Se sei qui è perché hai fatto qualche visita al sito SlowDays e di questo ti ringrazio!

Ti sarai chiesto cosa voleva dire questa suddivisione in tre parti delle esperienze presentate nel sito.

Per intenderci le parole Adagio, Andante e Vivace.

E so che sono parole che ti sono chiare e che ti fanno venire in mente musiche e canzoni conosciute. Così come modi di dire che usiamo tutti i giorni.

Slowdays nasce nel Roero e ovviamente ama le Langhe.

Fin dagli albori del progetto (inizio 2016) l’idea è stata: “Come fare a proporre qualcosa di originale, di unico e di alta qualità nelle nostre meravigliose colline?

Ci siamo quindi subito appassionati nella ricerca di quanto di meglio il nostro meraviglioso territorio ha da offrire!

L’obiettivo è sempre stato quello di creare un prodotto che potesse essere interessante per italiani e stranieri che volessero passare nelle Langhe (e nel Roero o nel Monferrato) qualche ora o un’intera vacanza!

La nostra ricerca continua e ci permette ogni giorno di crescere e conoscere nuove “chicche” da proporre ai nostri amici.

Il mondo di un’agenzia di viaggi, però, può essere molto vasto: ti arrivano stimoli e richieste da tutte le parti e, talvolta, si rischia un po’ di confusione.

I bilanci delle aziende sono fatti di imponibile, iva, entrate, uscite e magazzini. Poi ci sono gli utili ed i crediti in sofferenza.

A fine anno si fanno i budget e si definiscono le strategie.

SlowDays e Guarene
Guarene, la neve e SlowDays

Anche Slow Days vuole fare un bilancio ed abbiamo cercato di immaginarlo e poi di raccontarvelo!

Il lavoro di tutti i mesi, quello diciamo di routine, è stato la scoperta e la riscoperta delle Langhe. Sono il patrimonio di base della nostra azienda e lo condividiamo con gioia con i nostri clienti! Ma poi ci sono i focus di ogni mese (parla il manager dello stare bene!)

Poi abbiamo avuto progetti speciali!

Vi state preparando? Farete in casa il Cenone di Capodanno? Allora avrete già combinato il menù ed acquistato il vino che accompagnerà il vostro brindisi.

Se invece sarete fuori per il Cenone ed avrete scelto uno degli innumerevoli e meravigliosi Ristoranti dove passare la serata, vi starete preoccupando del vestito e starete dando gli ultimi tocchi al vostro look.

weekend rifugio Monte BiancoSono di quella generazione per cui la montagna è sempre stata sinonimo di sciare e quindi…ho sempre preferito il mare!

Odiavo profondamente le levatacce, gli scarponi scomodi, gli skilift (no dai, non sono così vecchia…ma c’erano solo quelli negli anni ’80!). Ricordo con reale fastidio la sensazione della neve nella schiena dopo la prima caduta!

C’era una cosa però che mi piaceva quando i miei genitori mi obbligavano a passare la domenica in montagna ed erano i rifugi! Il legno, il caldo, il profumo di polenta e formaggio: certo mi rendo conto, troppo poco per giustificare il prezzo dello ski-pass!

Poi però ho fatto una scoperta liberatoria che voglio rivelarvi: la montagna non è solo sci!

PRIMA SCENA, ALBA Sabato pomeriggio…. Ancora tanti pensierini da acquistare. Non trovo parcheggio. C’è tanta gente in giro ed io ho fretta! Non guardo nulla, sono di corsa! Entro in un negozio e c’è coda. Guardo la commessa, sorride!  Ma come fa? Sinceramente non ho neppure voglia di aspettare. Verrò tra qualche giorno, anche se temo che la settimana prossima sarà ancora peggio!  Mi faccio coraggio!  Altro negozio, altra commessa, sorride pure lei!  Ma solo io sono infastidita? Ed anche un pochino irritabile? Esco di nuovo. Attraverso Piazza Savona (ops! Piazza Michele Ferrero, non riesco a ricordamelo!) e butto un occhio sulla ruota panoramica. Sì ad Alba abbiamo anche la ruota panoramica in piazza! E che bello l’albero che la accompagna!  E’ stato fortemente desiderato e donato alla città dalla signora Maria Franca Ferrero ( Albero in Piazza Ferrero)…tanti turisti vengono qui per i vini e i tartufi, ma ricordiamoci che questa è la città della Nutella!

Mi affretto verso via Maestra, e vabbè anche questa è sbagliata, si chiama via Vittorio Emanuele, ma noi albesi non riusciremo mai a chiamarla così, quindi tanto vale che la chiamino così anche i “forestieri”! E poi..

Voglio parlarti di Torino a Natale: perché dovresti visitarla proprio in questo periodo?

torino a natale
L’albero di Piazza Castello

“Torino è davvero una bella città”, “Torino è molto più bella di come te la aspetti“…questi sono i commenti che di solito fanno i visitatori che capitano a Torino. Elegantemente sabauda, sobriamente austera, una delle città più nordiche d’Italia…tutto vero, ma a Natale cambia la musica: Torino a Natale è proprio unica!

Vediamo perché ci piace tanto,
ecco i 5 nostri motivi per
fare un giro a Torino sotto Natale:

La ricetta segreta della “Bagna Cauda”:  A dire il vero quello che conta non è la ricetta, ma la tradizione che si porta dietro!

Nell’epoca dei grandi chef e della cultura enogastronomica, questi piatti semplici e poveri rischiano di essere dimenticati, mentre se si vuole conoscere davvero la cultura e la tradizione di un luogo, bisognerebbe partire proprio da lì!

La Bagna Cauda è un piatto conviviale: è immancabile a partire dal mese di novembre in tutte le famiglie delle Langhe, del Roero e del Monferrato.
Le ricette sono diverse quasi in ogni famiglia, come tutti i veri piatti tradizionali…ma quel che conta e che si mangia in compagnia!

Questa è bella! Dobbiamo imparare a vivere lentamente dagli svedesi!

Questa mattina ho letto con curiosità del racconto di Filippa Lagerback (quella che da anni affianca Fabio Fazio, ma questo non c’entra nulla) a proposito dello stile di vita svedese, più lento rispetto al nostro, con ritmi meno frenetici.

Loro lo chiamano MYSA e non significa altro che riappropriarsi dei tempi naturali, assaporare il silenzio e la quiete, vivere gli affetti lontano dai cellulari, passare una serata in famiglia o con gli amici….

 Un pomeriggio alla scoperta di perle segrete!

Abito in queste meravigliose terre da quando sono nata. In famiglia abbiamo sempre fatto piccole e grandi vacanze e, forse in maniera un pochino superficiale, pensiamo di conoscere bene le nostre zone.

Poi ti invitano un pomeriggio a visitare il Monferrato e resti senza parole. Difficile direte?  E lo so!  Ma è proprio capitato così.