I consigli di Claudia. A spasso tra Langhe Roero e Monferrato

La mia pretesa non è quella di fare concorrenza alle grandi guide! Voglio solo raccontarti quello che ho visto finora e quello che amo e che inserisco nei Tour che offro ai miei amici/ospiti/clienti.
Lo aggiornerò con le mie nuove scoperte!

IL TERRITORIO

Alcuni brevi cenni che vi daranno un’idea delle differenze tra i territori:

 

Nel 2014 il paesaggio vitivinicolo di Langhe, Roero e Monferrato è stato inserito tra i patrimoni Unesco dell’umanità: da allora il turismo sta aumentando e si sta organizzando sempre meglio, senza però perdere l’autenticità e la possibilità di scoprire ancora molti luoghi fuori dalle guide turistiche e vivere esperienze uniche.

Un territorio dai molti volti: quello della natura per esperienze all’aria aperta, quello della storia e della cultura con visite interessanti e sorprendenti, e, ovviamente quello dell’enogastronomia con piatti e vini straordinari che non possono lasciare indifferenti.

Noi di SlowDays abbiamo tre modi per scoprire il territorio: Innanzitutto la cultura enogastronomica (proposta Wine&Food), poi con una invitante proposta di escursioni ed itinerari (proposta OutDoor) ed infine, ma non per importanza, conoscendo la storia e la cultura di questi luoghi (proposta Art&Culture)

Le tre proposte si confondono spesso l’una con l’altra: è infatti quasi d’obbligo avere soste piacevoli durante una passeggiata a piedi o pedalando. Così come le visite in cantina possono essere degni intermezzi alle visite a castelli, pievi e chiese. Tutto sempre con un occhio di riguardo al ritmo ed alla velocità di chi visita questi luoghi.

La filosofia di SlowDays è quindi improntata alla conoscenza di quegli aspetti che rendono questi luoghi un territorio unico!

LE LANGHE

 Le Langhe sono le più “dolci”

sono una meta relativamente recente per quanto riguarda il turismo. Ma sono state presentate in numerose guide e sono la parte “più conosciuta” delle tre zone. Forti anche del fatto che alcuni comuni delle Langhe sono conosciuti perché il vino prodotto fa da biglietto da visita in tutte le migliori enoteche: parlo ovviamente di Barolo e Barbaresco!

Paesaggi delle Langhe con SLowDays
Paesaggi delle Langhe con SLowDays

Le colline sono sinuose e lasciano pensare che la loro morbidezza ne caratterizzi anche il modo di vivere. Il turista ne percepisce la lentezza, l’eleganza dei suoi vigneti, il riserbo di gente che ha creato con amore un’opera d’arte appoggiata sulle colline! Che nasconde ore di fatica, dedizione, lavoro instancabile!

Il turismo da queste parti è rispettoso, non è il protagonista della scena. Lo è invece il paesaggio, lo sono i vigneti, i borghi e i castelli, lo è la lentezza con la quale è giusto conoscere e vivere questo territorio.

Diciamo che le Langhe, nel linguaggio di SlowDays sono SLOW. Ti chiederai perché, ma è facile capirlo se vieni da queste parti. Sono Slow quando facendo un giro in bici ti fermi a guardarle e fotografarle. Sono SLOW quando passeggi tra i vigneti e ti perdi con lo sguardo tra le colline. Ma sono anche SLOW quando assapori un vino invecchiato e ti lasci andare al ritmo lento che ne consegue!

 

IL ROERO

rocche roero - sentieri per Trekking
Uno scorcio delle rocche del Roero

Il Roero è “diviso” dalle Langhe dal fiume Tanaro. Le sue terre sono intimamente legate ed il passare “di qua” o “di là” dal Tanaro sono un quotidiano andirivieni per tutti coloro che abitano in queste zone. Ma anche per un occhio non molto attento, le differenze sono evidenti. Dopo aver parlato della dolcezza delle Langhe, dobbiamo cambiare aggettivo per definire il Roero. Se andate nella regione che va da Bra a Pocapaglia, oppure tra Montà e Cisterna, resterete colpiti dalle Rocche!

Sono pareti di roccia scoscesi, ripide, con calanchi che si aprono e sembrano inghiottire boschi e vegetazione che cresce in modo disordinato. Tutta un’altra fotografia se la paragonate con le vigne delle Langhe.

Il Roero è più aspro, sembra meno coltivato ma è solo un’impressione! Frutteti e noccioleti fanno da intermezzo ai vigneti. Ottimi prodotti che ricevono da questo tipo di terre un sapore caratteristico e molto interessante!

Il Roero è anche meno conosciuto delle Langhe…certamente non per me che nel Roero vivo e lavoro! Per questo mi è particolarmente caro e cerco sempre di inserirlo nei programmi che creo.

Il Roero è tutto da scoprire, magari camminando sui suoi tanti sentieri o in sella a una bella bici: è l’area perfetta per le attività all’aria aperta e particolarmente adatto alle famiglie.

Il Roero, nel linguaggio delle velocità di SlowDays, potrebbe essere ANDANTE. E’ ANDANTE passare tra un frutteto ed una vigna con una bici e guardare la natura che cambia colore e forma. E’ ANDANTE il gusto del vino del Roero, che ti lascia un gusto brioso sulla lingua. Ma è anche ANDANTE il ricordo di vacanze spensierate in una terra ancora tutta da scoprire!

IL MONFERRATO


Questo è ancora un altro palcoscenico. Il Monferrato è conosciuto da molti, ma non da tutti. E chi conosce il Monferrato, lo ama incondizionatamente!

Il Monferrato è un luogo ideale per la viticoltura. Un tempo era praticamente coperto di boschi. Alberi ad alto fusto come querce, pioppi, ontani.  Lentamente, con una trasformazione agraria incessante si è guadagnato terreno, prima per l’agricoltura e poi per la coltivazione delle viti. Qui il Rè è il Barbera o la Barbera come si dice nel parlato di tutti.

Il Monferrato si distingue in tre-quattro aree:

  • Il Monferrato casalese, che comprende la zona di Casale Monferrato e Valenza
  • Il Basso Monferrato astigiano, che comprende la zona da Villanova d’Asti a Moncalvo
  • L’Alto Monferrato astigiano, che comprende la zona di Canelli, Nizza Monferrato e Costigliole d’Asti
  • L’Alto Monferrato di Acqui terme, Ovada e Gavi

Oltre che per le viti ed il suo vino, il Monferrato è la zona “più castellata” d’Italia. In quasi ogni borgo troverete torri e castelli a ricordare antiche famiglie e nobili casati.

Per SlowDays, il Monferrato è VIVACE come un buon bicchiere di barbera! Oppure come uno splendido Moscato spumeggiante o come il suo compagno di perlage lo spumante metodo classico! Sì, perché passeggiando tra queste colline più importanti, tra questi vigneti con colori che sembrano più intensi e gustando vini che ti ravvivano il gusto ti senti invaso da una sana e gradevole vivacità! Magari da assaporare mentre stai seduto a contemplare un tramonto rosso fuoco, anzi rosso barbera!

PARLIAMO DI VINI

LE LANGHE CON I SUOI VINI ROSSI

  • Barolo

il re dei re. Proveniente da uve Nebbiolo dei territori dei comuni di BaroloCastiglione Falletto e Serralunga d’Alba e parte dei territori dei comuni di La MorraMonforte d’AlbaRoddiVerdunoCherascoDiano d’AlbaNovello e Grinzane Cavour in provincia di Cuneo.

