Degustazione di
Carrellata di vini della Cantina Doglia
Visione attraverso il vino

Il vino moscato

e molto altro a Castagnole Lanze

Scoprire quanto è buono il vino Moscato dopo averlo ignorato per parecchi anni: questa è la mia sincera confessione!

Comincio con qualche breve cenno di descrizione del Vino Moscato dolce, conosciuto in Francia come Muscat che deriva da musquè che significa aromatico. E’ uno dei vitigni maggiormente coltivati in Italia ed ha avuto lunghi periodi di gloria e riconoscimento. Famoso in Piemonte l’Asti spumante, per molti anni, sinonimo di festa e di allegria. In Piemonte è uno dei vitigni in assoluto più coltivati, specialmente nelle province di Asti, Alessandria e Cuneo: Castagnole Lanze è proprio nel crocevia di queste province.

Una giornata di lavoro come tante che mi porta da una persona che conosco quasi dall’inizio di SlowDays e con la quale collaboro sempre volentieri. Parlo di Paola Doglia e della cantina con sede in Castagnole Lanze, sul cucuzzolo di una alta collina che fa da vedetta tra Langhe, Roero e Monferrato. Sono qui per accompagnare Ilaria che mi ha contattata per un progetto editoriale di cui non voglio svelare i segreti!

I miei Tour sono sempre pensati per presentarti le più genuine e caratteristiche realtà del posto!

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Visita e degustazione in cantina: una delle nostre esperienze più richieste

Scelgo allora di andare in visita da Paola e di assaporare una visita e degustazione dei vini della cantina Doglia. La visita inizia dal vigneto e con l’entusiasmo di Paola ripercorriamo le varie fasi del lavoro in vigna. Lo fa sembrare un momento conviviale, famigliare ma nasconde tanta competenza, esperienza e soprattutto amore. Le vigne sembrano parte della famiglia.

Dopo andiamo in cantina ed entriamo a pieno diritto nel mondo di Gianni. “Gianni ha voluto provare…Gianni ha preferito vinificare così…Gianni vuole fare il moscato migliore del mondo!”. Si capisce che Paola e suo fratello Gianni sono in sintonia e vivono la cantina, la famiglia, la vigna come un solo progetto di vita.

Io ascolto e resto colpita dalle parole e dall’entusiamo di Paola. Sì, ma questo non toglie che in un angolino della mia testa ci sia una vocina che dice: tutto bene, tutti vini da assaggiare e di cui sono incuriosita ma il Moscato non lo trovo interessante. L’ho assaggiato qualche volta ed alla fine è un vino dolce, con poca anima e che non fa parte dei miei gusti!

Assaggiamo un ottimo Grignolino, che, altra confessione, è un vino che apprezzo molto. Ha un colore allegro, un rosso non scuro. Dicono che sia il più scuro dei vini rosè ed il più chiaro dei vini rossi. Un vino simpatico e bizzarro (gli intenditori inorridiscono a questa descrizione, lo so!)

Paola mi ha spiegato che questa sensazione leggermente aspra che lascia in bocca è dovuta al tannino. Bene, allora mi piace molto il tannino  🙂

Dopo degustiamo due Barbera o barbere. Una più beverina ed una più strutturata. Entrambe molto buone. La figura di Gianni aleggia in ogni bottiglia.

Ottimo anche il Ruchè. Un vino autoctono del Monferrato che è stato recuperato negli ultimi anni, grazie alla lungimiranza di alcuni viticultori che non hanno voluto seguire le mode. Ma hanno deciso di seguire la tradizione e vinificare questo vino caratteristico del Monferrato. Un signor vino. Molto gradevole anche se importante e corposo.

La sinfonia di profumi, colori e sapori mi ha accompagnato finora. Sono sempre più convinta che Gianni sappia proprio il fatto suo e che allora il famoso Moscato potrebbe anche essere una sorpresa.

La menta che profuma il Moscato

La menta vicino ai filari di  Uva Moscato

Scopriamo il Vino Moscato

Paola ci racconta di questo vino così profumato. Le radici delle vigne si accompagnano alle piantine di menta che crescono vicine ai filari. Ed il Vino Moscato che mi serve nel bicchiere ricorda il profumo della menta. Ma è anche molto fiorito. Le bollicine sono un solletico per il palato. Il gusto è una splendida sorpresa! Dolce ma assolutamente non stucchevole. Mi viene subito in mente che starebbe benissimo abbinato ad un formaggio come il Castelmagno oppure con un erborinato dal sapore deciso. 

Una perfetta conclusione per questa degustazione. Ovviamente mi sono portata a casa qualche bottiglia. Compreso il Moscato! Ma quello buono, perchè ogni vino deve essere prodotto in maniera accurata in tutte le sue fasi. E così il risultato è eccellente.

Intanto è passato Gianni a salutare. Lui e Paola, la terza generazione che porta avanti con orgoglio e competenza il sogno di nonno Genio.

Per me la giornata è finita. Un altro tassello di questo mio splendido lavoro di ricerca che mi porta a conoscere ogni giorno un nuovo pezzo del puzzle di questo territorio, Patrimonio Unesco. E spazio tra le Langhe, il Roero ed il Monferrato per conoscere e valorizzare i prodotti, i luoghi ma sopprattuto le persone che rendono così particolare questa zona.

Ti saluto e spero di averti convinto ad assaggiare un ottimo bicchiere di Moscato, buono!

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A me non piaceva il vino Moscato!

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