Scrittori di Langa: Maria Tarditi

Il miglior compagno di viaggio per esplorare le Langhe è uno dei libri della scrittrice Maria Tarditi

Quando si viaggia, quando si visitano posti nuovi o semplicemente si cammina su stradine di campagna/montagna

di qualche borgo a noi sconosciuto, è sempre interessante scoprire anche ciò che è stato scritto di quei posti. Quali storie, quali aneddoti sono successi, cosa ha reso quel determinato paesino quello che è ora e, soprattutto, quale scrittore o poeta ha dato lustro a tutto quello che vediamo.

Come molti di voi sapranno, sono originaria delle Langhe, perciò questi posti stupendi sono a me molto conosciuti ?, malgrado questa piccola nota però, ho sempre amato saperne di più, interessarmi alle storie delle persone che hanno abitato in questi luoghi, per rispondere anche all’atavico quesito che caratterizza il nostro pianeta “Ma noi… da dove veniamo?” ?

Ecco perché se passate da qui mi piacerebbe che portaste via con voi qualche pagina dei libri scritti da una delle scrittrici che ha più rappresentato attraverso i suoi libri le campagne langarole: Maria Tarditi.

La scrittrice Tarditi è nata in quel di Monesiglio nel 1928 da famiglia modesta e per 38 anni ha insegnato alle scuole elementari di Pievetta, frazione di Priola. Negli anni Novanta dopo aver raggiunto la meritata pensione inizia a scrivere, la sua prima ispirazione è scaturita da un bisogno di “dire la sua” circa il modo di vestire tanto declamato nel libro di Susanna Agnelli “Vestivamo alla marinara”.

La Tarditi ha voluto sottolineare come invece erano i costumi della gente di campagna:

«Sui bricchi di Monesiglio noi non vestivamo certo così…

ho voluto far sapere “come vestivamo” noi»

Vestivamo alla poveraccia – Maria Tarditi

Ecco quindi che i suoi libri permettono di immedesimarsi nella vita di gente semplice, ma con un gran cuore, nelle nonne e nei genitori che tramandavano a nipoti e figli le storie sulle “masche”, le streghe delle colline, nei ragazzi, che a 10 anni erano già uomini, e nelle ragazze, già delle coscienziose donne di casa.

Le Masche – Dalle tradizioni popolari delle Langhe di Maria Tarditi

Consiglio di portare con sè un libro della Tarditi, ad esempio proprio quello intitolato “Vestivamo alla poveraccia”, recarsi vicino ad uno dei tanti belvedere che ci sono in Langa (che ne dite di quello di La Morra? O magari vicino alla grande panchina a Dogliani?) e sul far del tramonto leggere qualche pagina per immedesimarsi totalmente nell’atmosfera di questi luoghi e respirare fino in fondo cosa vuol dire essere “Gente di Langa”.

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