Il menu di Natale piemontese
Pranzo di natale in famiglia

Menu di natale piemontese

Natale, festa dal grande significato. Richiamo della tradizione, evoca calore di famiglia. Il menù di Natale piemontese è quello che oggi voglio raccontarti: dalla mia famiglia, le mie origini.

La tavola imbandita aspetta che ci sediamo. I piatti che saranno serviti parleranno di amore e di condivisione. Un pensiero volerà a chi non c’è più e magari qualche piatto sarà proprio cucinato in sua memoria.

La cucina piemontese è la consacrazione dei piatti creati con amore. La ricchezza della terra piemontese si esprime in piatti dai sapori forti.

Sei pronto? Cominciamo un viaggio verso il Natale, SlowDays ti accompagna presentandoti alcune ricette della tradizione.

Il nostro menu di Natale piemontese inizia dagli antipasti:

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Nei paesi di Langa il cibo fa parte delle tradizionali sagre e feste. E’ spesso l’attore principale!

Partiamo con gli antipasti piemontesi tipici

Un pranzo piemontese é impensabile senza antipasti. Di solito, in un menù della Festa come per il Natale, si possono contare da 4 a 10 antipasti. Da non crederci! Oggi, con le abitudini cambiate, con le diete incombenti, con il poco tempo a disposizione, il numero di antipasti si riduce. Ma sono comunque fondamentali per cominciare qualsiasi pasto importante.

Vitello Tonnato

A proposito di vitello tonato o “Vitel tonnè” avevo già fatto un articolo. Ti lascio il link all’articolo, dove troverai anche l’insalata russa.

Carne cruda all'albese - Versione carpaccio

Ingredienti per 4 persone

  • 350 gr di Girello affettato finissimo
  • 4 cucchiai di olio di oliva extravergine
  • qualche scaglia di parmigiano
  • succo di un limone
  • sale e pepe

Emulsionate l’olio con il succo del limone, sale e pepe.

Adagiate le fettine su un piatto da portata. Irrorate con l’emulsione e coprite di scaglie di parmigiano. Servite subito.

Fettine sottili di vitello con olio, limone e scaglie di parmigiano

Capunet

Ingredienti per 4 persone

  • 8 grandi foglie morbide di cavolo verza
  • 200 grammi di carne di vitello
  • 200 grammi di salame cotto
  • 1 uovo
  • noce di burro
  • 1 cucchiaio di olio

Preparazione dei capunet

Prendi le foglie di verza e sbollentale per qualche minuto. Devono diventare tenere. Puliscile togliendo la parte centrale dura. Lascia raffreddare le foglie

Prepara il ripieno:  impasta insieme la carne macinata, il salame cotto, l’uovo.

Passiamo a creare gli involtini. Allarga le foglie di cavolo verza, riempile con l’impasto e avvolgile con cura. Adagia i capunet su una teglia con carta da forno, un filo d’olio e qualche fiocco di burro. Forno già caldo, a 180° ,  una quarantina di minuti.

Nel menù di Natale piemontese, precisamente tra gli antipasti piemontesi caldi, il capunet è un’ottima scelta. Durante l’anno lo puoi comodamente servire come portata principale, accompagnato da patate e qualche verdura.

Vini per accompagnare i tuoi antipasti? Il menù di Natale tradizionale piemontese riserva un posto d’onore per il vino!

Potresti iniziare il pasto con un Alta Langa, bollicine che introducono la festa. Per gli antipasti suggerisco l’Arneis, un bianco di carattere, oppure un ottimo rosato, vino che ormai viene prodotto con sempre maggiore successo nelle nostre zone! Le cantine? Sono tante nelle Langhe e ne conosco veramente molte. Come faccio a scegliere?

La nonna controlla la cottura

Si fa sul serio: Primi tipici piemontesi

Pasta ripiena, tajarin, risotto sono i protagonisti dei pranzi della Festa. Se siete buone forchette, un paio di primi non ve lo negherà nessuno!