Il Barolo richiede un invecchiamento di almeno 4 anni, di cui 18 mesi in botti di legno. E’ un vino importante ma non difficile. Con una degustazione guidata si possono scoprire le sfaccettature che il terreno, l’invecchiamento e la cura del produttore possono donare a questo grande vino. Per accompagnare piatti robusti di carni e di selvaggina ma anche da gustare con formaggi stagionati come il Castelmagno. Assolutamente SLOW come vino! Ti invita a gustarlo con lentezza perché ti trasmette la sua storia.

  • Barbaresco

contende lo scettro al fratello Barolo. Anche il Barbaresco è prodotto con uve Nebbiolo nei territori di BarbarescoNeiveTreiso e la parte della frazione «San Rocco» già facente parte del comune di Barbaresco ed aggregata al comune di Alba. Invecchiamento di almeno 3 anni. Vino più garbato ma con carattere. Sta prendendo piede nel mondo degli intenditori e la produzione di alcune cantine è già venduta ancora prima di essere imbottigliato. Pure questo è da considerarsi un vino SLOW. E pure questo è un vino che amo definire “consapevole”. Ogni sorso ti ricorda quanto è stato capito ed amato dal suo produttore!

  • Nebbiolo

è il più antico vitigno autoctono a bacca nera del Piemonte, uno tra i più nobili e preziosi d’Italia. Il nome dipende dal fatto che la vendemmia avviene in tardo autunno, quando le nebbie mattutine e serali sono frequenti sulle colline delle Langhe. Vino forte e potente, molto ricco di alcol che spesso esprime al meglio le sue caratteristiche in seguito a un lento invecchiamento. A seconda della zona di coltivazione, il Nebbiolo dà origine a una serie di grandi vini rossi che prendono nomi diversi nei vari territori. Vino amato per la sua versatilità. E’ un vino che come ritmo definirei ANDANTE, con brio! Un vino che ti mette allegria e ti aiuta a condividere un bicchiere, e poi ancora un altro bicchiere!

  • Barbera d’Alba

La barbera non è solo nel Monferrato! Questo vitigno di origine molto antica, sta avendo negli ultimi anni sempre maggiore successo, si è dimostrato capace di offrire sia ottimi vini giovani, sia vini di media longevità e buona struttura che resistono al tempo e confermano i caratteri più originali di una terra e di un vitigno dal particolare prestigio. E’ un vino molto amato anche dagli stranieri. Un tour del Barbera è una meravigliosa sinfonia VIVACE per il palato!

  • Dolcetto

il Dolcetto è tra i vitigni autoctoni piemontesi più tipici ed è coltivato in varia misura un po’ ovunque nella regione. Il vino del contadino per eccellenza, alcuni lo immaginano dolce a causa del suo nome, mentre è un vino genuino, che sa di uva adatto alla tavola quotidiana, ma di qualità. E’ uno dei vini rossi che apprezzo di più! Per questa ragione non lo definirei in nessun modo: è il vino che ho imparato ad apprezzare prima di tutti gli altri.

  • Pelaverga

trascurato a lungo, ha ritrovato l’interesse di alcuni viticoltori locali intorno agli anni Settanta. Oggi riscuote successo grazie all’attenzione sempre maggiore per i vitigni autoctoni e perché sa offrire un vino particolarmente originale dal caratteristico aroma speziato. L’uva ha acini croccanti ed è ottima da mangiare. Nelle Langhe il Pelaverga è coltivato in una piccola zona tra i comuni di Roddi e Verduno. Un ritmo ANDANTE lo caratterizza! Sì perché è un vino che danza nella bocca e ti lascia sempre voglia di un altro giro di valzer!

I VINI ROSSI DEL ROERO

I vini rossi della zona del Roero sono in prevalenza prodotti dalla grande uva Nebbiolo del Piemonte e delle Langhe, madre di potenti e grandiosi vini

  • Il Roero Rosso

prodotto nella zona del Roero, è riuscito a raggiungere fama e prestigio al pari di altri grandi rossi della regione. Rendendosi valido ed apprezzato quanto il Barolo ed il Barbaresco. A differenza di questi vini – che in base al disciplinare di produzione sono prodotti con Nebbiolo in purezza – il Roero Rosso può essere prodotto con almeno il 95% di Nebbiolo e la restante parte con uve a bacca rossa autorizzate nella zona. Nonostante il disciplinare che prevede l’uso di altre varietà, il Roero Rosso è nella maggior parte dei casi prodotto con Nebbiolo in purezza. L’uva Nebbiolo è la più diffusa in Piemonte ed è origine anche di altri vini famosi in altre zone. Direi che anche questo è un vino SLOW. Un vino che accompagna piatti con una lunga cottura, che ama essere capito ed assaporato.

I VINI ROSSI NEL MONFERRATO

In questa zona i vini rossi sono tanti e tutti molto caratterizzati ed importanti. Ve ne ricordo alcuni, ma sono tutti da provare!

  • La Barbera d’Asti

Parliamo di un vitigno di cui abbiamo la prima apparizione storica nel 1512. E’ un vitigno molto diffuso e veramente molto caratterizzato. La Barbera d’Asti, specialmente nella tipologia Superiore, è un vino intenso, con un sapore che persiste, è equilibrato sia come sapori morbidi che come note dure. Ma comunque capace di freschezza che lo rende unico e irripetibile. E’ di sicuro un vino dal ritmo VIVACE! Un vino da compagnia oppure da bere da soli davanti ad una cena tutta per festeggiare noi stessi. Sì, anche se rosso, anche se importante, mi fa ricordare la festa!

  • Grignolino

Mi fa piacere pensare che il nome grignolino derivi dal verbo “grignè” che in piemontese significa ridere. Sì perché a me riesce sempre a mettermi di buon umore! Alcuni invece sostengono che il nome derivi dai vinaccioli, grignole in piemontese… Lascio a voi la decisione! Io vi racconto che questo stupendo e gustoso vino è descritto come: Colore rosso rubino, brillante, profumo di viola, geranio, frutti di bosco, soprattutto lampone e mora, ciliegia e prugna. Fresco e piacevole al sorso, con una nota VIVACE e leggermente acerba ma gradevole. Che dire? Da provare!

  • Il Ruchè

Vitigno autoctono, molto antico. Il nome è un mistero. Ma a noi importa il sapore! E qui, vi garantisco, non ci sono misteri. Il Ruchè nasce come vino da abbinare a piatti locali, formaggi stagionati oppure secondi di carne con sapori intensi. E’ un vino con caratteristiche che lo rendono adatto a sposarsi in maniera sorprendente con piatti provenienti anche da altre regioni e tradizioni. Questo è uno dei motivi per cui sta raggiungendo ottimi risultati nel mondo. Succoso, morbido, profondo, profumato: così diventa un abbinamento ideale per cibi ricchi di aromi e di spezie, come lo zenzero, e quindi anche a  piatti tipici delle cucine orientali, oppure a piatti piccanti e , per rompere le “regole”, a piatti a base di tonno. La sua versatilità del Ruchè negli abbinamenti lo rende perciò un vino da provare. Per il suo muoversi nel mondo io lo definisco ANDANTE.

