Insalata russa, Vitello Tonnato, Bagna Cauda: contaminazioni culinarie!

Ricette piemontesi: parliamo di contaminazioni…culinarie!

Alcuni giorni di festa, il freddo che sembra non volere ancora andare via e qualche ora da dedicare alla cucina. Ecco gli ingredienti di questo articolo!

 Insalata russa: certamente piemontese! O no?

C’è chi racconta che in Italia, nel Settecento, si parlasse di insalata genovese e che fosse un piatto amato dagli aristocratici liguri. Molti altri invece sostengono che l’insalata russa SIA PIEMONTESE. Ed io voglio crederci!

Perché si chiama russa?

Forse l’origine non deriva dal fatto che l’insalata russa fosse proprio russa. Ho trovato qualche cenno al fatto che si chiamasse così perché il servizio era “alla russa”, e cioè che tutti i piatti fossero serviti in tavola insieme. Io vi do la ricetta che ho scritto anni fa sul mio quaderno di ricette!

Insalata russa alla piemontese: la ricetta originale

Ingredienti

  • 1 tazza di maionese (fatta con i tuorli, poco olio di oliva, olio di semi, sale e limone!)
  • 2 patate
  • 3-4 di carote
  • 1 scatola di piselli teneri (io compro quelli surgelati e li faccio bollire. Se preferite potete usare quelli già cotti.
  • 7-8 pezzi di sottaceti, tritati fiissimi
  • 1 scatoletta di tonno (io preferisco il tonno in vetro, ma era per darvi la misura)
  • olio extra vergine di oliva q.b.
  • sale q.b.

 Preparazione

Cuocete le verdure separatamente. Devono essere ben morbide. Quando saranno raffreddate unitele agli altri ingredienti (sminuzzate il tonno!) e mescolate accuratamente aggiustando di sale ed aggiungendo qualche cucchiaio di olio EVO. Alla fine, aggiungete la maionese, tenendone qualche cucchiaiata per guarnire. Mescolate ancora bene. Appiattite e livellate l’insalata russa. Stendete un velo di maionese e fate “le guarnizioni”. Piselli, qualche spicchio di carota, una fetta di uovo sodo serviranno a fare qualche bel disegno!

 

Altro piatto “mitico” della cucina piemontese? Il vitello “tonnato”!

 

Alzi la mano chi non ha assaggiato il vitello tonnato! Se siete stati in Piemonte, impossibile!

Dire antipasto in Piemonte e dire Vitel Tunè è quasi la stessa cosa! In Italia però si contano molte versioni di questo piatto: Lombardia, Veneto, Emilia dicono di essere depositarie della storia di questo piatto. Ma Wikipedia (e già anche Wikipedia si è scomodata!) dice che è piemontese, e quindi bando alle chiacchiere, è piemontese!

Partiamo dal fatto che è un piatto strano! La carne mescolata al pesce non è proprio usuale. E poi, se pensiamo che il Piemonte, il mare, proprio non ce l’ha!

Il vitello tonnato, quando è nato prevedeva una salsa a base di acciughe e capperi. Le acciughe ed i capperi erano il frutto degli scambi con la Liguria. E nasce da questi scambi questa idea … così buona!

Vitel tunè voleva dire vitello “conciato”. Si dice che il tonno sia stato aggiunto dopo, come ingredienti, forse proprio per un errore derivato dal nome!

La MAIONESE? Sì o No?

Diciamo che nel tempo è stata aggiunta la maionese per creare la salsa tonnata, buonissima peraltro, che oggi conosciamo. Qualche purista la rinnega assolutamente. A me piace in entrambe le ricette. Anzi, mi piace da impazzire anche il panino con il vitello tonnato! Provare per credere…!

La Bagna Càuda: la salsa piemontese che arriva dalla Francia!

La salsa a base di sale olio e acciughe era conosciuta ed amata dai mercanti. Ma solo “i poveri” la amavano. Oggi è diventata un piatto quasi ricercato e si sono addirittura creati i “Bagna Cauda Day”!

Come nasce questo piatto?

E’ il piatto collettivo. Il piatto della festa. Si condivide l’allegria perché “si bagna” tutti insieme. Era il piatto per festeggiare la fine della vendemmia. Ma i contadini lo amavano anche …  a colazione! Sì, perché se ti sei svegliato alle tre del mattino, hai sistemato la stalla, munto le mucche, raccolto un po’ di verdura nell’orto… puoi anche fare colazione con la bagna cauda ed una bella fetta di pane!

È una ricetta piemontese? No, direi del Monferrato e delle Langhe

Sembra che le sue origini siano in Provenza. Salse a base di acciughe, molto simili, si raccontano già nei secoli passati.

I commercianti del Monferrato, quando andavano in Francia a rifornirsi di sale ed acciughe hanno assaggiato e quindi “importato” anche questo splendido piatto!

La nostra tradizione ha aggiunto le verdure e l’ha fatta diventare un “intingolo”!

Gli ingredienti e la ricetta della bagna cauda

Ora ti racconto la nostra ricetta (per 4 persone)

  • una testa e mezza di aglio
  • olio quanto basta
  • 200 grammi di acciughe “mature”, devi chiedere così!
  • Latte, un pezzetto di burro

Sfiletta e pulisci le acciughe.  Lessa l’aglio nel latte fino a quando diventa poltiglia. Aggiungi la noce di burro. Metti i filetti di acciughe e lavorali sempre sul fuoco, fino a farli ridurre in crema. Versa l’olio a filo fino alla consistenza desiderata. Deve poi cuocere circa 30 minuti a fuoco bassissimo!

Servila in tavola con belle fette di pane casereccio e le verdure pulite. Scaldala ogni tanto oppure metti in tavola un fornelletto per tenerla calda durante tutto il pasto.

Una buona Barbera, per me, è l’accompagnamento migliore!

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