La Langa sospesa

No, la Langa non è più quella di una volta ma se guardi bene l’essenza la trovi ancora.

E forse è più facile trovarla in questa stagione, in cui tutto è quieto, i turisti sono pochi e il paesaggio non è proprio quello che dà il meglio di sé con i colori dell’autunno o l’allegria della bella stagione. Oggi c’era la nebbia, anzi “la nebbia che bagna”, un tempo che pochi sanno apprezzare, ma che ha un che di riposante.

Per un attimo ho pensato a quando da bambina andavo in vacanza in qualche località di mare e, incontrando i rari locali, mi chiedevo che cosa pensassero di tutta quella confusione, di quel piccolo paese invaso da tanti turisti per qualche mese all’anno per poi tornare alla quiete e alla normalità.

Io arrivavo dalle Langhe e al turismo si cominciava appena a pensare, ma i “langhetti” sanno trasformare i pensieri in realtà e quando cominciano a pensare ad una cosa, facilmente la realizzano.

In pochi anni hanno reso attraente un territorio che ora è visitato da viaggiatori di tutto il mondo e, cosa più importante, senza snaturarlo: l’autenticità e la tradizione sono rimaste intatte.

Facendo tesoro di questi mesi invernali: nelle Langhe, a gennaio, a febbraio, si assapora tra noi “locali” questa sensazione di sospensione: le facce che incontri sono di “gente del posto”, la mamma col passeggino, i nonni sulle panchine (non quelle giganti da selfie!), qualche agricoltore che controlla che tutto continui a dormire ancora per un po’, come è giusto che sia.

E’ una atmosfera serena, come quando si è a casa sul divano col pigiamone, tanto ci sono solo i tuoi familiari a vederti, non devi farti bello per nessuno. Puoi essere te stesso fino in fondo.

Ecco forse adesso noi “locali” siamo un po’ così: sappiamo che di qui a poco la natura si risveglierà, che i turisti arriveranno e noi saremo pronti ad  accoglierli e per loro ci metteremo il vestito della festa; anche le vigne cominceranno a coprirsi del loro abito verde chiaro che avrà poi la sua evoluzione fino ad arrivare alla meraviglia dei colori autunnali; le cantine sono aperte (non tutte perché se non riposano ora quando potranno farlo?) ma stanno ultimando gli ultimi lavori di manutenzione per essere pronte alle visite guidate e alle degustazioni. I ristoranti sono aperti, (non tutti perché se non riposano ora quando potranno farlo?) ma il titolare si trova magari a sedersi al tavolo con qualche cliente e a chiacchierare in piemontese.

Ecco oggi nel mio giro in Langa, ho assaporato tutto questo e ho capito che cosa provava quell’abitante del paesino di mare: un grande orgoglio, perché io questa terra la conosco davvero, la conosco come un familiare stretto…e forse non si può dire di conoscere veramente una persona se non la si è mai vista col pigiamone! Io fossi un turista, un pensierino ce lo farei per un viaggetto fuori periodo!

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