  • La Freisa

Vitigno antico nuovamente. Autoctono piemontese. Conosciuto dal 1500. Lo troviamo anche nella zona delle Langhe, ma nasce nell’astigiano. E’ un vino che merita di essere scoperto. Un colore rosso granato, non particolarmente intenso. Dopo anni di vinificazione nella forma frizzante, usato dai contadini come vino quotidiano, ha avuto un riconoscimento notevole quando si è cominciato a vinificarlo nella versione ferma. E’ un vino che si potrebbe definire da tutto pasto, ma che trova un’ottima collocazione con taglieri di salumi e con primi piatti al ragù. Ha un accenno fruttato ma assolutamente non prevalente. Per SlowDays questo è un vino SLOW. E’ anche un buon vino da tutti i giorni. Alla sera, dopo il lavoro; in compagnia per intavolare due chiacchiere: ti rallenta e ti invita a condividere.

 

VINI BIANCHI NELLE LANGHE

  •  ALTA LANGA

Partiamo con un vino bianco, spumante, eccellente. Vinificando uve Pinot nero e/o Chardonnay, con aggiunta (possibile ma non obbligata) di piccole percentuali di uve da vitigni non aromatici, e con tecniche tradizionali o classiche, si ottengono vini spumanti denominati “Alta Langa” (spumante) bianco, rosato e rosso. Il più conosciuto è sicuramente il bianco. Ma gli altri hanno estimatori crescenti. Sono vii co spuma persistente, con sapore secco, strutturato. Lo troviamo sia DOC che DOCG e, permettetemi di dirlo, è un vino assolutamente da provare! Ottimo come aperitivo, si abbina con eleganza alla fonduta, ai flan di verdura. Ma è una meravigliosa sorpresa insieme ai gradi fritti, sia di terra che di mare. Poi vi racconto del fritto misto alla piemontese! Diciamo che questo vino è VIVACE senza dubbio!

  •   NAS-cetta

Vino interessantissimo. Vitigno autoctono piemontese, riscoperto negli ultimi anni e che sta conoscendo un meritato apprezzamento. E’ un vino “clandestino” , infatti non ci sono ancora i disciplinari per la sua produzione. Rinasce negli anni 80, cercando le viti come fossero reperti e con la determinazione di alcuni vignaioli che credono nella rinascita di questo vino. Oggi la produzione è ancora piccola. Nel comune di Novello si trovano le vigne e le aziende che lo producono. SlowDays lo suggerisce per chi ama uscire un pochino dagli schemi e dalle strade molto conosciute. E tutti ne restano colpiti e gradevolmente sorpresi. Anche se è un bianco lo definisco un vino SLOW. Da godere sorso dopo sorso.

  •   Langhe ARNEIS

Il cugino del Roero è forse più famoso. Ma probabilmente il vitigno Arneis è presente sia nelle Langhe che nel Roero da moltissimi anni. Il vitigno nelle Langhe ha un sapore più morbido, un colore paglierino ed un profumo di pesca. Da gustare freddo. Vi lascerà un piacevole amarognolo dopo la degustazione. Ottimo con i piatti primaverili, con le torte salate, con i piatti a base di pesce e con il vitello tonnato. Ha un ritmo ANDANTE senza dubbio. E’ un vino che si colloca tra i bianchi ma che degnamente è corposo come un buon rosso.

IL ROERO ED I SUOI BIANCHI

  •    ARNEIS

Vino prodotto esclusivamente dal vitigno che ha lo stesso nome. Arneis in piemontese è la parola che identifica l’arnese, l’attrezzo. E si dice di una persona in cattive acque, malvestita, che è “mal in arneis”. Si potrebbe supporre che questo vitigno fosse considerato meno “attrezzato” dei suoi fratelli rossi e nobili e di qua il suo nome. Ma ovviamente non abbiamo certezze. Abbiamo invece la certezza di trovarci davanti ad un vino importante. Che ha degno spazio sulle tavole di ristoranti rinomati e che conta ormai numerosi produttori e clienti affezionati. Vino ottimo come aperitivo, ma lo si può considerare un vino da tutto pasto. Bene con pasta e risotti, ottimo con crostacei e frutti di mare, carni bianche e pietanze speziate. Sapore agrumato, con qualche ricordo di pesche. E’ il vino ANDANTE per eccellenza. Con quel certo ritmo ma senza strafare!

  • ARNEIS SPUMANTE

Non può mancare questo stupendo prodotto del Roero! Prodotto con metodo classico. Il colore è giallo paglierino ed il suo perlage è fine e persistente. Ha sapore fruttato. Profumo floreale. E’ il vino della festa! Ottimo come aperitivo, con gli antipasti e con piatti leggeri e saporiti.

  • FAVORITA

La definizione corretta è Langhe FAVORITA. Qui vado a parlare di un vino che amo particolarmente. Un vino fresco, profumato, accattivante lo definirei. Il colore giallo paglierino intenso. Il sapore fruttato delicato, che lascia una chiara nota di mandarino. Lo amo molto insieme alla pizza, alle torte salate, alle verdure grigliate. Anche questo vino è perfetto come aperitivo! Il vitigno FAVORITA è l’altro importante vitigno del ROERO. La Favorita è prodotta anche nelle Langhe ma sembra che il vitigno sia arrivato dalla Liguria. Il nome? Forse era l’usa preferita dalla Bela Rosin, amante del Re di Savoia, la sua Favorita! Un bel VIVACE per questo vino!

MONFERRATO E VINI BIANCHI

  • Monferrato Cortese e Cortese di Gavi

Vino fresco e secco. Sapore intenso e piacevole. Di nuovo uno splendido vitigno autoctono. Il Cortese di Gavi è stato il primo vino bianco italiano ad ottenere il marchio DOCG, e con questo si capisce quanto è stato curato e voluto! Il sapore secco e persistente lo lega ai terreni argillosi in cui questo vitigno ama crescere. Dalle stesse uve si ottengono anche una versione Frizzante, uno Spumante ed un prestigioso Riserva Spumante metodo classico. Diciamo che siamo di fronte ad una sinfonia di profumi e sapori! E quindi il ritmo lo deciderete voi in base al momento della giornata ed alle vostre sensazioni!

  • Moscato d’Asti

Vitigno antico quello del Moscato. Già nel 1300 troviamo testimonianza della produzione di un vino dolce ed amabile. Il suo nome, Moscato, arriva nel Medioevo. Significa profumato. In Piemonte è coltivato in molte zone ma l’Asti Spumante ed il Moscato d’Asti rappresentano una tradizione che sta ritrovando grandi estimatori. L’Asti ed il Moscato derivano dalla stessa uva, ma il Moscato si presenta con “meno bollicine”. Sono vini dolci ma mai stucchevoli! I profumi che ritrovate nel bere uno di questi due vini vanno dalla pesca all’albicocca, con un ricordo di tiglio e di limone. Piacciono perché hanno una bassa gradazione alcolica e perché freschi possono essere consumati durante la giornata senza problemi: i loro 5 gradi gradazione alcolica lo permettono senza grandi problemi! Sono comunque vini inaspettati, da provare!  Anche in questo caso sono indecisa ad assegnare un “ritmo”. Direi che siamo tra SLOW ed ANDANTE. Ma se lo immaginiamo in un pomeriggio di sole, con un panorama splendido di colline, accompagnando qualche biscotto secco e qualche frutto maturo, potrei definirlo VIVACE!

NON SOLO VINI: Eccellenze della produzione agricola e casearia:

  • NOCCIOLE

Nelle nostre zone non parliamo genericamente di nocciole. Qui parliamo di Tonda e Gentile: E già il nome vi fa capire quanto le amiamo! CORTEMILIA, NEL CUORE DELL’ALTA LANGA, È la  CAPITALE DELLA NOCCIOLA TONDA GENTILE DI LANGA, un IGP che ne attesta la qualità.

