Dall’Alaska alla scoperta del Piemonte, rigorosamente in bici!
Slowdays con Ron e Julie

La Richiesta

Piemonte, estate 2017. Qui in casa eravamo impegnati con le valigie perchè di lì a un giorno sarebbero cominciate le nostre ferie. Improvvisamente un messaggio: arrivava dall’Alaska.

A scriverci furono Ron e Julie, una coppia sportiva, amante del movimento ma con un unico desiderio: conoscere il cuore del Piemonte, in Settembre, e farlo rigorosamente in bicicletta.

Non vi erano ulteriori condizioni, a Ron e Julie interessava vivere il nostro territorio nella sua purezza, senza disperdersi nelle numerose trappole per turisti. Il tempo previsto? 15 giorni, tutti da organizzare.

La richiesta, di primo acchito, ci intimorì. Slowdays era nato solamente da 6 mesi e non sapevamo dove poi saremmo arrivati. Ma la tensione era positiva, era determinazione per soddisfare le esigenze dei nostri due amici, perciò cominciammo immediatamente a progettare il viaggio perfetto per loro.

Gli Slowdays per loro

La realizzazione degli Slowdays su misura di Ron e Julie non era così semplice. Dovevamo congiungere i numerosi tasselli possibili, ricordando che gli spostamenti sarebbero avvenuti solamente in bicicletta.

Ron e Julie sono partiti da Torino e nell’arco di 15 giorni, hanno pernottato in diverse zone del Piemonte – non più di 2 notti, mediamente, nello stesso posto -.

I loro Slowdays hanno affiancato la magia di scorci di paesaggio unici, tipici di zone come Langhe, Roero e Monferrato, a esperienza enogastronomiche in linea con la tradizione piemontese.

Dal corso di cucina alle numerose degustazioni, dai ristoranti stellati fino alle osterie e alle nocciole, Ron e Julie hanno veramente potuto conoscere alcune chicche del Piemonte, attraverso le varie località visitate.

Elencarle non rende, ovviamente, l’idea di tutto ciò che comporti, ma è inevitabile per contestualizzare questo racconto. Ron e Julie hanno visitato, partendo da Torino: Acquiterme, Barbaresco, Barolo, Alba, Cortemilia (per le note nocciole) e Saluzzo.

Ogni singola tappa è stato organizzata nel minimo dettaglio, mentre, parallelamente, ci siamo occupati di non far ricordare ai nostri amici di avere delle valigie con loro. Il trasporto, infatti, è stato a nostro carico e ciò ha permesso di avere loro tutto già pronto nella tappa successiva.

E, ora, mi ritaglio uno spazio (Claudia). Ho avuto anche il piacere di ritrovarmi con loro durante alcune tappe, condividendo momenti e aperitivi insieme. D’altronde Ron e Julie mi aggiornavano costantemente sugli sviluppi e sull’andamento dei loro Slowdays, perciò il contatto è stato continuo e costante.

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AMAZING SERVICE!  

Infine…

E, inevitabilmente, come tutti i momenti di pausa, anche i giorni di Ron e Julie terminarono. I loro 15 giorni sono stati intensi e pieni, ma soprattutto felici. No, non è una rubrica con la quale vogliamo vantarci di questo e di quest’altro, ma raccontare i “Vostri Slowdays” e le vostre sensazioni.

Ron e Julie non sono ancora ritornati in Italia da allora, ma contano di farlo e siamo ancora in contatto. Li aspettiamo, felici che visiteranno nuovamente il nostro Paese e magari qualche altra zona stupenda che la nostra Italia può offrire. Nel mentre, però, aver ricevuto messaggi così positivi, ci rende orgogliosi sicuramente, ma ci sprona a migliorare ancora e sempre.

Sono passati due anni, ma è come se il viaggio di Ron e Julie fosse stato ieri. Ma non siamo gli stessi di allora, continuiamo a crescere, metterci alla prova e rispondere alle vostre esigenze come meglio possibile.

Ne approfittiamo, perciò, per salutarvi e darvi appuntamento alla prossima settimana, per il secondo contenuto di questa rubrica. Un ringraziamento speciale anche a Ron e Julie, che hanno vissuto tutto ciò con noi.

Slowdays con Ron e Julie

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