Il vino, le Langhe ed il Roero: un matrimonio per l’Unesco! Prima puntata
Una degustazione in cantina

Di non solo pane viviamo… ma anche di VINO! Eh… Che vini nelle Langhe!

Non bisogna essere degli esperti sommelier per capire che quando si pensa alle Langhe, si pensa anche (forse… soprattutto) agli ottimi vini che questa meravigliosa terra ci offre! Tutto in queste colline ci parla di vino! Ed io sono qui, a vostra disposizione, per illustrarvi i migliori vini che le Langhe possono offrirci!

Oggi vi racconto qualche notizia sul Barolo:

BAROLO DOCG

Il vino che fa fare bella figura sempre, il vino delle occasioni speciali, il vino per sorprendere! Ottenuto dalle uve Nebbiolo, è considerato un’eccellenza a livello nazionale, uno dei nostri biglietti da visita più importanti per il panorama estero dal punto di vista enologico. Si presenta con un colore rosso brillante, molto vivo, è morbido e procura sensazioni piene e persistenti. Esprime il meglio di sé quando lo si accompagna ad arrosti, brasati e formaggi. Se venite in Langa, non potete tornare a casa senza aver pasteggiato almeno per un pasto con questo eccezionale vino.

Dobbiamo ringraziare addirittura il Re Carlo Alberto di Savoia per la sua diffusione. Curioso di questo vino strutturato e corposo, chiese alla Marchesa di Barolo Giulia Colbert Falletti, moglie del Marchese Carlo Tancredi Falletti di Barolo, di poterlo assaggiare. La Marchesa Giulia aveva avuto il merito di trasformare un vino dolce e leggermente mosso in un vino decisamente più importante. Costruì anche cantine sottoterra, per creare  un microclima protetto dove il vino potesse invecchiare in modo controllato.  I Falletti di Barolo inviarono al Re Carlo Alberto 325 botti, una per ogni giorno dell’anno esclusi i giorni di Quaresima. E il Re, dopo averlo condiviso anche con le famiglie più influenti dell’epoca, ne rimase così entusiasta da acquistare una tenuta a Verduno per produrvi il proprio Barolo.

Poi venne Cavour

Il Barolo, negli anni successivi, grazie a Camillo Benso Conte di Cavour, diventò un vino conosciuto fuori dal Piemonte. Fu avviata la produzione e, proprio Cavour, lo utilizzò come vino da occasione importante. Fu offerto durante i festeggiamenti per l’Unità d’Italia, nel 1861. Dopo la morte di Giulia Falletti, l’Opera Pia Barolo ereditò la cantina ed amministrò le fortune della famiglia. Seguì poi la famiglia Abbona, che a partire dal 1900 diede impulso a questo magnifico vino!

Prodotto in 11 comuni ha un disciplinare rigido:

Un invecchiamento minimo di 3 anni, di cui 18 mesi in botti di rovere. Dopo 5 anni può essere commercializzato con la denominazione “Riserva”. Gradazione alcolica di almeno 13 gradi.

La temperatura ideale per gustarlo è di 18-20 gradi. Gli abbinamenti sono con piatti saporiti a base di carne rossaformaggi stagionati ma….  anche da solo, gustato come vino da meditazione!  E ve lo consiglio anche con qualche pasta dolce secca (tipo le paste di Meliga!)

 

I Tour dei vini nelle Langhe offrono al visitatore la possibilità di conoscere più produttori. E nell’ambito di un produttore anche i diversi tipi di Barolo, con invecchiamenti diversi e con annate speciali ed indimenticabili!

 

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