Scopriamo Vinadio e la Valle Stura

Quest’ultimo fine settimana, ho potuto trascorrere un’intera giornata in una zona non molto nota ai turisti ma davvero ricca di storia e fascino: Vinadio.

Vinadio è un piccolo comune di circa 600 abitanti, in provincia di Cuneo, situato a circa 900 metri di altitudine, ma la cui estensione territoriale è talmente ampia da risultare la seconda, in Piemonte, dopo Alessandria!

Faccio un passo indietro però…

Una passeggiata lungo il fiume Stura

Il viaggio comincia da Alba: poco meno di 2 ore in macchina sono sufficienti per raggiungere Vinadio.

Una visita ai mercatini sul posto e poi, in attesa del pranzo, ecco un momento veramente rilassante: la passeggiata lungo il fiume Stura.

Valle Stura - Vinadio

Infatti, il comune si trova nell’incantevole Valle Stura, la quale è attraversata dall’omonimo fiume. Consiglio a tutti di immergersi in questo verde che libera la mente e scaccia via i pensieri e lo stress accumulato durante tutta la settimana.

Nel vivere questa tranquillità, però, non ci si può dimenticare dell’orario perché per vedere tutto abbiamo solo un giorno questa volta! Dunque, si va a pranzo…

Un Pranzo veloce con la specialità di Vinadio e della Valle Stura

Se non vuoi perdere nemmeno un’ora di tempo per riprenderti, devi anche accettare di non esagerare a pranzo.

Quindi mi sono dedicata all’assaggio della specialità del posto: i cruset con sugo di porri! Beh non proprio una cosa leggera, ma si sa che la montagna mette appetito!

Cruset di Vinadio - Valle Stura

I cruset sono una pasta fatta a mano tipica della Valle Stura e, più che raccontarli, preferisco mostrarli e consiglio anche di assaggiarli. Sono deliziosi!

Ovviamente, un buon piatto merita un degno accompagnamento, perciò un vino rosso, corposo, è la soluzione ideale…lo sai vero che il vino rosso in montagna migliora?

Da qui in poi, comincia il viaggio nella vera e propria storia di Vinadio e, inevitabilmente, del Piemonte stesso.

Nel Forte di Vinadio: tra museo e storia

Dopo pranzo è ora di dirigersi alla scoperta del Forte di Vinadio, la meta di questa fantastica giornata.

Il Forte di Vinadio, detto anche Forte Albertino, è stato eretto nel 1834 da Carlo Alberto di Savoia per la sua posizione strategica. Infatti, la Valle Stura congiunge il Piemonte con la Francia, pertanto era l’ideale per controllare i confini.

Pur avendo un ruolo così importante, non è mai stato realmente fulcro di guerre e conflitti, ma è stato adibito alle esercitazioni.

È impressionante, e lo dico per le sensazioni che mi ha suscitato, come inizi a diventare così chiara l’immagine di come fosse la vita del soldato. A oltre 1000 metri di altitudine, con la fatica e il freddo, sicuramente una vita dura e difficile.

Altrettanto suggestiva è la galleria con tutti i nomi dei caduti nella Prima e nella Seconda Guerra Mondiale. Lascio parlare il video, stavolta.

All’interno dello stesso Forte, inoltre, è possibile visitare il museo, “La Montagna in Movimento“. In questo caso il tema centrale riguarda la storia della montagna stessa e dei suoi abitanti, con leggerezza e con la voglia di trasmettere tutto alle nuove generazioni.

Museo "Montagna in Movimento" - Forte di Vinadio

Infatti, particolarmente interessante, è l’App scaricabile, dedicata alla caccia al tesoro, ma anche il tono con il quale si racconta la storia del posto.

Io non aggiungo altro, la mia giornata è stata stupenda e potrei scrivere ancora tanto, ma il mio obiettivo rimane sempre quello di incuriosire a conoscere anche posti meno noti del Piemonte, eppure così affascinanti.