L’Alta Langa è la culla ideale per la nocciola. I suoi arbusti ricoprono buona parte delle colline verso la costa ligure. I noccioleti, come i vigneti, sono tenuti con cura ed ordine. Sono precisi e geometrici e distinguono il territorio che sta tra i fiumi Bormida e Tanaro.
La raccolta a fine agosto. Si incrocia a volte con la vendemmia. Come viene consumata la nocciola? Si predilige tostata per esaltare il suo sapore.  Il nocciolo ha anche un’altra caratteristica molto apprezzata dalle nostre parti: favorisce la nascita del prezioso Tartufo, sia nero che bianco!

  • TARTUFO

E visto che lo abbiamo nominato, parliamone! Il Tartufo, anzi il Signor Tartufo, è un fungo (ipogeo per gli esperti) che vive in simbiosi con le radici di alcune piante, e quindi sottoterra. Ecco perché è difficile da trovare e l’uomo deve farsi aiutare da un cane per cercarlo. Cane addestrato e con un fiuto ben allenato! Il profumo del Tartufo, specialmente quello bianco di Alba e delle Langhe, è molto intenso e particolare: o lo ami o lo detesti. Se sei tra coloro, tanti, che lo amano allora hai un motivo determinante per arrivare dalle nostre parti. SlowDays, che non ama le esperienze senza un’anima, quelle “fatte in serie”, cerca ogni anno nuovi “trifolau” e nuovi modi per far conoscere questo gioiello. Lo si può cercare, lo si può studiare ed annusare, ma soprattutto lo si assaggia! Con due uova al tegamino, con un piatto di tagliatelle al burro o con una fonduta cremosa, il matrimonio con il tartufo è perfetto! La stagione di ricerca del tartufo dura tutto l’anno, per le varie tipologie che maturano a seconda delle stagioni. Il più pregiato lo si trova da fine settembre fino alle prime gelate.

È famosa la Fiera del Tartufo di Alba ma anche le varie manifestazioni durante il periodo autunnale. Molto richiamo ha l’Asta mondiale del Tartufo che ottiene sempre cifre da capogiro e che vede protagonisti ristoratori di tutto il mondo! Nata nel 1999 ha raggiunto, anno per anno, record di ricavi e di pubblico. Nel 2018 si sono sfiorati di 400,000 Euro di ricavo, devoluto a vari enti benefici. L’ultimo lotto, il più importante, è stato acquistato da un ristoratore di Hong Kong!

  • FORMAGGI

Capitolo vastissimo! Ne nominerò alcuni ma saranno sicuramente troppo pochi. Le Langhe, il Roero ed il Monferrato hanno una tradizione che si perde nella storia per la produzione di formaggi caprini, ovini e vaccini.

Specialmente nelle Langhe e ancora di più nell’Alta Langa, albese ed astigiana, troviamo le Robiole o Tume. Due denominazioni di Origine Protetta (Dop), soprattutto con la tuma di Murazzano e la Robiola di Roccaverano.
Il Murazzano è prodotto con latte ovino, mentre la robiola di Roccaverano è di latte misto.
Ci sono poi le ottime Robiole (non Dop) di Bossolasco, d’Alba e delle Langhe.

Ognuna ha caratteristiche di gusto e di pasta diverse , ma  tutte comunque apprezzabili e gradevoli!

La ricotta nelle Langhe, chiamata Seiras, è un formaggio morbido, molto delicato e fresco, usato anche come ripieno dei ravioli. Altro tipico e particolare è il “brus” , la saporita crema ricavata facendo fermentare le robiole in piccoli orci di coccio. Molto buono insieme alla polenta!

Ci sono poi il Signor Castelmagno, il Raschera, il Bra, il grana, il gorgonzola. Ognuno di questi merita un capitolo a parte e vi rimando ai siti dove potrete avere informazioni dettagliate.

Sicuramente una visita nelle nostre zone merita una degustazione di formaggi accompagnata con gli ottimi vini rossi e corposi che ne esaltano i sapori!

 

 

PRODOTTI TIPICI:               Carni, pollami e salumi

  • SALSICCIA DI BRA

La salsiccia di Bra, detta “salciccia” da noi locali, è nata per soddisfare l’esigenza di una parte della popolazione ebraica, residente nel braidese, che non poteva e voleva consumare insaccati derivanti dai suini. Era infatti totalmente prodotta con carni bovine. Attualmente la produzione prevede un 15% di pancetta di suino insieme alla carne magra bovina. E’ molto saporita e gustosa e si consuma sia cruda che cotta. Esiste un consorzio di tutela al quale fanno capo i macellai che producono nel rispetto di un disciplinare questo eccellente prodotto. Ma ognuno riesce a dargli un tocco particolare e rendere il sapore finale unico e caratteristico. Assolutamente da provare!

  • BOLLITO DI CARRU’

La carne rossa ha molti detrattori ma anche molti estimatori! Diciamo che se non siete vegetariani allora questo piatto è assolutam

ente da assaggiare!  E’ carne” bollita”. Ma che carne! Sono normalmente 7 pezzi, anche particolari come la testina o poveri come la “scaramella”. Ma a rendere questo piatto un tripudio di sapore ci sono le varie salse di accompagnamento. Dal “bagnet verd” alla “cugnà” trovano spazio tutti i sapori.

In omaggio a questo piatto è nata una Fiera molto conosciuta ed apprezzata: la Fiera del Bue Grasso. Nel mese di Dicembre, ogni anno, si celebra questo piatto con una giornata no stop (si parte all’alba!) in cui decine e decine di volontari si turnano a preparare e servire il Bollito misto di Carrù. Qui qualche dettaglio

  • IL CAPPONE DI MOROZZO

Altra specialità della provincia di Cuneo è il Cappone. Nel 1999 il “Cappone di Morozzo” è stato dichiarato Presidio Slow Food, anzi è stato il Primo Presidio Slow Food!  Si è voluto promuovere questo prodotto eccellente per sostenere l’economia di un paese che da sempre lega dà il nome a questo animale ed alla Fiera collegata. Morozzo è un piccolo paese dove si alleva questo delizioso galletto, con carni tenere e gustose.

Il cappone si gusta bollito, in insalata, arrostito oppure in salsa. Sono tante le ricette, sia tradizionali che innovative so lo troviamo protagonista. Vale il viaggio!

  • SALAME COTTO DEL MONFERRATO

Il Salame Cotto nasce da una tradizione contadina e salumiera legata all’allevamento del maiale. Il Salame Cotto serviva per utilizzare tagli meno pregiati. Si insaporiva con spezie. I tagli migliori, nel passato, servivano per i prosciutti ed i salami crudi. Mentre salame cotto e cotechino nascevano per soddisfare il detto: del maiale non si butta niente! Oggi il Salame Cotto Monferrato è preparato con tagli pregiati e di prima qualità ma mantiene la tradizionale tecnica di preparazione.  Esiste un consorzio che tutela la autenticità delle ricette usate e promuove il prodotto: qui le indicazioni

Consigli per il menù

E qui sarò sicuramente in difetto. Perché la cucina piemontese è una cucina storica, di tradizione, che ha però saputo rinnovarsi. Nel rispetto dei prodotti locali che sono senza dubbio la risorsa più importante, molti chef hanno interpretato i piatti della tradizione aggiungendo il loro tocco di classe.