Gli agnolotti: il piatto dei giorni di festa

I primi piatti sono importanti in tutta Italia. Non c’è regione che non vanta il suo primo tradizionale, quello che fa sentire la festa. Il menù di natale piemontese tradizionale, ha come piatto forte i tajarin,  piatto goloso, che si può arricchire con scaglie di tartufo e che vanta delle versioni con “18 tuorli”.

Ma oggi vi voglio raccontare la ricetta degli agnolotti (‘r raviore) con il “sugo”, cioè con il ragù!

Andiamo allora ad incominciare, allacciate il grembiule, si parte per il primo pensato per il pranzo di Natale.

Prepariamo il ragù (il “sugo” in lingua autoctona!)

  • 300 gr. di verdure per il soffritto (cipolla, carota, sedano)
  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 400 grammi di carne di manzo
  • 200 grammi di carne di maiale
  • un bicchiere di vino rosso
  • sale – pepe – mezzo cucchiaino di zucchero
  • Passata di pomodoro o “conserva”

Il ragu per gli agnolotti
Il Raviolamp

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2 giorni e una notte, Mezza Giornata
Rosolate il soffritto nell’olio. Volendo aggiungete un rametto di rosmarino ed una foglia di alloro.

Quando il soffritto sarà ben appassito, aggiungete i due pezzi di carne, salate e pepate. Fate rsolare da tutte le parti. Aggiugete il vino rosso e fatelo consumare. Quando la carne e tenera (prova con stuzzicadenti o meglio premetela con un cucchiaio), toglietela dal tegame. Tritatela con la mezzaluna.  Deve essere fine ma non “macinata”.

Rimettetela in padella e riaccendete il fuoco. Aggiungete la salsa diluita con poca acqua tiepida e continuate la cottura per un’ora ancora per lo meno. Fuoco al minimo. Tegame coperto.

Passiamo al ripieno degli agnolotti
  • CARNE DI VITELLO 350 gr
  • BRODO mezzo litro (lo faccio con il dado vegetale)
  • CIPOLLA 2 tritate
  • UOVA 2
  • PARMIGIANO 2 cucchiaiate
  • VERZA 150 grammi
  • sale, pepe, noce moscata
  • olio extravergine 3 cucchiai

Tritate la cipolla e soffriggetela nell’olio. Fate rosolare la carne e bagnandola con il brodo fatela cuocere per un paio d’ore. Fate bollire la verza. A cottura ultimata, tritate con la mezzaluna o meglio con un tritacarne-robot da cucina, la carne e la verza.Aggiustate di sale, pepe e noce moscata. Aggiungete il parmigiano e le uova. Amalgamate il tutto.

La pasta per gli agnolotti

La pasta degli agnolotti ha solo 2 semplici ingredienti: Uova e farina. Qualche cucchiaio di acqua se necessario durane l’impasto. La proporzione è 1 uovo ogni 120 grammi di farina.

La sfoglia dovrà essere elastica e molto sottile. A casa nostra la tiravamo con la macchina e non con il matterello. E poi usavamo il RAVIOLAMP! Che svolta quando è entrato a casa nostra. La creazione degli agnolotti, quadrati, belli, tutti uguali aveva creato una sorta di effetto wow! Ti lascio un piccolo video esplicativo: Come si usa il raviolamp

Non vi resta che comporre gli agnolotti.

Nel video vedete come utilizzare il Raviolamp. Altrimenti, dopo avere steso la pasta, create le strisce di agnolotti con i vostri bei mucchietti di ripieno e dopo avere ripiegato la pasta, tagliate con la rotellina ogni agnolotto. Cuoceteli in abbondante acqua salata e conditeli con il ragù di carne molto caldo. Una generosa spolverata di parmigiano rifinisce il tutto!