Ti aspetto per il prossimo contenuto e grazie per aver letto!

Ho deciso di raccontare una mia esperienza piuttosto suggestiva nella zona più impervia del Monregalese. Conosci il Monregalese?

Parliamo della zona a ridosso di Mondovì, capitale di questo angolo di paradiso, in provincia di Cuneo. Un luogo non solo affascinante e dai paesaggi incantevoli, ma anche ricco di storia.

Sapevi che, a seguito della Seconda Guerra Mondiale, Mondovì è stata insignita della medaglia di bronzo al valore militare per la guerra della liberazione? Altrettanto interessante è ciò che vi è dietro il nome “monregalese”, ma devo rinviarlo ad un altro articolo, finirei veramente con il dilungarmi troppo…

Dunque, oggi ho deciso di soffermarmi su una giornata piuttosto intensa che ho vissuto poco tempo fa. Se Mondovì è la splendida capitale del Monregalese, è da sottolineare che c’è davvero anche tanto altro.

Hai mai sentito parlare dell’Oasi di Crava Marozzo? E dell’esistenza di un orto a 1000 metri di altezza, raggiungibile solo con un fuoristrada? Sì, ti racconterò proprio di questi posti così nascosti e misteriosi che sono consigliati per tutti coloro che ricercano un momento di tranquillità, con la propria famiglia ad esempio, immersi nella natura.

Nuotando con le Trote nell’Oasi di Crava Marozzo

Ho accennato prima a tale “Oasi di Crava Marozzo“. Si tratta della prima storica riserva naturale protetta dalla Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli) ed è un posto mozzafiato.

Oasi di Crava Marozzo, Monregalese

Qui a sinistra un semplice scatto che, sarò sincera, non rende sufficientemente giustizia.

L’Oasi di Crava Marozzo è veramente un piccolo paradiso, dove si incontrano boschi, aree coltivate e siepi attraversate dal fiume Pesio. Questa varietà consente di avere una flora piuttosto ampia e diversificata, perciò è prassi incontrare – e magari fare amicizia – con qualche specie del posto.

Vedere per credere!

Ed è proprio qui che ho potuto approfittare per conoscere l’azienda Agritrutta.

Agritrutta, l’allevamento di pesce d’acqua dolce

L’azienda agricola Agritrutta, come anticipato, è stata la prima della mia lunga giornata.

Guidati dalla compagnia di Lorenza, che ringrazio nuovamente per la gentilezza e la disponibilità, abbiamo esplorato questa piccola, ma suggestiva realtà che si occupa di allevare pesci d’acqua dolce da servire nei principali ristoranti piemontesi – e non solo -.

Agritrutta si affaccia sul fiume Pesio, uno dei fiumi ancora incontaminati del basso Piemonte e rifornisce da lì le sue vasche. La qualità dei suoi prodotti è sicuramente dovuta alla genuinità e alla totale naturalezza della sua produzione, concentrandosi sul benessere degli animali che ci vivono.

Io e Lorenza non eravamo sole, però. Durante la piacevole chiacchierata, infatti, eravamo accompagnate da numerose trote che, come potete vedere qui di seguito, ci nuotavano piuttosto vicino.

 

Il tempo, però, passa in fretta e così ecco scoccare l’ora di pranzo. Ne ho approfittato, così da poter assaporare alcuni dei loro piatti e, vi dirò, sono assolutamente da provare. Vi lascio con qualche foto, mentre prosegue la mia giornata nel Monregalese, continuando a salire…

Tra Pianfei e Prea, nella parte più alta del Monregalese

Erbe di montagna: alla scoperta delle vere erbe officinali

La seconda tappa è stata da Samantha, un’esperta farmacista che si dedica alla lavorazione delle erbe aromatiche e officinali. In questo caso, ci troviamo a Pianfei, a 500 metri d’altezza.

Sai cosa si intende per erbe officinali? Si tratta di quelle erbe impiegate nella produzione di specialità medicinali – per approfondire puoi cliccare qui -.