  • ANTIPASTI

Il capitolo degli antipasti per i piemontesi è un tripudio di sapori. Non si pranza e non si cena senza assaggiare qualche “antipastino”.

VITELLO TONNATO

Chiamato Vitel tonnè, compare già nell’ottocento tra i piatti della tradizione piemontese. Il matrimonio tra la carne ed il pesce (tonno ed acciughe) crea un sapore intrigante. Se ne declinano vari tipi, con o senza maionese, e si trova in ogni menù dei nostri ristoranti ed osterie.

CARNE CRUDA ALL’ALBESE

Fettine sottilissime di “girello” di vitello, condite con olio extra vergine, sale, pepe e qualche scaglia di parmigiano. In stagione lo si arricchisce anche di qualche scaglia di tartufo ma il suo sapore è già di per sé molto ricco e gradevole.

FLAN DI VERDURE CON LA FONDUTA

Dopo il matrimonio con la Liguria per le acciughe, il Piemonte va in cerca di formaggi in Valle d’Aosta. Così la fonduta di fontina è apprezzata ed usata. E’ però vero che sempre più spesso si utilizzano formaggi locali come il raschera ed il castelmagno per creare creme saporite e morbide.

  • PRIMI PIATTI

Come in quasi tutte le regioni italiane i primi occupano uno spazio importante nel menù dei ristoranti ma anche di tutte le famiglie. Vi do solo qualche piccola idea e vi invito a provare uno dei tanti primi piatti che troverete nelle nostre Osterie. Non sarà un’esperienza difficile da fare!

TAJARIN

Sono le tagliatelle ma in questa parte d’Italia sono sottili, quasi trasparenti, elastiche. Ricche di tuorli d’uovo (si parla di tajarin 40 tuorli!). Da condire con un ragù ricco di carne, oppure con uno ai funghi, ma…  in stagione di tartufi, i tajarin, con poco burro sono il nido che permette al tartufo di sprigionare tutto il suo aroma!

AGNOLOTTI DEL PLIN

 Letteralmente agnolotti “del pizzicotto”. Richiama il gesto che serve alle cuoche per chiudere gli agnolotti, rigorosamente stesi e chiusi a mano! Sono ripieni di carne e verdure, nella loro ricetta tradizionale, ma anche solo di verdura oppure di fonduta. Anche per gli agnolotti vale il discorso tartufo, ovviamente!

  •  SECONDI PIATTI

Le carni, i pollami, le verdure diventano un trionfo quando si parla di secondi piatti particolarmente ricchi come

IL FRITTO MISTO

che arriva anche a 30 pezzi diversi nella sua versione più ricca. Carne, salsiccia, semolini dolci, frutta, verdura! Un trionfo.

Oppure nella BAGNA CAUDA, dove la salsa di aglio, acciughe ed olio extravergine fa da centro tavola conviviale con gli amici e permette di consumare verdure come il CARDO GOBBO DI NIZZA insieme al PEPERONE DI CARMAGNOLA ed altre verdure sia cotte che crude!

Del BOLLITO ho già parlato prima, così come del CAPPONE, direi che potremo anche ricordare il suntuoso BRASATO AL BAROLO e tante altre specialità che cambiano con il cambiare delle stagioni!

Un capitolo a parte lo devo scrivere per un piatto che amo moltissimo!

La Belecauda

la variante monferrina della farinata, un antico piatto che rimanda ad una cucina povera, semplice, ma certamente non priva di gusto. Per la belacauda sono necessari solo quattro ingredienti e cioè olio d’oliva, acqua, sale e pepe, e ovviamente la farina di ceci. Diciamo che è la pizza dei piemontesi!

 

COSA VEDERE IN QUESTE ZONE?

 

LANGHE

  •  ALBA

Alba e SlowDays
Cuore delle Langhe o Capitale delle Langhe: Alba

Considerata il cuore, la capitale, delle Langhe. Città medievale, molto accogliente, famosa per il Tartufo ma sicuramente anche per la Nutella (sì è nata proprio qui!). Cittadina da passeggiare, nelle sue vie principali negozi di ottimo livello insieme a trattorie, vinerie, bar e pasticcerie. Tutti con il denominatore comune del buon cibo e dell’ottimo vino!

Di sabato mattina il mercato riempie le vie del centro. Troverete banchi con prodotti di qualità ed anche cineserie, ma sicuramente passerete una mattinata allegramente confusa! Qualche consiglio per gli acquisti: Piazza San Giovanni con il mercato della terra e la Piazza del Mercato Nuovo do troverete il mercato dei contadini (anche con la vendita di pulcini per avere poi le uova fresche a casa)

Via Maestra, che in realtà si chiama Via Vittorio Emanuele vi porterà da Piazza del Duomo (Piazza Risorgimento) fino a Piazza Savona (veramente è Piazza Michele Ferrero!). Qui i nomi delle vie li decidiamo in base ad una sconosciuta logica!

In Via Maestra, allora, troverete il Vincafè, i gelati straordinari di Mara dei Boschi e la gastronomia Ratti, ottimo punto di acquisto per i tartufi!

Poi Alba è da girare, anche con il naso in su, per vedere i suoi vecchi palazzi e le sue chiese: Il palazzo del Comune, il Duomo, la chiesa di San Domenico, il Museo Eusebio. E poi le sue ancora tante torri!

Alba è vivibile tutto l’anno ma ci sono momenti che la rendono unica: La Fiera del Vino a fine Aprile (VINUM) e la ormai internazionale Fiera del Tartufo di Ottobre e Novembre. Ne parlo tra poco nel capitolo delle Manifestazioni.

  •  BAROLO

Tour dei Vini con SlowDays
La cappella del Barolo

Piccolo comune famoso nel mondo per l’omonimo vino a marchio D.O.C.G. che vi si produce, Barolo è adagiato tra le colline delle Langhe piemontesi. I filari sono la cornice di questo splendido paese. Ed i vini prodotti nelle cantine del Barolo profumano l’aria. Intorno meravigliose passeggiate. Il borgo ha origini medievali e vale sicuramente la visita. Da non il “Museo dei Cavatappi” ed il WiMu (che sta per Wine Museum, dedicato alla cultura del vino). Il WIMU è all’interno del Castello dei Falletti. Il castello è, senza dubbio, di grande interesse storico e domina il piccolo comune.  I Marchesi Falletti, proprietari, potente famiglia che, in epoca feudale, acquisì il castello di Barolo dal comune di Alba ed arrivò a controllare una consistente fetta di territori piemontesi. Da loro nasce il vino che ha reso famoso il paese nel mondo: Il Barolo!

Barolo negli anni è diventata anche la sede di una manifestazione unica nel suo genere: Collisioni. Ne parlo nel capitolo delle manifestazioni perché merita qualche parola dedicata.

 

 

  •  CASTIGLIONE FALLETTO

Domina il paese ed è il suo simbolo: Il castello di Castiglione Falletto, uno dei più antichi della zona, risale all’XI secolo o forse anche prima.  Si hanno notizie scritte, per la prima volta, nel 1001. Diciamo che ha visto tanta storia passargli vicino! Fu costruito da Bertoldo Falletti. Nel tempo ha subito molte modifiche e ristrutturazioni fino ad arrivare all’imponente edificio attuale:  tre torrioni tondi e poi un grande torrione. Oltre al castello ed al suo piccolo centro storico, troverete qualche ottimo ristorante, l’enoteca dove gustare qualche vino e tantissimi panorami da fotografare!

