tempo. Oggi ospita 3 musei:  Arti e Tradizioni Popolari, Cultura del Gesso e Museo del Paesaggio. 

Canale, “capitale del Roero”

Ci sono particolarmente affezionata perché fa parte in maniera molto stretta della mia famiglia!

A Canale ci potete venire per le pesche in piena estate, per l’Arneis e la Favorita (vini bianchi ormai molto conosciuti anche tra i turisti stranieri), per il suo mercato del martedì oppure…  per la splendida Enoteca del Roero. Qui trova anche sede il Ristorante di Davide Palluda: potrete vederlo dalla sala mentre cucina dai sapienti oblò che si aprono sul suo regno.

Govone

Non poteva mancare il castello anche in questo bel paesino del Roero. E non poteva mancare la vista sulle vallate sottostanti. Il paesino è diventato ormai famoso perché a Natale diventa Il Magico Paese del Natale!

Ma durante tutto l’anno è gradevole passeggiare nei giardini del suo Castello Barocco (sede del Municipio e di frequenti mostre)

Cherasco

Capitale delle lumache e dell’antiquariato. Ristoranti che dedicano molti piatti a questo particolare ingrediente ed allevamenti curati e molto quotati di lumache.

Per l’antiquariato invece dovete controllare il calendario perché quasi una volta al mese Cherasco diventa sede del Mercato dell’Antiquariato e del Collezionismo!

 E siamo arrivati a Bra.

Nel 2019, ed ogni due anni, Bra è letteralmente invasa dalla manifestazione Cheese. Non potete mancarla! Dal Venerdì sera al lunedì sera compreso, formaggi di ogni tipo e da ogni angolo del mondo.

Ma Bra è anche salsiccia!  E poi, Bra è la culla di SlowFood, movimento che ha rivoluzionato il concetto del Fast food! Ed è una bellissima cittadina ricca di botteghe, angoli suggestivi e pasticcerie spettacolari.

S1, S2, S3….

Nel Roero si viene anche per le passeggiate con distanze da regolare a piacere. Con sentieri ben tracciati che vi conducono attraverso paesaggi aspri, dolci pianori e boschi.

Completamente diverso dalle dolci colline delle Langhe. E siamo solo a pochi km di distanza!

Passeggiando potrai scoprire le rocche e magari fermarti in una bella cantina a degustare e a visitare i “crutin” scavati nel tufo; a chi ben osserva non sfuggirà la presenza dei fossili lungo le pareti delle Rocche. Suggerisco di fermarsi nei pressi di un ciabot per gustare una merenda.

Cosa ti posso dire? Una vacanza da queste parti, di pochi o tanti giorni, non sarà mai banale e non ti annoierà mai! Parola di roerina!

 

Oggi ti voglio parlare di Alba. Non ti voglio invitare nelle Langhe o nel Roero o nel Monferrato. Non voglio che tu vada a spasso per le colline.

Il miglior compagno di viaggio per esplorare le Langhe è uno dei libri della scrittrice Maria Tarditi

Quando si viaggia, quando si visitano posti nuovi o semplicemente si cammina su stradine di campagna/montagna