Natale nella tradizione piemontese

Questa mattina ho sentito nominare Gelindo…  ed ho cominciato a chiedermi chi fosse e cosa rappresentava questo personaggio natalizio piemontese!

 

In Piemonte, nell’antichità, il solstizio d’inverno era festeggiato in onore del Sole e e di Mitra,

dio che derivava dalle Legioni Romane arrivate fino qui. Giulio Cesare lo ricorda nel “De bello gallico”. A Pollenzo, Susa, Ivrea, Benevagienna, Asti, ecc. si trovano tracce di adorazione a queste divinità. Sicuramente c’era molto “profano” in questi festeggiamenti, con bevute eccessive e trasgressioni!

Dopo l’avvento del cristianesimo ci sono ancora tracce di queste adorazioni, ad esempio in Val d’Aosta, Val Pellice e Valli Occitane dove si continuava ad addobbare gli alberi come dalle tradizioni celtiche.

In Piemonte ci sono molte tradizioni tramandate o raccontate.

Nel Vercellese tagliando una mela si avevano le predizioni per il futuro, nel Torinese lo si faceva tramite una chiara d’uovo. Fino a non molto tempo fa, al mercato di corso Racconigi, che rappresentava il confine doganale della città, si abbellivano gli agnelli portati dai pastori e si consumava il Seiràs, una ricotta dolce. Dopo la messa di mezzanotte, invece, andava forte il Vin Brulè, vino rosso molto corposo, scaldato insieme a spezie e scorze di agrumi: Corroborante!

Ogni famiglia, nelle zone del Monferrato, andava in chiesa a mezzanotte lasciando la finestra aperta, così se la Sacra Famiglia passava di lì poteva entrare a riposarsi. Al ritorno, la famiglia disponeva i doni. Il bambino più piccolo aggiungeva al Presepio la statuina di Gesù Bambino. Le statuine erano rigorosamente aggiunte al Presepe poco alla volta: prima pastori e artigiani, nei giorni successivi Maria e Giuseppe, a Natale il Bambino, il 6 gennaio i Magi.

Nei 12 giorni che vanno dal 26 dicembre al 6 gennaio si potevano avere le previsioni del tempo per tutto l’anno (altroché sofisticate previsioni!!!) Il 26 era gennaio, il 27 febbraio ecc.

Nel Biellese si conservava l’olio dei lumi della messa di Natale. Serviva in caso di calamità.

L’uomo più vecchio della famiglia a Natale, in provincia di Cuneo, accendeva una candela. Se la fiamma si piegava, il raccolto sarebbe stato abbondante. Altrimenti… altro anno magro!

Ci sono molte canzoni natalizie, chiamate Nouvet, che tramandano alla tradizione natalizia della provincia di Cuneo e della provincia di Torino. Anche molta contaminazione arrivava dalla Provenza e dalla valle del Rodano, entrando dalle parti di Argentera.

Ma ci sono anche molti canti natalizi, che precedevano la messa di mezzanotte, che hanno affinità con i carols inglesi e con i  “Weihnachtslieder” tedeschi oppure con le  “colinde” romene.

Ma veniamo al personaggio che ha scatenato la mia ricerca!

Gelindo, personaggio tipico delle rappresentazioni teatrali popolari natalizie.

Gelindo è il pastore piemontese, specialmente monferrino. Di solito si muove dal Monferrato per obbedire al decreto di Augusto. Mentre va, per via incrocia “signur” Giuseppe con Maria, e vorrebbe invitarli a casa sua, visto che hanno difficoltà a trovare alloggio, ma casa sua è un po’ lontana…

Si può notare che si incrociano le tradizioni locali con i racconti del Vangelo. Ma Gelindo era così importante che si diceva “a ven Gelindo” per dire che arrivava il Natale. Gelindo era importante nel Presepe, tra i pastori.

Dogliani: Immagine della natività nel Presepe vivente
Presepe vivente

Grande importanza ha il Presepe ancora oggi nella tradizione piemontese. Moltissime rappresentazioni vengono svolte in paesi di tutto il Piemonte, coinvolgendo a volte, gran parte della popolazione!

Sono tanti e ne ricordo solo alcuni! Dogliani, Frabosa, Roccaforte Mondovì, Grugliasco, Castelnuovo Scrivia, San Damiano, Cirié e molti altri ancora. Suggestivi e pieni di atmosfere meravigliose.

Per concludere, una curiosità. All’inizio dell’Ottocento, vicino a Chivasso, sorse un paesino chiamato Betlemme. Non si sa il motivo per tale nome, forse una stalla con un bue e un asino e la gente la chiamava la capanna di Betlemme. Chissà?

Comunque, esiste una Betlemme anche da noi: pensiamo bene ed attiriamo angeli e benedizioni anche in Piemonte!

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