  • LA MORRA

Langhe, Roero & Monferrato

Sulla cima di una collina, in modo da dominare la Valle Po, trovate La Morra ed il suo Belvedere. Il nome deriva da Murra, che nel Medioevo identificava il recinto per il bestiame! Se penso a cosa è diventata oggi, direi che ne ha fatta molta di strada. Anche in questo comune c’è stata la presenza della famiglia Falletti. Nella regolamentazione del comune, intorno al 1400, troviamo per la prima volta accenno al vitigno Nebbiolo. Oggi la cittadina è vivace e molto amata dai turisti, in buona parte stranieri. Infatti ne trovi tanti a passeggio oppure seduti nella via principale a sorseggiare un bicchiere di vino oppure ad assaporare un gelato … al moscato oppure al Barolo!

Una manifestazione che vede La Morra invasa di turisti è la Mangialonga. Circa 2000 persone si riversano nel paese e nelle vigne circostanti per una passeggiata che ha come scopo principale il pranzo itinerante! Finlandia, Svezia, Norvegia, Stati Uniti, Germania, Olanda ed altre nazioni sono rappresentate tra i partecipanti.

Motivo di orgoglio e “cartolina delle Langhe” è la Cappella del Barolo. Nell’estate del 1999, due artisti, l’americano Sol LeWitt e l’inglese David Tremlett, hanno lavorato per interpretare in modo unico la Cappella della Santissima Madonna delle Grazie. L’incarico era stato assegnato dalla famiglia Ceretto. L’opera è diventata una tappa quasi obbligata per chi fa un giro a piedi oppure in bicicletta su queste colline. E’ veramente da vedere!

  • MONFORTE

Monforte d’Alba è l’ultimo paese della Langa del Barolo. Anche questo piccolo paese vede le origini ai tempi dei romani.  Il suo castello era cinto di mura, Mons Fortis, ed ecco da dove nasce il suo nome. Oggi il castello è la residenza privata dei marchesi Scarampi, casa che fu costruita sul vecchio castello intorno al 1700. Il paese è tutto un saliscendi ed è partenza di numerosi sentieri che ti portano tra vigneti e su balconi naturali suggestivi. Poco fuori Monforte si trova la Cappella campestre di Santo Stefano. Costruita nel XII secolo fu ricostruita verso il 1730. Si trovano ancora affreschi e figure nel suo interno.

La cittadina è molto apprezzata specialmente in estate ed in autunno dove si mescolano turisti ed appassionati di Jazz! Infatti in estate Monforte è sede di una manifestazione molto seguita Monforte Jazz dove si esibiscono artisti internazionali di prim’ordine. Molte performance finiscono con un assaggio di un ottimo bicchiere di vino per condividere fino in fondo le meraviglie di questo posto.

  • NOVELLO

Anche questo comune ha il suo castello. E le sue case si allungano sulla collina proprio verso il castello. La storia di Novello è sicuramente precedente al 1100 ma se ne parla nella storia intorno a quella data. Era un luogo apprezzato perché difendibile.

Per visitarlo, come negli altri comuni delle Langhe, è bene passeggiare. Si vede la porta di ingresso di origine medievale e si nota la Torre dell’Orologio.

Novello è la patria di una storia particolare, la storia di un vitigno dimenticato ed abbandonato, la Nascetta, che ora è diventato il vino di Novello. Se arrivate a Novello non mancate di assaggiarlo!

  • RODDI

E’ situato in posizione panoramica a due passi da Alba. E’ un borgo medievale al quale si arriva con una strada circolare. Questo paese è nel cuore delle terre del Barolo ed ha fatto grandi passi per diventare accogliente per il turismo. Molte ristrutturazioni sapienti hanno aiutato a rendere gradevole ed accogliente Roddi che vi sorprenderà con il suo Cammino della Poesia. La strada verso il castello è decorata con pannelli e decorazioni con brevi poesie. Percorretela!

  • SERRALUNGA D’ALBA

Si può proprio dire che il paese di Serralunga sia la cornice del suo castello. Il castello è visitabile con orari differenti nei vari mesi. E’ uno dei castelli meglio conservati del ‘300 in Piemonte. Le famiglie, specialmente con bambini e ragazzini apprezzeranno le visite guidate create appositamente per loro. Si scoprirà chi ci abitasse, come ci vivevano, e si potrà anche recitare la storia vivendola da protagonisti. Vi ha incuriosito vero? Anche noi adulti apprezziamo e ci divertiamo con loro. Garantito!

  • VERDUNO

Il Belvedere di VerdunoSituato in una posizione stupenda. Tra Roddi e La Morra è anche questo un comune della zona del Barolo. Ha un meraviglioso Belvedere ed ovviamente anche il castello. Il paese ha avuto fortuna specialmente nel Medioevo. La famiglia Burlotto è proprietaria del castello a partire dai primi anni del Novecento. La famiglia Burlotto ha il merito di avere reso onore ad un vitigno autoctono, il Pelaverga. Vino veramente interessante che merita una vostra visita con degustazione.

 

 

ROERO

  • BRA

Cittadina che nasce intorno all’anno 1000 e che non è lontana da Cherasco. Si riconosce l’insediamento medievale sulla collina della Zizzola, anche se non rimane molto del castello e delle mura che furono distrutti da francesi e spagnoli. Molti edifici barocchi rendono interessante una visita a questa cittadina che deve anche la sua notorietà al movimento Slow Food che nasce proprio tra le vie del centro. La Piazza Caduti per la Libertà, Palazzo Traversa, la Chiesa di Santa Chiara e la bella e movimentata Via Vittorio Emanuele sono alcuni punti di interesse.

La città di Bra è apprezzata ed amata anche per le sue eccellenze gastronomiche (la salsiccia di Bra per esempio) ma anche e soprattutto per una manifestazione che letteralmente la travolge: Cheese. Ne parlo poco dopo. In settembre, ogni due anni, Bra diventa la capitale mondiale del formaggio!

  • POLLENZO

Partendo da Bra ed andando verso Alba si incrocia questo piccolo Comune. Piccolo ma molto conosciuto a livello internazionale grazie all’Università di Scienze Gastronomiche, nata nel 2004, su idea di Carlin Petrini, fondatore di Slow Food. Accanto all’Università troverete anche la Banca del Vino, che risiede nelle cantine ottocentesche del Castello. Castello che fa parte del complesso ricostruito dal re Carlo Alberto che ne fece la sua dimora estiva.

Una passeggiata tra queste stradine è assolutamente consigliabile!

 

 

 

  • CANALE

Canale è u centro agricolo importante, uva, vino, frutta e soprattutto pesche! Fondato ad inizio del 1200 aveva una pianta ortogonale che si riconosce ancora. La piazza del Municipio ospita la chiesa barocca di San Giovanni oppure dei Battuti Neri. A fianco della chiesa una torre del ‘300. Imponente il castello dei Malabaila, ricostruito nel XVI secolo.

La cittadina è molto vivace e la domenica con i suoi negozi aperti e la sua via pedonale con i dehors dei bar offre una piacevole sosta. Consiglio una visita al negozio di formaggi di Bono Nella ed ovviamente all’Enoteca del Roero!

Se vi trovate in questa zona alla fine di Luglio dovrete sicuramente partecipare ad una delle serate della Fiera del Pesco. Manifestazione che vede in piazza tutto il paese e dove troverete allegria, buon cibo ed ovviamente buon vino!