Agnolotti piemontesi

Piemonte nel menu di Natale: i secondi piatti

Parlare di secondi piatti della tradizione piemontese è anche parlare di gesti antichi, di cucine accoglienti e calde, dove per giorni si preparava il rito del grande pranzo tipico di Natale.

Nelle settimane precedenti le zie, i nonni ed i miei genitori si incontrano per definire il menù. Ognuno vuole portare un piatto che ritiene sia il migliore. Ci si scambiano suggerimenti ma non tutti i segreti! Poi ogni anno si ripetono gli stessi piatti ed uno dei più gettonati è proprio il brasato al Barolo. Con un vino corposo e profumato che darà carattere al piatto.

Ora vi racconto la ricetta!

Beìrasato di vitello cotto nel barolo

Ricetta del Brasato al Barolo

La carne di fassone piemontese, un bel pezzo da 1kg dovrà riposare per una notte intera immersa in una bottiglia di Barolo. Insieme aggiungerete cipolla, carota, sedano, alloro, pepe, cannella e chiodi di garofano.

Al mattino la scolerete e la infarinerete. Olio e burro in una casseruola e poi rosolate il vostro bel pezzo di carne, avendo cura di girarla in modo da dorarla da ogni parte. Versate il barolo con tutte le verdure e cuocete per 2h e 30. Togliete la carne e frullate il barolo con le verdure. In caso vi sembrasse troppo liquidi potrete aggiungere un cucchiaio di farina.

Affettate la carne e servitela con il suo splendido sugo al Barolo. Come contorno una purè e due spinaci saltati al burro… perché la verdura fa bene!

Ora vi voglio parlare di un piatto veramente particolare. Un piatto che nasceva dalla necessità di non sprecare niente degli animali che venivano macellati. Oppure addirittura dal fatto che al contadino, dopo la macellazione degli animali, venivano concesse solo le parti più povere.

Oggi potremmo storcere il naso leggendo la lista degli ingredienti, ma, ve lo assicuro, è un piatto eccellente e che richiede un lungo lavoro!

A casa nostra avevamo una bisnonna che lo preparava proprio a Natale ed io l’ho assaggiato … senza mai capire quali erano i vari pezzi di carne che assaggiavo!

Vi presento la Finanziera, un piatto fuori dai soliti schemi!

  • 1 kg di frattaglie del vitello, cervella, animelle e filone
  • Funghi porcini sottaceto, circa 200 gr
  • Vitello, carne macinata, 250 gr
  • Creste di gallo (!) 200 gra
  • Piselli 100 gr
  • Una bella cipolla
  • Passata di pomodoro, circa 50 gr
  • Marsala secco
  • Brodo (anche di dado)
  • Farina q.b.
  • Pane grattuggiato
  • Uova
  • Chiodi di garofano
  1. Sbollentare separatamente le frattaglie di vitello e le creste di gallo. 5 o 6 minuti. Pulire tutto togliendo le pellicine (dal filone e dalla cervella)
  2. Passare le frattaglie nella farina e soffriggerle.
  3. Soffriggere la cipolla, aggiungere gli aromi e la passata di pomodoro
  4. Fare piccole polpette con la carne macinata, passarle nell’uovo e nel pangrattato e friggerle.
  5. Mettere le frattaglie di vitello, le polpette rosolate, le creste di gallo. Aggiungere i funghi porcini a pezzi grandi ed i piselli.
  6. Fate sobbollire per una decina di minuti in modo di amalgamare i gusti. Bagnate infine con un po’ di brodo ed il marsala.

Servite la finanziera calda. E sorprendetevi!

Per i vini, penso non ci siano dubbi! Il Barolo potrà e dovrà essere il degno accompagnamento del Brasato. Per la Finanziera potreste optare per un ottimo Barbaresco.

Questi due grandi vini se la giocano ormai da anni. Una gara senza vincitori con una squadra che tifa Barolo ed un’altra che tifa per il barbaresco. Ho scritto anche un articolo a questo riguardo e lotrovate qui: Barolo vs Barbaresco

Sarà vostro compito dirmi come la pensate!