È un’attività di per sé molto particolare, non così comune e, soprattutto, portata avanti in un punto quasi dimenticato dal mondo. E forse, proprio per questo, ancora più affascinante e mistico. Infatti, inevitabilmente, più si sale, più la vegetazione diviene ricca e i territori quasi inesplorati.

Con Samantha, perciò, conoscere tutte le erbe presenti nei vari prati è stato piuttosto divertente, oltre che particolarmente formativo.

L’azienda Basso vista… dall’alto!

L’ultima azienda che abbiamo visitato in questa splendida giornata è stata quella dei fratelli Grossi che, dopo essersi laureati ed aver girato il mondo, hanno puntato su un business un po’ particolare.

Anche loro si trovano nel Monregalese, come tanti hanno un orto, ma, rispetto alla consuetudine, la loro attività si svolge “leggermente” più in alto, a Prea: siamo quasi a 900 metri di altitudine!

I loro orti si trovano sotto i castagneti e non sono stati creati per un capriccio o altro. Si tratta del seguire una concezione diversa di agricoltura, secondo la quale questi terreni siano più feriti e idonei alla coltivazione.

Sono sicura che il loro entusiasmo e la loro passione siano l’ideale per tutti coloro che vogliono esplorare anche le zone più remote del Piemonte.

Poi una proposta: “Claudia, hai voglia di vedere i nostri orti nel bosco intorno ai 1000 metri?

Non mi sono tirata indietro. Con un fuoristrada, non essendoci strade battute, Paolo e Claudio mi hanno portato lì in alto per ammirare un panorama stupendo. Le parole, in questo caso, lasciano il tempo che trovano perciò ecco una serie di scatti che ho fatto…

Spero che la mia esperienza ti possa aver incuriosito e magari convinto a visitare questi posti incantevoli del Monregalese. Una zona che cela tanti segreti e tanta bellezza che voglio continuare a raccontare attraverso i miei articoli e gli scatti che cerco sempre di fare.

È un luogo estremamente tranquillo ed è altamente consigliato per tutte le famiglie che ricercano un posto sereno e immerso nella natura, dove poter trascorrere una o più giornate Slow.

Io ti ringrazio e ti aspetto al prossimo contenuto!

Oggi ti voglio parlare di Alba. Non ti voglio invitare nelle Langhe o nel Roero o nel Monferrato. Non voglio che tu vada a spasso per le colline.

Il miglior compagno di viaggio per esplorare le Langhe è uno dei libri della scrittrice Maria Tarditi

Quando si viaggia, quando si visitano posti nuovi o semplicemente si cammina su stradine di campagna/montagna

Questa mattina ho sentito nominare Gelindo…  ho cominciato a chiedermi chi fosse e cosa rappresentava nel Natale della tradizione piemontese

 

In estate tanto duro lavoro per ottenere un ottimo risultato in autunno…

Il Monumento all’amore delle Langhe: Il Cedro del Libano di La Morra

Guardando l’infinità di lucchetti che occupa i nostri ponti e cancelli, mi sono chiesta come facevano gli innamorati dell’800 a sigillare le loro promesse di amore eterno senza questi aggeggi moderni. Allora, facciamo un salto nel passato ed andiamo a scoprirlo insieme!

Una passeggiata nelle Langhe ed all’improvviso La Cappella del Barolo!

Qual era il vostro gioco preferito quando eravate bambini? Il mio… il caleidoscopio!

PRIMA SCENA, ALBA Sabato pomeriggio…. Ancora tanti pensierini da acquistare. Non trovo parcheggio. C’è tanta gente in giro ed io ho fretta! Non guardo nulla, sono di corsa!

Voglio parlarti di Torino a Natale: perché dovresti visitarla proprio in questo periodo?

“Torino è davvero una bella città”, “Torino è molto più bella di come te la aspetti“…questi sono i commenti che di solito fanno i visitatori che capitano a Torino.