  • CHERASCO

La visita di Cherasco è dovuta e necessaria. Questo bellissimo borgo ha un centro storico assolutamente da godere. Testimonianze del periodo medievale si incrociano con il barocco piemontese. E’ una “signora città”.

La storia di Napoleone incrocia Cherasco quando il re Vittorio Amadeo III firmava l’armistizio di Cherasco. Venivano cedute alla Francia la Savoia e la contea di Nizza. I cittadini di Cherasco eressero l’albero della Libertà anche se non furono mai dimenticate le requisizioni di beni materiali e le tante vittime civili.

Oggi Cherasco è famosa per un prodotto famoso anche in Francia, le lumache. L’elicicoltura qui ha una antica tradizione. A Cherasco c’è la sede dell’Associazione nazione elicicoltori. A Cherasco le lumache sono allevate all’aria aperta, su terreno, ed alimentate con vegetali freschi. Per chi ama questo piatto qui trova l’eccellenza!

Ma Cherasco è anche famosa per il suo Mercato dell’Antiquariato, ormai diventato punto di riferimento per migliaia di curiosi e di estimatori. Qui trovate il calendario.

  • GOVONE

Questo piccolo comune è ben visibile da lontano, con il suo castello imponente che lo domina. Intorno al paese viti di Barbera, Bonarda, Nebbiolo ed Arnei.

Il Castello di Govone, ricostruito dai Solaro nel XVII secolo, poggia sulle fortificazioni medievali. Era una fastosa dimora di villeggiatura. Il castello è visitabile su prenotazione.

Govone ha avuto una bellissima intuizione alcuni anni fa, diventare il paese di Babbo Natale durante i primi giorni di Dicembre. Nel 2018 ha richiamato più di 200.000 visitatori con 100 espositori che di anno in anno aumentano come numero e come offerta. Se avete bambini o se amate ancora sentirvi un po’ bambini, non dovete assolutamente perderlo!

  • GUARENE

Guarene è uno strano comune…. Diffuso. Molte volte ci si trova in difficoltà a dare indicazione di indirizzi a chi vuole visitarlo. Sì perché Guarene ha una parte alta, bella, imponente come il suo castello e poi tante parti “basse” dove potete passeggiare incrociando vigne o alberi di “pera madernassa”.

Guarene è proprio un piccolo paese, con una veduta della Valle del Tanaro e con alcuni edifici da notare come la chiesa di San Michele di cui si parla già nel 1300, oppure la chiesa della Santissima Annunziata che fu costruita verso la fine del ‘600.

Per questo paese vorrei consigliarti una passeggiata, si chiama il Sentiero dell’Acino ed un anello panoramico tra campagne coltivate e vigneti che va da Guarene a Castagnito e ritorno. E’ una passeggiata di circa 1h 30 quasi tutta su strade sterrate. Passerai accanto al Castello di Guarene, oggi diventato hotel di lusso, e ti ritroverai a passeggiare sulla cresta con paesaggi meravigliosi in ogni stagione. Consigliato!

 

 

  • MAGLIANO ALFIERI

Magliano è un comune che sorge dove si trovava l’antica cittadina romana Mallianum. Si trovava lungo la strada che collegava e che ancora collega Asti con Alba. La cittadina prima sorgeva sulla parte piana ma poi il suo nucleo si è spostato sulla collina dove ancora oggi sorge imponente il Palazzo degli Alfieri che si affaccia sulla collina. L’attuale Castello è stato ricostruito e sembra l’unico rimasto di un insieme di castelli o case-forti, forse sette.

E’ interessante visitare il castello ed al suo interno il museo della cultura del gesso. Documenta la particolare tecnica costruttiva di molte case contadine dell’astigiano. Pannelli di gesso tra le travi del soffitto con decorazioni anche molto elaborate.

Il paese è un punto di ristoro molto fresco durante le calde serate estive e viene scelto dai locali anche per cenare all’aperto.


MONFERRATO

  • ACQUI TERME

La Bollente: Questo il nome con cui era conosciuta questa cittadina che ha la sua storia che si sviluppa già a partire dall’Impero Romano! Città termale e quindi una mezza giornata sarà da dedicare alla cura delle acque. Ma un’altra giornata la si potrà senza dubbio dedicare alla visita della cittadina! Il nome lo trovate anche sull’edicola, di fine 800, che evidenzia la sorgente bollente dell’acqua termale. Sgorga a 75°. A fianco potete vedere la Torre dell’Orologio, che viene detta quella “senza fondamenta” perché è appoggiata alle case vicine.

CASTELLO DEI PALEOLOGI:  La città antica si snoda dalla cima della collina e si inizia proprio con il Castello. I Paleologi erano i signori del Monferrato. Il castello fu fondato dai vescovi intorno all’anno 1000. Poi i Paleologi lo rifecero completamente intorno al 400. Verso il XVII secolo furono invece i Gonzaga a abitarlo. Oggi è sede di un Museo Archeologico con interessantissimi reperti.

ACQUEDOTTO ROMANO: Sono i resti di un’opera imponente. Parliamo di circa 13 km di tracciato, in parte anche sotterraneo.

Da assaggiare il Brachetto, il Dolcetto ed il Moscato d’Asti. Una specialità è il “filetto baciato” che è un particolare salame crudo, di antica tradizione

 

  • ASTI

Il capoluogo del Monferrato è Asti, che vanta origini romane (Hasta fu il nome che le diedero gli antichi Romani), testimoniate appunto dalle antiche Mure ancora visibili in molti punti della città. La città è stata però anche un importante centro di scambi commerciali e bancari, proprio nel periodo medievale infatti si arricchì di numerose torri, come la Torre Rossa, la Torre Troyana (o dell’Orologio) e la Torre De Regibus.

Piazza Alfieri Piazza particolare che unisce praticamente tutta la città. E’ a forma triangolare con palazzi e porticati che la circondano. E’ la sede del mercato (ogni mercoledì e sabato)

Palazzo Ottolenghi Ci sono molti palazzi barocchi nel centro storico di Asti, ma questo è uno di quelli che preferisco. E’ su corso Alfieri nel quartiere o rione della Cattedrale. E’ stato costruito nel ‘700. Oggi al suo interno si trova il Museo del Risorgimento. Per anni è stato il punto di arrivo del Palio.

Asti è una città ricca di fascino e folklore, grazie al suo Palio e ai rioni, che delimitano tutte le borgate della città.

Nei dintorni merita una visita il borgo di Cocconato.

  • CANELLI

Ci sono Cattedrali e Cattedrali. Sì perché a Canelli scoprirete un tipo molto particolare di Cattedrale!

Le cattedrali sotterranee di Canelli: Sono la caratteristica più originale di Canelli ma anche la meno visibile!

Chilometri di tunnel e gallerie scavati, direttamente nel tufo delle colline tra il XVI ed il XIX secolo. In questi spazi silenziosi si possono rivivere le atmosfere di alcune antiche cattedrali. Sono nate per garantire la protezione, la giusta temperatura e l’umidità costante per affinare vini e spumanti che ancora oggi qui maturano in attesa di conquistare le tavole di tutto il mondo.
Il progetto che ha portato al riconoscimento dei Paesaggi Vitivinicoli PIemontesi quale 50° sito Unesco in Italia è nato proprio qui!

Le quattro Cattedrali Sotterranee attualmente visitabili sono le cantine storiche di altrettante blasonate Case vinicole: Bosca, Contratto, Coppo e Gancia.

E’ una meraviglia da visitare sicuramente!