Il nonno travestito da Babbo Natale

Dolci della tradizione del Natale in Piemonte

Nel menù tipico piemontese, anche il dessert/dolce ha una valenza importante.

Il Bunet – dolce della tradizione piemontese

  • 1 lt di latte fresco intero
  • 300 gr di zucchero
  • 4 uova
  • 150 gr di amaretti
  • 1 tazzina di caffè ristretto
  • 3 cucchiai di cacao amaro
  • 3 cucchiai di zucchero per il caramello

Sbattere le uova con lo zucchero ( a mano). Aggiungere il caffè (non caldo) ed il cacao. Mescolare con il latte. Aggiungere gli amaretti sbriciolati. Far caramellare lo zucchero in una forma da budino. Lasciare raffreddare 5 minuti. Versare il composto di uova e latte. Mettere sul fuoco una pentola capiente con acqua, dove lo stampo possa stare. Far cuocere coperto, a bagno maria,per 25 minuti (la prova stecchino!). Far raffreddare in frigo per qualche ora prima di servire.

Le Paste di meliga con il “sambaiun”

Per le paste di meliga vi affido direttamente al sito istituzionale! Sì perchè qui parliamo di una ricetta protetta dal marchio SlowFood. Una cosa molto seria e che definisce la storia e la corretta di questi biscotti. La pasta di Meliga secondo la tradizione piemontese

Per le paste di meliga fatte in casa avrete bisogno di:

  • Farina di mais fioretto 120 g
  • Farina tipo 1 250 g
  • Zucchero 100 g
  • Burro ammorbidito 250 gr
  • 1 Uovo + 1 Tuorlo
  • Scorza di 1 limone
  • 1 pizzico di sale
  • Aroma di vaniglia

Mescolate le farine con lo zucchero. Aggiungete il burro ammorbidito e lavorate velocemente. Grattugiate la buccia di limone ed aggiungetela, così come la vaniglia. Infine integrate l’uovo ed il tuorlo. Dovete ottenere una pasta morbida e consistente. Con la sac-à-poche create delle piccole ciambelline oppure fatele a vostro piacere! Sono buoni lo stesso.

Sambaiun o Zabaione

Lo zabaione piemontese è una tradizionale ricetta piemontese. Si perde davvero nell’antichità. E’ una semplice crema di uova con qualche liquore che si è affinata nel tempo. Diciamo pure che insieme alle paste di meliga è una vera e propria esplosione di gusti!

Vi serviranno: 4 tuorli, 4 cucchiai di zucchero e marsala oppure vino moscato

Mettete i tuorli in una casseruola. Unite lo zucchero e sbattete con la frusta fino a montare il composto, deve risultare molto chiaro. Aggiungete adesso, in misura di 4 mezzi gusci d’uovo, la marsala oppure il moscato, incorporando lentamente. La casseruola va messa a bagno maria e si continua a lavorare con la frusta. Quando comincia a gonfiare (non a bollire!) è pronto. Fatelo intiepidire e servitelo con le paste di meliga.

Addio dieta!

La novena preparava gli animi e scandiva i giorni che portavano al giorno di festa. La neve di dicembre, si diceva, durava finché durava la brina. Ed era una buona cosa per i campi e per l’agricoltura.

A Natale le famiglie facevano il presepe, anche piccolo, ma era un vanto averlo in ogni casa. La sera di Natale si andava a Messa e poi si tornava nelle case dove il “putagè” scaldava gli ambienti. Al mattino presto si cominciavano i preparativi per il pranzo che però aveva già visto diverse preparazioni nei giorni precedenti.

Il mondo é frenetico e scorre veloce. Le tradizioni sembrano a volte superate. Ma in fondo al nostro cuore abbiamo i ricordi, anche solo raccontati dai nostri nonni! Il menù di natale piemontese ha risvegliato anche quello delle tue origini? Commentalo qui!

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albero di natale

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