  • CASALE MONFERRATO

Tappa obbligata per ammirare i palazzi, il Duomo e la torre civica, esempio proprio di barocco casalese! All’interno del territorio di Casale Monferrato, vi è inoltre l’area risicola più grande d’Italia. L’attrazione migliore rimane però il Castello dei Paleologi, detto anche Castello dei Gonzaga, circondato da un fossato a pianta esagonale.

Da vedere anche La sinagoga di Casale: Costruita nel 1595 e poi più volte ampliata. Tra il XVII e il XVIII secolo era inserita nel ghetto ebraico e nonostante le restrizioni volute da Napoleone fu sempre curata ed arricchita con numerose opere artistiche. Conserva i rotoli della Torah nella sala principale. Il pavimento è un prezioso mosaico veneziano. All’interno si trovano anche preziosi tessuti ed un singolare Museo dei Lumi.

  Merita una visita anche il castello dei Gonzaga:  Il nome è quello della famiglia che lo ha abitato fino  alla seconda metà del Cinquecento. Dopo diventa fortezza. E’ possibile visitarlo in parte. E’ circondato da un fossato ed ha una pianta esagonale asimmetrica con torrioni angolari. Molto interessanti sono i sotterranei dell’ala occidentale ed i cammini di ronda.

Nei dintorni sono bellissimi da visitare CERESETO, OTTIGLIO, VIGNALE E MONTEMAGNO. Borghi bellissimi e ben conservati. Da assaggiare i Krumiri ed il Grignolino!

  • GAVI

Gavi. Piccolo comune i provincia di Alessandria,  di poco più di 4.000 abitanti.  Gavi è un paese da cui passare per visitare il suo immenso forte, che è una fortezza storica di tipo difensivo costruita intorno al 1500 dai genovesi. Il Forte di Gavi subì diversi assedi, ma venne disarmato completamente nel 1859, per essere trasformato in un penitenziario civile. Infatti, durante la Prima guerra mondiale, venne utilizzato come campo di prigionia per i soldati Astro-Ungarici, mentre durante la seconda per gli ufficiali Anglo-Americani. Alla fine del conflitto, cadde in disuso, ma dal 1978 in poi fu aperto il progetto di recupero e oggi è nuovamente visitabile! Qui trovi il link per la Associazione amici del Forte di Gavi che ti potrà aiutare sicuramente!

  • NOVI LIGURE

Chiariamo subito che non siamo in Liguria ma ancora in Piemonte! Novi Ligure è stato un centro importante della Repubblica di Genova.  Dal 1818 al 1859 fu addirittura capoluogo di provincia. Poi durante il governo Rattazzi il Comune diventò parte della provincia di Alessandria che stava nascendo e quindi, di conseguenza in Piemonte.

Centro di villeggiatura delle ricche famiglie genovesi,  il centro storico della città si caratterizza per la presenza di numerosi palazzi nobiliari, molti dei quali dalla facciata dipinta.  Ci sono Ville di particolare pregio come la  tenuta La Marchesa, monumento nazionale, villa di campagna della seconda metà del XVIII secolo inserita nel sistema dei “Castelli Aperti” del Basso Piemonte.  Poi la Chiesa di Santa Maria Maddalena. Il Cimitero comunale, la Pieve di Santa Maria, il più antico edificio religioso della città (XII secolo).

Interessanti anche il Castello e le mura. Il castello è in prossimità del centro storico. Le mura, ormai solo un breve tratto, risalgono  circa al 1400. Il Castello, durante l’estate può essere visitato.

 

MANIFESTAZIONI

·   FIERA DEL TARTUFO

La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba è un evento da non perdere per gli amanti della cucina, del vino e di tutto quel mondo che ha trovato casa nel movimento SlowFood. Da inizio Ottobre a metà novembre Alba diventa la vetrina di eccellenze gastronomiche. Durante il fine settimana è palcoscenico di rivisitazioni storiche e di street food di qualità. Ovviamente l’attrazione principale è il Mercato Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba!

Verso la fine di Ottobre si tiene nel Castello di Grinzane Cavour l’Asta Mondiale del Tartufo. In questa occasione a suon di migliaia di Euro di rilancio si vendono all’asta, in collegamento mondiale, preziosi “gioielli della terra”: Tartufi di pezzature straordinarie. Per fare un piccolo esempio, nel 2005, il Tartufo più grande (1.200 grammi) è stato aggiudicato ad Hong Kong per l’importo di € 95.000,00. Nel 2006, il lotto più importante (1.509 grammi) se lo è aggiudicato un banchiere di Hong Kong per l’importo di € 125.000,00.

Non spaventatevi! Il Tartufo è un prodotto che ha prezzi di tutto rispetto, ma in molte annate in cui la produzione è abbondante, potrete togliervi lo sfizio e gustare qualche piatto con i tartufi senza partecipare all’Asta per aggiudicarvelo! Un buon risotto, due “tajarin” oppure anche semplicemente due uova al burro saranno i compagni ideali per la degustazione del signor Tartufo Bianco di Alba

 

 

· VINUM

Alba e la fiera del Vino

A fine aprile, Alba diventa la capitale del Vino. Centinaia di turisti si aggirano per le strade con il bicchiere appeso al collo e si fermano nelle varie postazioni ad annusare, assaporare e godere degli eccellenti vini offerti. Barolo, Barbaresco, Dolcetto, Moscato, Roero Arneis e Roero, bianchi delle Langhe, Asti Spumante e Vini del Monferrato, si alternano anche a Grappe ed altri distillati piemontesi.
Le degustazioni, guidate e curate dall’AIS Associazione Italiana Sommelier, avvengono dalle 10.30 alle 20.00. Qui trovate le informazioni istituzionali.

  • CHEESE – Le forme del latte

Se Alba si fa bella per il vino e per i tartufi, Bra si è scoperta vetrina per i formaggi! Fin dalle origini SlowFood (di cui parlo quando vi racconto Bra), si è schierata a favore del rilancio dei formaggi a latte crudo. E’ una manifestazione internazionale, nata nel 1997, che si tiene ogni due anni e che è un punto di riferimento per gli artigiani caseari del mondo! Sempre più amanti di questo cibo arrivano a Bra per scoprire, assaggiare ed acquistare formaggi di tutto il mondo e di tutti i tipi. Durante la manifestazione ci sono laboratori del gusto, anche rivolti a bambini e ragazzi. Così come Master Food per gli adulti. Intorno a Cheese nascono molte iniziative locali con cene preparate nei ristoranti della zona, ovviamente con protagonista il formaggio. Ma se vorrete passeggiare per Bra in quelle giornate potrete saziarvi con decine di spuntini golosi.

 

· COLLISIONI

Questo festival nasce nel 2009 dall’idea di un gruppo di giovani artisti, giornalisti e scrittori italiani, che volevano trovare una formula che permettesse di parlare in maniera interdisciplinare ed intergenerazionale. Il fatto di ospitare i maggiori intellettuali e scrittori internazionali ha dato risonanza all’evento. Permettendo di incuriosire artisti della portata di Bob Dylan che hanno accettato di esibirsi in questo paese che diventa un intero palcoscenico. Le lezioni aperte, le conferenze, i concerti si susseguono per quasi una settimana nel mese di luglio. Sono stati ospiti Patti Smith, Neil Young, Sting ed altri di fama internazionale. Migliaia di giovani e meno giovani partecipano alla festa per le vie di Barolo e lo invadono pacificamente. Da non perdere!

 

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